“Ci aspettiamo un’altra uscita del Presidente contro le armi in America. Cosi’ le vendite schizzeranno ancora piu’ in alto.”
Qesto il commento di un conoscente che lavora in una azienda specializzata nella produzione di armi.
Il dibattito pubblico organizzato da CNN alla George Mason University non poteva essere piu’ sintomatico di questa ‘mission impossible’ che Obama sta affrontando a conclusione del suo duplice mandato.
Qualunque sia la sua simpatia politica l’americano medio non vuole rinunciare ad avere un’arma addosso, in auto, o in casa. Trentamila persone muoiono ogni anno negli States per armi da fuoco includendo anche migliaia di suicidi e di incidenti causati da bambini o adolescenti che trovano in casa armi incustodite. Il resto fa parte delle uccisioni di massa gestite da maniaci con turbe mentali, terroristi, gang criminali e via citando.
Le domande di segno contrario che sono state rivolte al Presidente hanno confermato che l’America e’ oggi un paese polarizzato, incapace di trovare soluzioni ragionevoli e razionali ai suoi tragici problemi atavici. Una nazione in cui il dibattito democratico e’ manipolato da media prezzolati, denaro diffuso in ossessionanti video clip dei presunti candidati alla presidenza. Un Paese in cui la presenza della National Rifle Association (che si e’ rifiutata di partecipare al dibattito CNN adducendo che si trattava solo di PR della Casa Bianca) con i suoi cinque milioni di iscritti e e le centinaia di milioni di dollari distribuiti ai rappresentanti del Congresso dei due schieramenti la fa da padrone parlando alla pancia dell’americano medio che non riesce a usare la testa.
Come ha detto il Presidente: “Negli USA un bambino non puo’ aprire una confezione di aspirine ma puo’ tirare il grilletto di una pistola.”

dopo il fallimento in IRAQ è finito l’ imperialismo americano – bene l’intervento italiano in Libia con 5.500 militi ha occupato porti e luoghi sensibili in accordo con l’ Egitto che con 20.000 uomini sta contrastando l’ ISIS sul campo