
Numeri tutti in attivo per il Teatro Verdi di Pisa, così almeno comunicano gli organismi direttivi in occasione della conferenza stampa di presentazione delle stagioni lirica e prosa 2024/25.
In aumento, premiando la qualità delle produzioni, il contributo statale al teatro; in aumento, sensibile, il numero di presenze al teatro; in aumento il numero dei teatri con i quali sono state attivate coproduzioni; in aumento la qualità delle presenze…
Dati che certamente non possono che far piacere dal momento che non è così frequente un trend così “attivo” nelle voci più delicate della gestione di un teatro di una “piccola” città come Pisa.
La Presidente, Patrizia Paoletti, nel ringraziare Il direttore Generale, Michele Galli, il direttore artistico Cristian Carrara e il personale per il lavoro svolto, ha sottolineato come l’impegno di aprire il teatro alla città mettendolo a disposizione delle realtà culturali e formative del territorio ha trovato anche quest’anno numerose occasioni mostrando l’interesse dei pisani verso questa struttura che non vuole in alcun modo esaurire la sua funzione in una mera fornitura di spettacoli seppure di elevata qualità.
L’Assessore alla Cultura del Comune di Pisa, Filippo Bedini, ha evidenziato come il livello delle proposte, costantemente in crescita in questi anni, dimostri come il teatro Verdi abbia la volontà e le capacità di proporre un’offerta degna della sua migliore tradizione ospitando cast ed orchestre di prestigio oltre che fungere da luogo di debutto di giovani promesse destinate ai grandi teatri nazionali ed internazionali. L’Amministrazione, in accordo con la direzione del teatro, è pronta a intervenire sulla struttura affinché sia fatto tutto il necessario per la tutela e la messa a norma di un patrimonio storico ed artistico di grande rilievo, ma anche a reperire nuovi spazi per favore le attività del teatro stesso, specie nella formazione.
Un interessante intervento è stato fatto dal Presidente della Fondazione Pisa, dottor Stefano del Corso, chiamato in causa come principale “sponsor” del teatro che ha sottolineato l’importanza dei giovani come target da conquistare attraverso un capillare lavoro di formazione e informazione che, partendo dalle famiglie tocca le scuole di ogni ordine e grado. “Sono loro – ha sottolineato del Corso – il futuro del teatro; la scommessa va fatta oggi per preparare un inevitabile ricambio generazionale che veda nei giovani lo stesso interesse, lo stesso entusiasmo e la stessa capacità critica che troviamo in quella parte, ancora maggioritaria, di pubblico più adulto. È verso di loro – ha continuato del Corso – che dobbiamo rivolgere le nostre attenzioni in un reciproco ascolto affinché nel dialogo emergano richieste ed esigenze da prendere in considerazione e si crei quel clima di fiducia per il quale le proposte del teatro possano essere accolte e condivise”.
In questa direzione, la scelta di riproporre anche quest’anno, per il terzo anno consecutivo, la fortunata stagione di spettacoli musicali e fiabe dedicati ai bambini e alle famiglie Family & Kids, come pure quella dei corsi di teatro “Fare teatro” che, come enunciato nella presentazione, coinvolge bambini e bambini, ragazzi e ragazze, adolescenti, universitari e universitarie… Non meno importanti le promozioni legate ai giovani: dal “biglietto under 30” che sconta il 50% del prezzo dei biglietti, ai “gruppi scolastici” con biglietti sempre scontati del 50%, alla “carta dello studente della Toscana” con biglietti a prezzo fisso di 15 Euro per Lirica, Prosa e Danza per gli studenti universitari.
Segni tangibili di una volontà di avvicinare i giovani al teatro ai quali si aggiunge una scelta di spettacoli che, di anno in anno, “raccontano” periodi storici, personaggi della letteratura, fatti di cronaca o situazioni sociali e familiari di grande attualità.
La stagione lirica 2024/25, così come è stata presentata dal direttore artistico Cristian Carrara, ha quest’anno come focus un secolo importantissimo com’è il XIX. L’ ‘800 raccoglie e racchiude sia storicamente che musicalmente ed artisticamente eventi di grandissima rilevanza. È un secolo di grandi trasformazioni sociali, politiche, culturali ed economiche a partire dall’ascesa e dalla caduta di Napoleone Bonaparte e la successiva Restaurazione, ai moti rivoluzionari, alla costituzione di molti stati moderni tra cui il Regno d’Italia e l’Impero Germanico, la guerra di secessione americana la seconda rivoluzione industriale, il positivismo, l’evoluzionismo, il romanticismo, il decadentismo, il verismo, la Belle Époque, solo per citarne alcuni.
E in questo XIX secolo la musica si rinnova lasciando progressivamente le esperienze settecentesche per avventurarsi in nuovi linguaggi e nuovi compositori.
Così dalla Vestale di Gaspare Spontini, 1807, uno dei massimi esempi di Tragédie Lyrique, fino alla celebre Tosca di Giacomo Puccini, 1900, troveremo compositori del calibro di Gioacchino Rossini, Giuseppe Verdi, Umberto Giordano con loro opere famose e apprezzate in tutto il mondo.
Sarà proprio Umberto Giordano con la sua Andrea Chenier ad aprire, il 25 e 27 ottobre, la stagione: sul podio il pisano Francesco Pasqualetti, in buca l’Orchestra Filarmonia Veneta, la regia di Andrea Cigni. Nel cast, di assoluto rilievo, si segnalano Angelo Villari (Chénier), e Maria Teresa Leva (Maddalena).
