E’ stato presentato nell’Auditorium del Consiglio regionale della Toscana il libro Lelio Lagorio un socialista tricolore dei giornalisti Franco Mariani e Alessandra Maria Abramo, frutto anche della collaborazione della famiglia Lagorio. “Onore a un padre costituente della nostra Regione, rigoroso uomo delle Istituzioni, esempio per tutti noi” ha dichiarato nel corso della presentazione del volume il Presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo. Mentre Il Governatore Eugenio Giani ha affermato che “La sua figura si identifica con quella della Regione Toscana” Riccardo Nencini ha sottolineato la capacità di Lagorio di creare un binomio perfetto tra una politica nuova e il buon governo delle amministrazioni locali. E il Presidente del Consiglio comunale Luca Milani ha detto “È stato Sindaco in un periodo molto difficile diventato momento di svolta determinante per la città.

Nel libro di Franco Mariani e Alessandra Maria Abramo recentemente pubblicato da EDA (le edizioni del Consiglio regionale della Toscana) che è al tempo stesso frutto di ricerche approfondite e di avvincente lettura possiamo constatare come
la biografia di Lelio Lagorio s’ intersechi con le tappe fondamentali della vita politica del nostro Paese dagli anni ’40 fino alla fine della Prima Repubblica: gli anni del Psi dopo la seconda guerra mondiale, la difficile eredità di Giorgio La Pira a Palazzo Vecchio, l’alluvione del ’66 vissuta da Vice Sindaco della città, la nascita delle Regioni con la sua elezione a primo Presidente della Regione Toscana, gli anni del terrorismo delle BR durante il periodo da parlamentare e Dirigente Nazionale del partito socialista, la tensione internazionale vissuta in prima persona da primo Ministro della Difesa socialista durante la Guerra Fredda e la sfida alla terza legislatura del Parlamento europeo.
I due giornalisti (Mariani, peraltro, ha al suo attivo numerose altre monografie di storia contemporanea) dopo il lavoro di ricerca hanno dato un taglio agile a questo volume nel quale si rende omaggio a un personaggio che ha ricoperto molti incarichi, da quello di Sindaco e di Presidente della Regione fino al Governo, e all’Europarlamento.
Una storia politica, quella di Lagorio, che si fonda sui principi del riformismo socialista, sui valori dell’antifascismo e della Resistenza, per poi crescere in un panorama nuovo e internazionale, dove si guarda oltre i confini nazionali e si creano le prospettive per un’Unione Europea che possa essere “prospera, solidale, giusta, la terra dei diritti dei cittadini”. Il libro spiega anche che “il Granduca, come lo chiamavano i toscani durante il periodo da Governatore, è stato uno dei più importanti esponenti del partito socialista, protagonista chiave della politica italiana ed europea, uomo del fare, concreto, innovatore e lungimirante”.
Ne parliamo in questa intervista con Franco Mariani :
Come è nato il vostro interesse per la biografia di Lelio Lagorio ?
Sono tra i pochi giornalisti, ancora in attività, ad averlo conosciuto e frequentato, e quindi quando la collega Alessandra Maria Abramo, che con me ha scritto questo libro, dopo poche settimane dalla morte di Lagorio, nel 2017, mi ha contattato per la proposta di scrivere questo libro – “solo tu, Franco, sei in grado di poterlo fare, per la tua conoscenza di Lagorio”- non ho potuto dire di no, soprattutto per la stima che nutrivo nei confronti di Lelio Lagorio.
Questo libro ci fa ripercorrere un periodo storico assai importante quello della nascita delle Regione Toscana… un decollo che appariva all’epoca tutt’altro che facile..
