• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

PRECARI. LE SINGOLARI TEORIE DI ALFONSO GIANNI

Invece di rimuovere le cause del precariato ed analizzare le responsabilità di coloro che all’interno dell’amministrazione precari non sono, si promuovono i precari.

di Redazione Pensalibero.it | 13 Dicembre 2006

Non è un tizio qualunque, ma uno che dopo una discreta carriera politica e parlamentare in varie formazioni della sinistra, ora è approdato alle funzioni di sottosegretario alle attività produttive. Oggi s’impegna a spiegarci perché sia un bene che nella pubblica amministrazione vengano assunte a tempo indeterminato tre o quattrocentomila persone senza concorso.

Il primo buon motivo sarebbe che in questo modo si determina una rovesciamento della tendenza indotta dalla legge Biagi, la quale invece (curiosamente ma il sottosegretario non lo sa) non è applicabile alla pubblica amministrazione; anzi diciamo pure che l’esistenza delle precarizzanti collaborazioni coordinate e continuative, anche nella pubblica amministrazione, sono il prodotto dell’azione allora intrapresa dal ministro Treu nel gabinetto D’Alema.

Il secondo motivo sarebbe che un’amministrazione dello stato di qualità non dovrebbe basarsi sul lavoro precario e quindi, invece di rimuovere le cause del precariato ed analizzare le responsabilità di coloro che all’interno dell’amministrazione precari non sono, si promuovono i precari.

Ma c’è di più – afferma il Gianni – in favore dell’auspicato ed ormai deciso superamento del precariato: siccome, per quanto riguarda questa categoria di lavoratori, si tratta di persone che da anni mandano avanti gli uffici, la loro stabilizzazione non solo sarebbe giusta, ma indispensabile. Non fa una grinza, ma allora ci si aspetterebbe anche che i non precari, incapaci di mandare avanti l’amministrazione, se ne andassero tutti, o quasi, a casa.

E invece no; ed è qui che subentra il colpo di genio: di fronte al problema fondamentale di far funzionare la pubblica amministrazione, la riduzione degli organici gonfiati non è il problema principale, che invece risiede altrove, quasi sempre – come ci dice il sottosegretario – in una cattiva organizzazione del lavoro; nell’attesa che il Gianni un giorno ci dica anche come debba essere organizzato questo benedetto lavoro, non ci resta che consolarci con un bel prodotto italiano, questo sì serio, che ha portato sulla vetta del mondo un’azienda toscana di sette dipendenti ed il Brunello che essa produce.

Silla Cellino

Pubblicato in : Primo piano

Info Redazione Pensalibero.it

Redazione della testata

Interazioni del lettore

Commenti

  1. marcello

    16 Dicembre 2006 alle 15:52

    E’ desolante avere continuamento conferma dell’incultura e disinformazione dei nostri politi e la grandissima demagogia, quando non è ideologia, nel compiere atti come le sanatorie nel pubblico impiego senza un minimo di accertamento di capacità dei singoli. Naturalmente ciò non significa che il precariato, oltre una certa soglia in termini numerici e durata nel tempo, sia una buona pratica.
    Ma non è morale per chi sta fuori anche dal precariato.
    marcello

    Rispondi
  2. G.M.

    13 Dicembre 2006 alle 11:11

    La pubblica amministrazione è un mastodonte con sette vite.
    Io sono Orfano di Guerra e quindi mi ricordo la famosa Legge 336(che non ho utulizzato), nata per sfoltire gli organici degli enti pubblici – Stato compreso.
    Poi ricordo l’avventiziato che durava anni annorum, prima di entrare in ruolo,
    Poi mi ricordo il blocco delle assunzioni del 1972 (Andreotti.Malagodi),
    Poi mi ricordo le varie Stammati,
    Poi mi ricordo il riordino delle carriere della 312/81??, la 387… il decreto 29…,
    poi mi ricordo…..
    ogni volta si parlava di riduzione di personale ecc. con la conseguenza che oggi…..in Calabria…. abbiamo più forestali che in Canadà. Pensate i Italia.
    Il mio comune nel 1975 aveva 13 dipendenti. Non era ovviamente informatizzato. Oggi con lo slogan meno Stato più mercato ne ha oltre 100, con l’ultimo ritrovati informatico e internet, posta elettronica, ecc. a disposizione (oltre a tutti i giochetti …) ed è un comune del nord!
    L’amara considerazione quindi che faccio è: Il politicante è rimasto l’unico imprenditore che…. non perde la clientela!
    A furia di razzolare male mi sa che faremo tutti un bel ….ruzzolone!

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti