
Tragicomico. Fare la spesa, scegliere con cura le bollicine per il brindisi finale, preparare la tavola come per una cena di gala… e poi, all’ultimo minuto, scoprire che non si è presentato nessuno. Nonostante le promesse, le rassicurazioni, i messaggini tipo: “Tranquillo Tayyip, arrivo. Fidati, sarà un successone. Ci sarà anche Trump col jet fiammante regalato da Al-Thani – che, per carità, non è Antani di Amici miei.” E invece? Il grande nulla. Nessuno si è fatto vivo. Tutto quel ben di Dio buttato. Pare che Erdogan, furioso, si sia scolato pure le bollicine e, barcollando verso il letto, abbia borbottato: “Maleducati…” Non è nemmeno la prima volta. È già la seconda che il povero presidente turco, con spirito da vero mecenate internazionale, si accolla spese e sbattimenti per mettere insieme un vertice di pace. Ma niente, sempre qualche imprevisto: nel 2022 fu Boris Johnson a rovinare tutto, tirando via Zelensky con la scusa che “si perdeva solo tempo”, perché a Kiev – secondo lui – stavano già festeggiando la vittoria. Oggi la colpa, come da tradizione, la si vuole appioppare a Putin. L’unico, tra l’altro, che aveva risposto con un diplomatico “grazie dell’invito, ci penso” e aveva persino riconosciuto lo sforzo gastronomico del sultano di Ankara. E che sforzo. Aveva fatto preparare un kebab da Mille e una Notte, roba che avrebbe fatto piangere di gioia anche lo sceicco più viziato. Invece, la notte in bianco l’ha passata lui, Erdogan, inchiodato dal mal di stomaco dopo essersi mangiato tutto da solo. Qualcuno lo ha ringraziato? Ma quando mai. Tutti danno per scontato che il presidente turco abbia un interesse personale – magari un condominio galleggiante nel Mar Nero – quando in realtà ci ha solo rimesso tempo, soldi e fegato. Un flop in piena regola. Resta qualche funzionario di seconda fila, abbandonato tra le colline anatoliche a tentare improbabili discussioni di pace. Ma tanto i capi veri, quelli con le cravatte importanti, non leggeranno nemmeno il riassunto. Ognuno è ben chiuso nei propri dogmi, come vecchi frigoriferi pieni solo di ghiaccio ideologico.
E intanto? Gli ucraini, i ragazzini russi strappati alle scuole, chi li considera? Nessuno. Continuano a morire a centinaia ogni giorno, militari e civili, mentre le grandi menti del pianeta fanno spallucce e rimpiangono solo quel kebab perfetto, servito su un vassoio d’argento, che Erdogan aveva preparato con tanto amore…e che nessuno ha degnato nemmeno di un morso.
Angelo Santoro

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