Esatto, anche perché Alessandra Maria e il sottoscritto, nel nostro libro abbiamo deciso di riportare ampi stralci degli scritti politici di Lelio Lagorio. Il decollo della Regione non è stato un decollo facile, anzi, ritardato, se non osteggiato, il più possibile dai vari governi nazionali prima degli anni Settanta. Se le Regioni sono nate è grazie anche a uomini come Lagorio che su questa scelta politica ha avuto una visuale molto “profetica”, scrivendo pagine e pagine sia prima, sui possibili compiti e temi, anche internazionali, che le Regioni potevano e dovevano affrontare in questa immane sfida, ma anche dopo, sostenendo il ruolo delle Regioni, soprattutto nei primi anni, molto delicati, soprattutto per le varie deleghe che il governo di Roma doveva passare alle Regioni; un percorso che non è mai finito, e che continua anche ai giorni nostri.
C’è poi il Lagorio esponente politico nazionale e il libro ci fa ripercorrere un periodo cruciale della nostra storia
Lelio Lagorio, è un stato un politico attento, un osservatore intelligente, doti queste dovute anche alle altre sue attività professionali: di avvocato, di giornalista, di storico. Come Ministro della Difesa puntò su quattro obiettivi: più efficienza, più considerazione per la vita militare, maggiore legame tra militari e società, più comprensione tra vertice e base. Non solo, con lui si aprì il percorso dell’ingresso delle donne nelle Forze Armate, che poi si concretizzò due decenni più tardi, ripristinò la parata militare del 2 giugno, per la festa della Repubblica, aprì le caserme alla cittadinanza in occasione della Festa delle Forze Armate che si celebra il 4 novembre. Come Ministro dello Spettacolo, Sport e Turismo mise in atto la riforma del CONI, attivò il fondo per lo spettacolo, promosse la bellezza del nostro paese.
Come è nato questo titolo evocativo ?
Lelio Lagorio, oltre ad essere un stato un fiorentino doc, è stato un politico di razza. Tanti politici possono avere il consenso, ma pochi lasciano una traccia.
Se dovessimo racchiudere l’operato di Lelio Lagorio in poche righe sicuramente potremmo dire che è stato un socialista patriota, a cui si il merito di aver riportato in auge l’Amor di Patria, che non ha un colore politico, se non quello del Tricolore, anche se per la quasi totalità degli italiani è solo “sentito” e “partecipato” in occasione degli eventi di calcio.
Quanto ritieni importante valorizzare la memoria storica.. recente ?
Quando si parla di memoria storica recente non ci si può certo riferire a quello che è successo negli ultimi dieci o cinque anni, in quanto lo sguardo deve andare un “pochino” più indietro di trenta, quaranta, o cinquant’anni almeno, perché per essere memoria “viva”, che possa essere raccontata, analizzata, e compresa, è necessario che ci siano ancora in vita testimoni di quella memoria. Sul tema della memoria sono intervenuti anche Papa Francesco e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Quando un uomo o una donna chiude la chiave della memoria, incomincia a morire. Se tu non hai memoria, sei uno sradicato, una sradicata, non ci saranno dei frutti. Memoria: questa è la cornice della vita”, ha detto Papa Francesco. Non da meno Il Presidente Mattarella: “la Memoria è segno autentico di una comunità che ricorda gli eventi, lieti o dolorosi, che ne hanno attraversato la vita, che sa guardare al futuro proprio perché capace di collegarsi alle proprie radici e di condividere, attraverso momenti difficili e anche dolorosi, un’ideale di persona e di giustizia”.
Ma questo libro è anche un’occasione per conoscere l’uomo Lagorio…. oltre la politica
Come dicevo prima abbiamo voluto inserire molti brani di testi scritti da Lelio Lagorio ed è proprio da questi testi che si scopre l’uomo Lagorio, lo storico, l’amante della cultura, e della cultura dell’uomo, vivo e impegnato nella società, che però non deve avere una visione locale della propria vita, anzi, deve avere una visione globale, più ampia e diffusa, che vada oltre i propri confini nazionali, e questo per poter affrontare le problematiche del futuro. Negli anni Novanta Lagorio affrontò il tema del Mediterraneo, dell’immigrazione, dell’agricoltura e tanti altri, tutti temi che oggi sono all’ordine del giorno, mentre all’epoca erano sono dei puntini su un foglio bianco, ma quei puntini Lagorio seppe trasformarli in parole e in futuri progetti di sviluppo.
Gabriele Parenti

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