• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Povera Italia

Dal 1992, l’Italia ha vissuto una massiccia stagione di dismissioni, nel settore pubblico (privatizzazioni di Stato) su cui sono volate interpretazioni e narrazioni le più svariate. Quello che, però, non è stato mai evidenziato è stata la fuga del capitalismo nostrano che, in vari modi, era esploso dal 1945 portando l’Italia dal quarto al primo mondo industriale. La vendita di numerosi marchi storici a gruppi è stata sempre nascosta impegnati come siamo a begucce locali in cui ci accapigliamo. Nel periodo 1992-2007 sono stati pagati circa 160 miliardi di dollari di asset industriali passati sotto il controllo di gruppi stranieri. Non si può far crescere un Paese senza una valida forza riformista nel campo politico e in quello sindacale come non si può pensare di crescere senza un capitalismo nostrano che, viste le assurde condizioni in cui si era cacciato dopo il 1992, ha fiutato l’aria perché ha capito che qui non si poteva più fare impresa per produrre.  

di Raffaele Romano | 6 Giugno 2026

Dal 1992, l’Italia ha vissuto una massiccia stagione di dismissioni, nel settore pubblico (privatizzazioni di Stato) su cui sono volate interpretazioni e narrazioni le più svariate. Quello che, però, non è stato mai evidenziato è stata la fuga del capitalismo nostrano che, in vari modi, era esploso dal 1945 portando l’Italia dal quarto al primo mondo industriale. La vendita di numerosi marchi storici a gruppi è stata sempre nascosta impegnati come siamo a begucce locali in cui ci accapigliamo. Nel periodo 1992-2007 sono stati pagati circa 160 miliardi di dollari di asset industriali passati sotto il controllo di gruppi stranieri. Non si può far crescere un Paese senza una valida forza riformista nel campo politico e in quello sindacale come non si può pensare di crescere senza un capitalismo nostrano che, viste le assurde condizioni in cui si era cacciato dopo il 1992, ha fiutato l’aria perché ha capito che qui non si poteva più fare impresa per produrre.  

Ecco un elenco delle principali aziende vendute da privati spesso da famiglie storiche e passate sotto controllo estero dal 1992 in poi. Mi scuserà il lettore se qualcuna me ne è sfuggita!

In tanti hanno scritto e parlato, ma spesso sparlato dell’acquisto a prezzi scontatissimi delle aziende statali italiane negli anni ’90. Nessuno, invece, ha guardato l’altra faccia della medaglia dove c’era il Gotha del capitalismo italiano che, dallo scoppiar di tangentopoli in avanti hanno deciso di vendere e, spesso, andare via dall’Italia. Eccone un non completo elenco:

Acciaierie Lucchini, Acetum, Acqua di Parma, Algida, Ansaldo Breda, Antica gelateria del Corso, A R Alimentari, Atala bici, Avio aero, Belfe, Benelli, Bertolli, Biondi Santi Brunello di Montalcino, Birra Peroni, Bottega Veneta, Brioni moda maschile, Buccellati, Buitoni, Bulgari, Cademartori, Casanova La Ripintura Chianti, Fiorucci, Cifa acciaio, Cirio, Coccinelle, Coin, Conbipel, Cova Pasticceria, Comau, De Rica, De Tomaso, Dietor, Dietorelle, Dodo Gioielleria, Ducati, Duferco un ampio numero di società controllate, Ironet Ltd Romania, Office, Ipacer SA, Edison, Editrice giochi, Pucci, Energie, Eridania, Eskigel, Fastweb, Fattoria Scaldasole, Fedrigoni, Fendi, Ferriera Valsider, Fiat, Galbani, Galatine Gelati Motta, Gancia, Ferrè, Inter. LLC, Versace, Grom, Gucci, Hey Dude, Ichnusa. Indesit, Inter, Invernizzi, Isole e Olena, Ita ex Alitalia, Italcementi, Italgel, Italia Marittima, Italia Navigazione, Italo, Krizia, La Perla, La Rinascente, Lamborghini, Lanificio Cerruti, Locatelli, Loquendo, Loro Piana, Lumberjack, Magneti Marelli, Mandarina Duck, Martini & Rossi, Marzotto, Merloni, Mila Schon, Miss Sixty, Nastro Azzurro, Omnitel, Parmalat, Passoni & Villa, Pastificio Garofalo, Pernigotti, Perugina, Pernigotti, Piaggio Aerospace, Pininfarina, Pirelli, Plasmon, Poltrona Frau, Pomellato, Pomì, Rete Tim, Richard Ginori, Rigamonti Salumificio, Rottapharm, Ruffino 1877, Safilo, Saila, Saiwa, Saline Margherita Savoia, Saline Sant’Antioco, SALOV, San Pellegrino, Sasib Ferroviaria, Saras Garrone, Sasso, Sergio Rossi, Sergio Tacchini, Sperlari, Splendid, Star, Stock, Trametal, Valentino, Valle degli Orti, Versace, Wind, Bermuda, World Duty Free, Zanussi.

Nel frattempo gli italioti ed i loro degni rappresentanti continuano a litigare come i capponi di memoria manzoniana che non si accorgono di essere finiti arrosto.

Raffaele Romano

Pubblicato in : Editoriale

Info Raffaele Romano

Raffaele Romano è laureato ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti del Lazio.
Ha fatto studi storici e filosofici.
Da giornalista si occupa di Storia Contemporanea quindi, per inerzia, si deve occupare di geopolitica e di economia e finanza avvalendosi di 15 anni di esperienze in banca.
Non disdegna, ogni tanto, di scrivere articoli sul “Cinema ed il Teatro”.
Ovviamente tifa per il Napoli da sempre.
Ha collaborato con molte testate a partire dal glorioso “Avanti” dove ha imparato il mestiere.
Attualmente collabora con alcune testate on line e, dal 2016, svolge l’attività di volontario per il Messico della Onlus N.P.H. USA (Nuestros Pequenos Hermanos).
Più altre cose.
L’autunno scorso ha pubblicato “Andreotti, Craxi e Moro visti dalla CIA” con documentazione desecretata presso la Centrale di Intelligence statunitense e dal Dipartimento di Stato.
A fine settembre uscirà il sequel che si occupa del movimento sindacale italiano dagli anni ’30 agli ’80 del XX secolo.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Luca Bagatin

    6 Giugno 2026 alle 09:47

    Il mondo di allora cambiò.
    Ad Est si favorì la deregolamentazione selvaggia e…ecco il capitalismo straccione italiano andare ad investire ad Est e non solo.
    Gli anni 90 segnarono l’inizio del totalitarismo liberale. Ovvero il più antidemocratico perché fondato sullo sfruttamento delle menti e dei corpi e allo stesso tempo sull’illusione e il desiderio effimero.
    I mali e i conflitti in Europa nascono lì.
    Ma ci sono ancora i Draghi e i Prodi che pontificano. Anziché chiedere scusa e uscire di scena per sempre.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti