
“Adeguare gli stipendi al costo della vita crescente, in un contesto del genere, alimenta la spirale dell’inflazione. Se continuiamo con questo gioco dello “scaribarile” tra aziende e lavoratori, torneremo molto più lentamente alla normalità e l’inflazione farà sempre più danni alle famiglie britanniche. Purtroppo”, ha continuato Huw Pill, “dobbiamo accettare un fatto: noi importiamo il 40% di gas naturale dall’estero, la cui quotazione è schizzata negli ultimi mesi, mentre esportiamo soprattutto servizi, che invece non hanno visto incrementi cosi alti. È matematica: non possiamo ignorare tutto questo”.
Il Capo della Bank of England, naturalmente, ha ragione. Faccio, però, sommessamente notare che un paese che importi praticamente tutto dovrebbe naturalmente tendere a evitare politiche isolazioniste. Vale per l’UK, a cui la Brexit non sta facendo evidentemente un gran bene, e vale ancora di più per noi.
Luca Rampazzo

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