Nel mese di dicembre (il 6 e l’8) La Traviata di Giuseppe Verdi sarà presentata nell’indimenticabile allestimento che nel 1992, per la regia di Henning Brockhaus e le scene Josef Svoboda, andò in scena allo Sferisterio di Macerata. Questo allestimento, divenuto celebre con il nome di Traviata degli specchi, è certamente uno dei più noti e riallestiti del titolo verdiano.
La direzione musicale è affidata a Nir Kabaretti alla guida dell’Orchestra Arché. Nel cast brillano grandi interpreti verdiani come Ruth Iniesta, Paolo Lardizzone e Simone Piazzola.
Il 2025 si apre con la nuova produzione del Turco in Italia di Gioachino Rossini (10 e 12 gennaio) per la regia di Roberto Catalano e le scene di Guido Buganza. Una coproduzione che vede il Teatro di Pisa assieme a quelli di Ravenna, Rimini, Novara, Rovigo e Jesi. Rappresentata solo nel 1999 al Verdi di Pisa, vede tra i ruoli principali la presenza di Giuliana Gianfaldoni (Fiorilla) e Bruno Taddia (Prosdocimo).
Per la prima volta nella storia del Teatro di Pisa, il 14 e il 16 febbraio sarà messa in scena la Vestale di Gaspare Spontini con un allestimento che rende omaggio a Maria Callas, che con la sua interpretazione del 1954, in apertura della stagione scaligera, rese immortale questo titolo.
Anello di congiunzione tra la tragedia lirica dell’Ancien Régime e la futura grand opéra alla francese, fu un successo strepitoso. La regia è affidata a Gianluca Falaschi (che firma anche scene e costumi), l’Orchestra La Corelli è diretta da Alessandro Benigni. Sul palcoscenico la straordinaria Carmela Remigio affiancata da Antonio Poli (Cinna) e Bruno Taddia (Licinio).
Anche se l’anno pucciniano, i cento anni dalla morte, formalmente si è chiuso nel 2024, era impossibile non proporre una sua opera e la scelta è andata a quell’opera che racconta proprio dell’Ottocento, un evento importante come la vittoria di Napoleone nella battaglia di Marengo. Tosca è certamente una delle più suggestive ed amate opere del compositore lucchese e questo allestimento, coprodotto tra i teatri di Pisa, Lucca, Ravenna, Modena e Ferrara, vede la direzione di Henry Kennedy e il debutto alla regia del pisano Luca Orsini. Nel cast spicca la presenza della giovane Clarissa Costanzo (Tosca), di Vincenzo Costanzo (Cavaradossi) e dell’esperto Scarpia di Devid Cecconi. Tosca andrà in scena il 21 e 23 marzo.
Per la stagione di prosa, che quest’anno propone 11 titoli, a parlare è stata la dottoressa Patrizia Coletta, direttrice della Fondazione Toscana Spettacolo che collabora con il teatro Verdi per il cartellone.
“Una stagione nella quale si fondono classico e contemporaneo, con regie e testi firmati da autori di grande spessore (Francesco Niccolini, Wajdi Mouawad, Ferzan Ozpetek, Jeane Racine, per citarne alcuni). Spettacoli adatti a pubblici diversi con particolare attenzione al pubblico più giovane al quale offrire l’opportunità di confrontarsi con ciò che hanno studiato o stanno studiando, ma anche affrontare, attraverso il teatro, tematiche di grande attualità”.
Ecco così che la stagione si aprirà il 16 e 17 novembre con IL FU MATTIA PASCAL di Pirandello per la regia di Marco Tullio Giordana, per continuare il 18 e 19 gennaio con ILIADE, IL GIOCO DEGLI DEI con Alessio Boni e Iaia Forte. Sempre a gennaio, data unica 30 gennaio, AMANTI una commedia scritta e diretta da Ivan Cotroneo.
A Febbraio, 22-23, uno spettacolo che, cinematograficamente, negli anni ’80 ha fatto molto parlare di sé: L’ANITRA ALL’ARANCIA di W.D. Home e Marc-Gilbert Sauvajon vedrà come interpreti Emilio Solfrizzi e Carlotta Natoli. Ancora a febbraio, data unica 26 febbraio, COME GLI UCCELLI di Wajdi Mouawad per la regia di Marco Lorenzi.
A Marzo, 1 e 2 marzo, MAGNIFICA PRESENZA di Ozpetek con Serra Yilmaz, Tosca D’Aquino e Federico Cesari. Sempre a marzo, 8 e 9, FEDRA di J.Racine con Federico Tiezzi.
Il mese di Aprile vedrà SALVEREMO IL MONDO PRIMA DELL’ALBA, data unica 3 marzo, per la regia di Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti e Alessandro Tedeschi, LA FEROCIA, data unica 6 aprile, dal romanzo di Nicola Lagioia per la regia di Michele Altemura, Gabriele Paolocà, ANNA KARENINA, 12-13 aprile, con Galatea Ranzi per la regia di Luca De Fusco.
A concludere la stagione, il 17 aprile, EZRA IN GABBIA scritto e diretto da Leonardo Petrillo con Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini.







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