Anche per Brindisi il consueto carosello di personaggi grotteschi, sostenitori delle piste più disparate. Il tragico è che, alla fine, nessuno riesce più a distinguere fra dilettanti e professionisti.

E’ la tragedia di Brindisi ad offrire l’immagine di certi tratti negativi del nostro Paese che i secoli non riescono a cancellare.
Avevamo avvertito: calma, calma e ancora calma. Ed ammonito: non colpevoli di comodo!
Purtroppo era nell’aria: Brindisi è una di quelle occasioni nelle quali l’Italia riesce a dare il peggio.
Presunti colpevoli immediatamente dati in pasto alla gente. Auto della polizia prese a calci dalla folla che presumeva vi fosse a bordo l’autore della strage. Inquirenti che di fronte a microfoni e telecamere non riescono a tenere la bocca chiusa.
Tutte le volte che c’è un dramma, si rinnova il ricordo della tragedia di Vermicino: un bambino caduto in un pozzo ed un intero popolo a seguire in diretta le esternazioni di autorità, improbabili soccorritori, maghi e saltimbanchi, accorati appelli. Tutto materiale di intralcio a qualsiasi serio tentativo di salvare il piccolo che, infatti, ne morì.
Anche per Brindisi il consueto carosello di personaggi grotteschi, sostenitori delle piste più disparate. Il tragico è che, alla fine, nessuno riesce più a distinguere fra dilettanti e professionisti, fra abituali frequentatori di insulsi salotti televisivi e inquirenti.
Si pretende e si promette la verità a tamburo battente e si creano le premesse per non averla mai.
E’ dura da accettare, ma noi ci ostiniamo a ripetere la nostra opinione, già manifestata in circostanze analoghe. Anni di giustizialismo, di eccessi inquisitori e di violazione delle garanzie hanno avuto come effetto di annullare la capacità di svolgere indagini. Non tutto si può risolvere intercettando a tappeto, seguendo le interessate rivelazioni dei pentiti o tramite l’abuso dei provvedimenti cautelari.
E, purtroppo, quello della giustizia non è che uno dei settori dello Stato da reinventare di sana pianta. Tutta la pubblica amministrazione è da ripensare, a livello centrale e nelle articolazioni regionali.
Questa è la prima e vera riforma all’ordine del giorno, in tempi nei quali abbiamo un governo tecnico, un parlamento ancora in carica per pura finzione, e la gente che rifiuta di recarsi alle urne o cerca il voto che esprima protesta verso questi partiti ed i loro esponenti.
Scusate se è poco.

Molto giusto, ma … chi può rifare l’Italia ? Prima bisognerebbe (ri)fare gli italiani. Ci vantiamo di 150 anni di storia, di un paese fatto da una quindicina di repubblichette da teutoniche ad arabe !
A fine anni 60, membro di una multinazionale americana, viaggiavo molto per lavoro in tutto il mondo, specialmente i paesi nordici mi dicevano che l’italiane è il popolo più ignorante e meno sociale del Mondo. Allora mi arrabbiavo e discutevo; adesso sento dire la stessa cosa anche dalla TV di stato !
Come dice bene Lei, direttore, la gente è stufa dei partiti stufa delle inique tasse, stufa della ingiusta giustizia, ma chi ci ha portato a tutto questo ?
Innanzitutto Dio ci aveva dato delle “guide” che, buone o cattive, avevano una istruzione ed una preparazione che eccellevano sulla media. Diceva Einstein:
Due cose sono infinite, la stupidità umana e l’Universo, ma del secondo ho ancora qualche dubbio. Abbiamo voluto, con qualche imbroglietto che adesso viene fuori, la res pubblica, la democrazia, il “comando al popolo” ! Innanzitutto dovremmo essere rappresentati da 60 milioni di politici poichè ogni italiano ha la sua idea, il motto più sentito è “mors tua vita mea”. La democrazia è comando al popolo, popolo sono i ricchi ed i poveri, saranno sempre i primi a comandare di più ! Una soluzione la prospettano sia Jaques Attalì sia Massimo Cacciari: Il futuro ci prospetta due possibilità, o rivoluzioni sanguinose e guerre globali, o pace e vita serena e bella. Tutti e due dicono che per la seconda possibilità dobbiamo tornare a fare i Cristiani, ad amarci e rispettarci tra noi. Difficile !
L’Italia ha il 90 percento della popolazione che si professa Cristiana, come può esistere uno stato “laico” ? Rispondo io: Perchè il 90% dei Cristiani sono falsi !! Molte delle sue persone sono succubi della “sinistra” Sinistra e dei cattocomunisti che hanno formato uno stato padrone e laicista, hanno rovesciato i concetti di morale, di amore e di onestà. Ci hanno venduto ai “padroni” dell’Europa senza informarci di dove saremmo potuti cadere, complici i sindacati, hanno voluto spartire una torta “prima di crearla”.
Che Dio ce la mandi buona, come diceva il parroco che aspettava la nuova perpetua!