Tutelati i depositi, le quote azzerate: investitori che svengono allo sportello. E’ la risoluzione bellezza.
Non hanno fatto notizia come in tempi normali perché i giornali sono occupati dalle bombe vere, dai venti di guerra. Ma la bomba economica subdola delle banche malate ha già fatto vittime anche dalle nostre parti. La notizia è questa: il governo italiano con approvazione europea ha deciso di “risolvere” il problema della crisi di quattro istituti di credito Banca Marche, Banca Etruria, Carife, Carichieti con forme di aiuti dallo stesso sistema bancario, prestiti e affidamenti. Ma azzerando le quote degli investitori. L’altro giorno a Ferrara davanti agli sportelli della Cassa di Risparmio di Ferrara c’era gente che sveniva. Perché conti e correntisti ovviamente sono tutelati ma chi aveva investito in obbligazioni aveva preso quote si è visto azzerare la partecipazione. Come dire: scusate avevamo scherzato. Nonni e piccoli risparmiatori, commercianti e pensionati, casalinghe e artigiani erano stati convinti che quella banca di casa, con sportelli nella vetrina vicina, con quelle persone che la amministravano che erano conosciute da tempo, che dieci, venti mila, trenta mila euro di quote lì non sarebbero stati mai a rischio. Ed invece dall’altro giorno tutto evaporato. Azzerati i valori. Come dire: abbiamo scherzato. Pensate al tasso di fiducia?
C’è un problema di credito per il credito grosso come un condominio grosso.
L’altro giorno molti clienti ed investitori cittadini e cittadine coinvolti nella vicenda ferrarese hanno avuto malori e svenimenti. Non credevano ai loro occhi alle cifre zero zero zero, e non capivano ovviamente nemmeno le tecniche spiegazioni degli addetti e delle autorità bancarie. Fa pensare anche la parola usata dalla Commissione europea per definire la manovra di intervento sulle banche malate: “risoluzione” Mh, sa tanto di “risoluzione finale”. Ha il sapore della finzione lessicale per addolcire la pillola mortale. E’ laq risoluzione, bellezza. Speriamo di sbagliare. Come siamo arrivati a tutto questo? Beh, quelle banche erano malate da un po’ di tempo, alcune già in amministrazione straordinaria e sull’orlo del collasso. Come fare per salvare l’economia del territorio e i correntisti? A luglio anche l’Italia ha approvato la legge salva banche che si chiama “bail in”. Passata ad inizio estate quasi sotto silenzio prevede il salvataggio di banche ad opera di azionisti e creditori. Il testo recepisce ben 56 direttive e 9 decisioni quadro della Ue (è l’Europa bellezza!) andando verso una riduzione delle procedure di infrazione a carico dello Stato che a luglio etano 92. Bene. Approvato il bail in, percorso obbligato per le banche sull’orlo del baratro con già di fatto nel burrone. Così l’altro giorno l’inizio dell’attuazione. Banca nuova per iil rilancio, banca vecchia con i debito, tutelati i correntisti e addio quote. Ma vediamo per curiosità come l’’ha presentata ufficialmente la Commissione: attenzione all’uso della parola tecnica “risoluzione”, è tutto un programma: “La Commissione europea ha approvato, in quattro decisioni distinte, i piani di risoluzione di quattro banche italiane conformemente alle norme UE sugli aiuti di stato. L’intervento del fondo di risoluzionedell’Italia consentirà l’ordinata risoluzione delle banche preservando la stabilità finanziari La Commissione Europea ha giudicato i piani di risoluzione della Banca delle Marche, della Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, della Cassa di Risparmio di Ferrara e della
Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti (la cui quota combinata rappresenta approssimativamente l’1% del mercato italiano) conformi alle norme UE in materia di aiuti di stato. Questo fa seguito alla decisione della Banca d’Italia di assoggettare le
quattro banche, ciascuna delle quali era già stata posta in amministrazione straordinaria, a procedure di risoluzione conformemente alle norme UE sul risanamento e sulla
risoluzione delle banche.
In particolare la Commissione ha considerato che il piano italiano di ricorrere al fondo dirisoluzione nazionale minimizza la necessità di aiuti di stato senza falsare indebitamente la concorrenza, preservando la stabilità finanziaria. I depositi rimarranno interamente protetti”.
Seguono dichiarazioni e dati per ogni banca. Procedura di risoluzione: appunto, problemi risolti a spese degli investitori, bella bomba sulla fiducia.

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