
Dopo che aveva dovuto “subire” la riduzione dei tempi di prescrizione, ed era stato “costretto” a firmare la legge elettorale proporzionale per assoluta mancanza di appigli, ci si aspettava questa sua levata di scudi che colpisce l’unica vera riforma liberale introdotta nel nostro ordinamento d molti anni a questa parte.
Ci si aspettava, cioè, che cogliesse al balzo l’occasione per dimostrare di essere al di sopra delle parti.
Ma anche se atteso, il, rinvio suscita ugualmente in noi sentimenti di ribellione, soprattutto per la motivazione ipocrita che viene ora sbandierata dai tifosi di questa decisione di Ciampi.
Affermare che togliere all’accusa il potere di ricorrere contro l’assoluzione di un imputato viola la parità tra le parti, è falso e farisaico. Ed è in linea con una concezione totalitaria del rapporto fra Stato e cittadino.
Non dimentichiamo, infatti, che per la nostra Costituzione siamo tutti innocenti fino a sentenza passata in giudicato.
Dunque, da innocenti siamo trascinati in giudizio a rispondere delle accuse. Ciò è inevitabile.
Si può invece evitare- e gli stati più civili lo evitano, infatti- di essere tenuti sotto la mannaia della giustizia per anni, talvolta per decenni: per lentezza delle indagini, per lungaggine dei processi, per cavilli utilizzati dai PM oltrechè dagli avvocati difensori, etc.
La parità, da questo punto di vista, non esiste, perché lo Stato può provocare sofferenze inenarrabili a cittadini che potrebbero -e succede assai spesso- essere innocenti.
La inappellabilià delle assoluzioni da parte dei PM significa che lo Stato può e deve esercitare l’azione penale. Ma non può ne deve tenere in sofferenza il cittadino per un lasso di tempo dilatabile a suo piacimento.
Ecco perché ci aspettiamo che la maggioranza insista nel sostenere la legge Pecorella e la riapprovi senza snaturarla.
E coltiviamo la speranza che il Presidente della Repubblica rifletta anche sulle attese di chi aspira a vivere in uno stato veramente di diritto e liberale.
Presidente Ciampi: qualcosa di liberale, per favore
Affermare che togliere all’accusa il potere di ricorrere contro l’assoluzione di un imputato viola la parità tra le parti, è falso e farisaico. Ed è in linea con una concezione totalitaria. Lo Stato può e deve esercitare l’azione penale. Ma non può ne deve tenere in sofferenza il cittadino per un lasso di tempo dilatabile a suo piacimento.

Già. E invece ora: uno viene assolto in primo grado; condannato in appello su ricorso dell’accusa; e in Cassazione non ha possibilità di un riesame nel merito. Così va bene?
non so chi abbia scrito l’articolo ma il problema non è la non appellabilità delle sentenze quanto la possiilità del ricorso per cassazione che porta a quella corte un indagine di merito mentre la Cassazione dovrebbe decidere solo sulla legittimità
Il rapporto fra P.M. e la persona incriminata è sperequato, oltre che in riferimento al dramma personale con i riflessi sulla sua vita personale e di lavoro, anche per il fatto che i funzionari statali non “spendono” niente per le le loro iniziative giudiziarie, mentre il cittadino subisce anche le spese e costi legali sia che vinca sia che perda.
In ogni caso noi contribuenti paghiamo le iniziative giudiziarie mentre le persone incriminate vedono i tempi processuali allungati per il sovraccarico di attività processuali “inutili”.
Se i processi fossero condotti bene in prima istanza, anche le parti civili vedrebbero soddisfatte in tempi più accettabili le loro richieste se legittime.
Condivido pienamente il commento. ritengo che il nostro paese in materia di giustizia debba ancora fare grandi passi avanti per costruire un sistema veramente garantista.
Credo che sia soprattutto necessario procedere nella direzione della separzione delle funzioni e carriere tra pm e giudice. Credo indispensabile maggior rispetto del principio di innocenza fine a sentenza passata in giudicato. credo che debba essere anche rivista la procedura di carcerazione preventiva. il lavoro a mio modesto parere è sempre molto. L’importante è non indietreggiare e tenere ferme le conquiste garantiste e liberali che questo governo ha varato.
IN TUTTI I COMMENTI FATTI SI CONFONDE IL DIRITTO DELLA PARTE LESA CON I RITARDI DELLA MAGISTRATURA. LA PARTE LESA NON SOLO SUBISCE GRAVI RITARDI, MA NON HA NEPPURE LA POSSIBILITA’ DI RICORRERE. MI SEMBRA IL COLMO!
