
Wall Street ha chiuso la seduta di ieri, 29 giugno 2026, in forte rialzo, trainata dal settore tecnologico e dal calo delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran. I mercati hanno reagito positivamente allo stop degli attacchi tra USA e Iran e all’annuncio della ripresa dei colloqui in Qatar. Gli acquisti massicci sui titoli tecnologici hanno spinto il Nasdaq a sovraperformare gli altri listini. Il tecnologico ha chiuso a +2.07% mentre l’S&P 500 ha guadagnato l’1.18%. Positivo anche il Dow Jones con un +0.59%. I temi della settimana sono legati all’estrema debolezza dello Jpy, alla stabilità sui minimi di periodo del petrolio e al calo del gold, sceso sotto quota 4.000 dollari l’oncia.
VALUTE, BOJ DOVE SEI ?
Lo Jpy è sceso ai minimio degli ultimi 40 anni, raggiungendo il livello più basso dal 1986, suscitando preoccupazioni tra gli addetti ai lavori, e mantenendo gli investitori in allerta per un possibile intervento valutario da parte di Tokyo. Lo yen è rimasto sotto pressione a causa dell’ampio divario tra i tassi di interesse del Giappone e degli Stati Uniti, con la Banca del Giappone che continua la sua graduale normalizzazione della politica monetaria, mentre si prevede che la Federal Reserve effettuerà diversi rialzi dei tassi quest’anno. Anche le continue operazioni di carry trade e la domanda sostenuta di dollaro statunitense come valuta rifugio hanno continuato a pesare sullo yen. Nel frattempo, l’economia giapponese è rimasta esposta alle interruzioni delle forniture energetiche a causa della sua forte dipendenza dalle importazioni di petrolio dal Medio Oriente. Sulle alte valute segnaliamo un EurUsd compreso tra 1.1380 e 1.1430 con il Cable che tiene quota 1.3200 rimanendo vicino a 1.3250, e un EurGbp a ridosso dei supporti chiave di 0.8590. Oceaniche ancora a ridosso dei supporti mentre rimane stabile il franco svizzero, sia contro euro, sia contro dollaro, in area 0.9220 e 0.8100 rispettivamente.
PETROLIO STABILE SUI MINIMI.
Martedì il prezzo del petrolio Wti si è stabilizzato sopra i 70 dollari al barile, mantenendo i guadagni della sessione precedente, mentre gli investitori hanno rivolto la loro attenzione alla ripresa dei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran a Doha, e i segnali contrastanti provenienti da entrambe le parti continuano a offuscare le prospettive. Teheran ha ribadito la sua intenzione di continuare a supervisionare il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz anche se l’Oman dovesse decidere di non parteciparvi. In base all’attuale accordo provvisorio, l’Iran non imporrà dazi di transito per 60 giorni, pur lasciando aperta la possibilità di introdurli successivamente, una proposta osteggiata da Stati Uniti, Europa e Stati arabi del Golfo. Il traffico marittimo attraverso lo stretto ha subito un rallentamento nel fine settimana a seguito di nuovi scontri che hanno danneggiato due navi, sebbene gli operatori delle petroliere e i loro equipaggi abbiano mostrato la volontà di continuare a transitare lungo la rotta. Il petrolio WTI è destinato a calare di circa il 19% nel corso del mese e di oltre il 24% nel trimestre, poiché gli sforzi di pace e le aspettative di un aumento dei flussi di petrolio dal Golfo Persico rimangono concreti.
GOLD ANCORA IN CALO.
Martedì l’oro è sceso sotto i 4.000 dollari l’oncia, raggiungendo i livelli più bassi degli ultimi otto mesi, e si avvia a registrare il quarto calo mensile consecutivo a causa delle incertezze in Medio Oriente e delle aspettative di un aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve. Il metallo prezioso ha perso oltre il 12% questo mese e circa il 15% in questo trimestre. I mercati continuano a scontare tre rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve quest’anno, con il primo possibile a settembre. Gli investitori restano vigili, in attesa dell’ultimo rapporto mensile sull’occupazione (NFP) per avere nuovi indizi sulle prospettive di politica monetaria. Nel frattempo, Stati Uniti e Iran dovrebbero riprendere i colloqui di pace a Doha, in Qatar, nel corso della giornata, sebbene le prospettive di un cessate il fuoco duraturo rimangano incerte. Tecnicamente il gold potrebbe toccare il supporto chiave posto a 3.870,minimo dell’ottobre scorso e livello di swing estremamente significativo.
Saverio Berlinzani

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