Il premier è un conte ma l’Italia ha bisogno almeno di un duca.
Beppe che fa la morale non ha prezzo. Per il resto c’è la villona di Bibbona.
No al reddito di cittadinanza si al lavoro a tutti. Magari con una crescita reale e sostegno agli imprenditori piccoli e medi. Come? Ma lo saprà chi ha deciso di governare, perbacco! O non ne ha alcuna voglia.
Se poi, come qualcuno sostiene, alcuni giovani non hanno voglia di lavorare e sono choosy
lasciateli cuocere nel loro brodo.
Beppe esalta la povertà con una villa megagalattica e chi sa quanto altro. Ovvio che i ricchi son ricchi punto. Ma l’ipocrisia no, è intollerabile.
Ma non solo lui naturalmente. “Se il referendum dovesse andare male non continueremmo il nostro progetto politico”. Disse il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi a In mezz’Ora, il 22 maggio 2016 alle ore 16:07 · Tutto registrato, prima che qualcuno dica che cosa realmente voleva dire o che intendeva altro. “Il nostro piano B è che verranno altri e noi andremo via”.
Ricattatoria e disonesta questa roba. Vabbè che in politica è tutto permesso ma qui si supera Machiavelli.
Intanto dopo una partita importante in cui l’Italia viene falciata da quattro palle in porta, messe bene a detta di chi ha visto la partita, il terrore la fa da padrone.. basta un petardo. Inutile dirsi continuiamo la nostra vita come se niente fosse. A Torino, in Piazza San Carlo, un numero indefinito e impreciso di feriti non gravi per fortuna. Salvo un bambino in coma, a cui di cuore auguriamo di rimettersi presto. Aggiungendo una riflessione. Magari i bambini nella bolgia è meglio non portarli. Sì, lo so che non è giusto ma a forza di dire che si deve continuare a vivere la nostra vita come se niente fosse si dimenticano le elementari norme di sicurezza e la prudenza, specie verso i minori. Con questo non si vuole davvero sminuire ciò che è successo. Come popolo siamo una fucina di guai.
Speriamo almeno che i gobbi ritrovino un po’ d’umiltà. Intanto ormai hanno perso.
La politica italiana è come la Pasqua, una questione di morte e rinascita, lutto e gioia, mistero e miracolo. La legge elettorale appare la panacea di tutti i mali . Così la lettura dei giornali del titoli di stamattina s’è divisa tra il cimitero e il reparto di natalità. Ecco la sfogliata che chiarisce tutto. Libero, titolo d’apertura: “Che miracolo, resuscita Silvio”.
E, in un ritorno al futuro, mentre D’Alema riesuma il rinoceronte rosso, De Mita rilancia la balena bianca e richiama gli ex dc.
Non sappiamo come e quando si andrà alle urne, con quale legge si voterà, in quale mese, con quali candidati , con quali collegi e con quali liste. Ma, a prescindere dai dettagli, dai tecnicismi, dalle strategie, dalle tattiche più o meno accettabili, dalle ipotetiche e iperboliche soglie di sbarramento, quando ci arriveremo, si auspica al più presto, ormai, la nostra scelta sarà davvero una non scelta. Inevitabilmente.
D’altra parte Il governo è una pietanza. E se sono scadenti gli ingredienti umani e scarsi quelli materiali, il Premier che ha funzione di cuoco, non può farci niente.
Carla Ceretelli

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