C’E’ DA CHIEDERSI LE CAUSE DI QUESTI RITARDI, SE VOLUTI O NO PER RENDERE IMPUNITA UNA CLASSE DIRIGENTE ORMAI GRAVEMENTE COMPROMESSA CON SCANDALI E TRUFFE FINANZIARIE E CHE COMPROMETTE LO SVILUPPO DEL PAESE.
IN TUTTI I COMMENTI FATTI SI CONFONDE IL DIRITTO DELLA PARTE LESA CON I RITARDI DELLA MAGISTRATURA. LA PARTE LESA NON SOLO SUBISCE GRAVI RITARDI, MA NON HA NEPPURE LA POSSIBILITA’ DI RICORRERE. MI SEMBRA IL COLMO!
C’E’ DA CHIEDERSI LE CAUSE DI QUESTI RITARDI, SE VOLUTI O NO PER RENDERE IMPUNITA UNA CLASSE DIRIGENTE ORMAI GRAVEMENTE COMPROMESSA CON SCANDALI E TRUFFE FINANZIARIE E CHE COMPROMETTE LO SVILUPPO DEL PAESE.
Che la corporazione dei magistrati mal intenda accettare limitazioni al proprio potere è chiaro ,come altrettanto chiaramente qualcuno ha voluto dare un aiutino elettorale ad una malintesa “sinistra” .
E come ?!?! Proprio una legge che intendeva ridare dignità al cittadino accusato ingiustamente ( perché questa è l’ipotesi ,che un innocente –come costituzionalmente si dovrebbe essere inizialmente tutti – possa liberarsi delle accuse quando queste non vengano provate ) viene tacciata di incostituzionalità ? La parolina tanto cara alla “sinistra” sciacqua la bocca della intellighenzia nostrana…..evitando di rendere al cittadino quella uguaglianza, e pari dignità ,di fronte alla legge e che a parole sarebbe prevista.
Ma del resto che volete pretendere da un sistema così formalizzato come il nostro ,dove in realtà non sono le accuse che devono essere dimostrate ,ma la propria innocenza ? Alla Di Pietro !
Si ha un bel dire “ siamo un Paese civile ,siamo in Europa !” ; la lamentela –appello mi ricorda tanto il grido del “ al lupo ,al lupo !” ed anche “ se avanzo seguitemi “ . Se ne inventano proprio di tutte ,per non far dimenticare che….”la Coop sei tu !”
Condivido la critica al Presidente.
La presunta disparità potrebbe essere, al limite, essere accettata se la durata dei processi fosse ragionevole e non così lunga, incerta e spesso legata alla voglia di lavorare del giudice.
In queste condizioni, quelle italiane, chi deve sopportare un procedimento penale non sa quale sarà il suo destino. Alla fine, anche se assolto, il tempo trascorso raramente consente di riprendere una vita normale. Anche l’eventuale risarcimento in caso di errore gioudiziario non è sufficiente a dare all’imputato la prosecuzione di una vita regolare.
NON E’ ELIMINANDO I DIRITTI DELLE PARTI LESE CHE SI RISOLVONO I RITARDI E LA LENTEZZA DELLA GIUSTIZIA. IN ITALIA C’E’ TROPPA FUGA DALLE RESPONSABILITA’.
ANDATE IN OGNI CASO A RILEGGERVI L’ART. 24, COMMA 1 DELLA COSTITUZIONE. ESSA RAPPRESENTA UN PATTO CHE SE VIENE LACERATO APRE LA STRADA AD OGNI AVVENTURA.
Sono assolutamente d’accordo con l’articolo.
E la ennesima dimostrazione che quella dei magistrati è una vera e propria corporazione “legibus soluta”:Altro che Stato di diritto!Altro che violazione della parità tra PM e cittadino.Basta pensare che dopo il referendum sulla resposabilità civile del giudice i relativi procedimenti si contano a mala pena sulle dita di una mano a prescindere dagli esiti degli stessi.IL Presidente della Repubblica non ha saputo resistere(e forse non lo poteva come presidente del CSM) alle pressioni di questa corporazione!Bisogna cambiare radicalmente le regole del gioco.Chi parla in nome del popolo italiano deve avere un mandato da quest’ultimo.Altro che concorsi alla Di Pietro che non conosce nemmeno la grammatica italiana!
Pienamente d’accordo sul contenuto dell’articolo. Ciampi ha voluto di fatto dare un appoggio pre elettorale agli oppositori del Governo.