Un conto è fare un bel viaggio riposante dove guidare è un piacere e un conto è stare imbottigliati in auto in coda in città. Eppure ci stiamo abituando a essere prigionieri dell’auto ogni giorno. Soprattutto in città. Sulla base degli ultimi dati stanno più in coda a Roma, Milano e Napoli. Non è una sorpresa.
Per molte ore, anzi per giorni sommando tutti i minuti passati bloccati nel traffico. I lombardi dell’area metropolitana, tipo Brianza, starebbero in coda, quindi non solo fermi ma a circolazione rallentata sui 30 all’ora, fino a 50 ore all’anno. Mica poco. Il tempo di una vacanza. Forse stiamo più al volante che con i nostri figli.
L’Italia è la decima nazione più congestionata al mondo: 19 ore di media, quasi 50 invece le ore perse per i milanesi, 12 per i bergamaschi; i mantovani stanno meglio con meno di otto ore. Grazie anche alle dimensioni oggettive della città. Certo però che a chi sta in fila in via Brennero potrebbe pensare di stare in strada a Los Angeles. Situazioni particolari. Le media sono così: un pollo a te, niente a me, per la statistica mezzo polo a testa.
Un’ora al giorno a velocità da corteo nelle nostre città trafficate è un bel supplizio. Rimediamo con la musica e il viva voce telefonico. A Roma si perdono 35 ore all’anno. E’ una media. Magari qualcuno ne perde settanta.
A livello mondiale le città più trafficate e bloccate risultano Los Angeles e Mosca con numeri da capogiro: 104 ore nella città californiana e 95 ore nella capitale russa, segue New York con quasi novanta ore. Una bella qualità della vita!
In Italia Firenze sarebbe al decimo posto con picchi di congestione al 21 per cento. La sorpresa è che una città media quasi piccola come Perugia ha un monte ore di congestione come la capitale dell’auto Torino. Ma qui entra in campo anche il sistema delle strade e la conformazione del territorio urbano. Chi è stato a Perugia sa bene che non è facile girare attorno al centro.
Nonostante i continui sforzi delle e amministrazioni per spostarci sul trasporto pubblico, dai tram alle linee metropolitane, rimane preponderante il peso del pendolariato automobilistico. Tutti i giorni ci infialiamo in auto , uno per auto, nelle stesse ore negli stessi minuti. Se poi dobbiamo portare a scuola i pargoli diventiamo un esercito di incalliti automobilisti autisti tutti imbottigliati davanti alla stessa scuola.
Irrazionali come non mai. Tutti lì a sgomitare a e a clacsonare per far scendere il più visino possibile all’ingresso l’alunno o l’alunna col suo carico di zaino librario. Poi tangenziali pressoché intasate in tutte le ore e non solo quelle di punta.
Svincoli che diventano parcheggi tra le 7 e le nove e dalle 17 alle 19. Quante volte sentiamo alla radio? Viabilità ordinaria che non assorbe. Difficile assorbire nelle strade ordinarie un traffico che ogni giorno è straordinario.
Fabrizio Binacchi
Con Voce di Mantova

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