Mammaliturchi-Vox populi vox Dei
Qualcuno che si sente mentore sussiegoso e supponente stila serie di cose da sapere, se si vuole iniziare una conversazione su Isis e Islam. Grandi soloni si sbracciano su media social e talk per raccontarci come si dovrebbe approcciare il tema terrorismo. Islamico si islamico no. Musulmane vittime quanto, se non più di noi, dell’estremismo. Islam diviso tra sciiti e sunniti e i sunniti tra salafiti e wahabiti e altro. Guerra intestina all’Islam stesso.
Interessi in ballo economici. Controllo territoriale e strategico delle risorse petrolifere. Religione come scusa per coinvolgere l’emozione delle masse. Anche se le masse coinvolte da questioni religiose, attualmente, sono minime. Si tratta di una frazione infinitesimale, rispetto alla totalità del mondo islamico. Secondo alcuni chi ha interesse a fomentare la percezione di una guerra di religioni o di uno scontro tra culture è il primo dei terroristi. Sciacalli senza scrupoli che sperano di ottenere più voti, trovando un nemico comune nell’Islam e aizzando l’opinione pubblica contro quei popoli che sono le vittime principali di tutto quello che sta succedendo.
Ipse dixit. E dopo aver incamerato e metabolizzato tutte le scuole di pensiero rimaniamo più confusi e frastornati di prima con la patata bollente della sicurezza.
Premesso tutto quanto sopra come ci possiamo difendere, al momento, da un nemico invisibile senza etica senza morale mercenario autolesionista?
Intanto si perdono energie mentali e tempo prezioso disquisendo sul velo. Ancora. Al di là della simbologia il velo non nuoce a nessuno se non a chi lo dovesse portare per costrizione. Ma così non sembra a detta del presidente Ucoii nonchè Imam di Firenze. Così come si disquisisce sul presepe senza bambinello, anzi niente presepe. Non buon natale, ma buone feste. Con i migranti al posto dei pastori per non offendere le culture altre. Bianco inverno invece che bianco natale. Mentre un preside ritiene una provocazione pericolosa festeggiare il Natale. Ecco come ci stiamo integrando. Noi.
Ma al momento il tempo stringe e il terrore incalza. Nessuno nega gli errori di tutti anche i nostri, ma gli errori passati, di tutti, non possono lasciarci indifesi.
“Sapevo che l’oppressore era schiavo quanto l’oppresso, perché chi priva gli altri della libertà è prigioniero dell’odio, è chiuso dietro le sbarre del pregiudizio e della ristrettezza mentale. L’oppressore e l’oppresso sono entrambi derubati della loro umanità”. Premessa e considerata questa citazione di Nelson Mandela, c’è il momento dell’ offesa e quello della difesa.. oggi tocca a noi difenderci accantonando le eventuali o conclamate offese.
MAMMALITURCHI
Turchia cavallo di Troia. Istintivamente senza averne competenza alcuna, ho sempre considerato quel paese un luogo da visitare, perchè molto bello interessante e accattivante, ma nulla più. Anche se c’è chi sostiene che inglobandolo nella nostra Europa stracciata e stracciona si sarebbe redento e evoluto. Ma dove ma quando.. abbiamo visto quello che è capace di fare quell’uomo. Ha iniziato dicendo che le donne devono occuparsi della casa dei figli e fare la calza. E ha indottrinato la figlia Sumeyye: “Dare quote maggiori di eredità agli uomini è normale, corretto e giusto”. E dopo l’ennesimo stupro ha affermato che Dio ha affidato le donne agli uomini. Anche per me che non sono femminista e difendo anche ruoli diversi fra maschio e femmina non è sopportabile..
Come avrebbe potuto integrarsi un paese che è rimasto indietro.. Anche se, poi, si è subito affrettato ad affermare che “Il solo ruolo sociale chiaramente definito dalla religione è la responsabilità dell’uomo di portare il pane a casa e provvedere al mantenimento della moglie e dei figli. Nel diritto islamico non c’è alcuna norma sul lavoro femminile. Le donne sono libere e hanno il diritto di scegliere”. Non hanno bisogno del permesso del fratello o del marito “. Per dare a Cesare il suo giusto compenso.
Nell’estate del 1799 approda nel porto di Palermo, la flotta turca, fiore all’occhiello del potente impero Ottomano, che dominava il Mediterraneo dal Bosforo alle colonne d’Ercole. Durante la sosta nel porto di Palermo, le navi turche furono oggetto di visite di molte famiglie nobili palermitane. Nel primo pomeriggio alcuni marinai turchi, in libera uscita, fecero irruzione con armi in pugno nella bottega di un calzolaio, sita nella strada di Mezzomonreale; e mentre un paio di loro tenevano a bada i garzoni, con la minaccia delle armi, gli altri afferrarono la moglie del padrone della bottega cercando di violentarla. I garzoni per nulla intimoriti, reagirono gettandosi sopra i marinai turchi, menando colpi di trincetto e di martello. Sorpresi, da tanta furibonda reazione, i marinai turchi, sanguinanti e malconci, cercavano salvezza nella fuga. La notizie dell’aggressione si diffuse rapidamente in tutto il quartiere dopo pochi minuti. Il popolo palermitano si rivoltò contro i turchi, sicché dove si trovavano marinai turchi, questi venivano assaliti senza capire il motivo. In pochi minuti la città fu i allarme, era incominciata la caccia ai turchi. Dalla finestre e dai balconi dalle case, cominciarono a piovere, sulle teste dei malcapitati marinai ottomani ogni genere di cose, vasi di fiori, sassi e anche qualche sedia. Mentre per le strade e nei vicoli, colpi di armi da fuoco abbattevano decine e decine di turchi. Ormai era una vera caccia al “turco”. Per gli angoli delle strade, si sentivano le voci dei ragazzi, che alla vista dei marinai stranieri gridavano “MAMMA LI TURCHI” come per dire ammazziamoli. Il massacro si prolungò fino a sera. Finché anche l’ultimo dei trecento marinai turchi scesi quel giorno a terra non fu ucciso o messo in fuga buttandosi in mare per mettersi in salvo.
Nota a margine
E come se non bastasse i cecchini sui tetti. Niente zona rossa ha deciso Dario, ma tutto a un tiro di schioppo. Impiego di tiratori scelti, artificieri, unità cinofile, e controlli più rigorosi in tutto il centro storico con presenza rafforzata di forze dell’ordine in divisa e in borghese. Sono alcune delle misure di sicurezza predisposte in occasione della riunione del gruppo speciale Mediterraneo e Medio oriente.
Tutto è passato. Sospiro di sollievo. Per ora.
Dopo la morte di Diesel anche i cani avranno il loro giubbetto antiproiettile. Si dice che chi ama gli animali ama gli uomini…

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