• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

“Potere al popolo? Una bestemmia semantica”

“Potere al popolo” funziona solo sui cartelli e negli slogan. Appena lo prendi sul serio, come concetto logico, non sta in piedi. Il primo errore è la parola “popolo”. Non esiste “il popolo” come soggetto unico. Esistono persone, gruppi sociali, interessi che si scontrano. C’è chi vuole più tasse e chi meno, chi vuole i confini aperti e chi li vuole chiusi, chi sogna più Europa e chi la vuole smontare. Dire “potere al popolo” significa fingere che tutto questo casino si trasformi magicamente in una volontà unica e limpida. Non è vero. È un trucco linguistico. Tradotto in pratica vuol dire solo una cosa: “potere a qualcuno che pretende di parlare a nome del popolo”.

di Piero Terracina | 30 Novembre 2025

“Potere al popolo” funziona solo sui cartelli e negli slogan. Appena lo prendi sul serio, come concetto logico, non sta in piedi.

Il primo errore è la parola “popolo”. Non esiste “il popolo” come soggetto unico. Esistono persone, gruppi sociali, interessi che si scontrano. C’è chi vuole più tasse e chi meno, chi vuole i confini aperti e chi li vuole chiusi, chi sogna più Europa e chi la vuole smontare. Dire “potere al popolo” significa fingere che tutto questo casino si trasformi magicamente in una volontà unica e limpida. Non è vero. È un trucco linguistico. Tradotto in pratica vuol dire solo una cosa: “potere a qualcuno che pretende di parlare a nome del popolo”.

Il potere non è una caramella da distribuire. È il punto in cui si concentrano i conflitti: decidere chi paga, chi incassa, chi viene protetto, chi sacrificato. Non esiste una scelta che vada bene per tutti. La società è una somma di scontri regolati. Quindi o ammetti che ci sono interessi contrastanti e parli di compromessi, pesi, contrappesi, limiti, oppure racconti la favoletta del “popolo” monolitico e infallibile. In quel momento sei già scivolato dalla democrazia alla propaganda.

Nessuno, in realtà, vuole “potere al popolo” su tutto. Nessuno affiderebbe al voto di massa la gestione di un reattore nucleare, la progettazione di un ponte o la scelta di una terapia intensiva. Su queste cose si vogliono tecnici competenti che rispondano politicamente, ma non la folla che vota in tempo reale. La formula onesta non è “potere al popolo”, ma “potere controllato dal popolo ed esercitato da istituzioni e persone limitate, sostituibili, verificabili”. È meno romantico, ma è l’unico modo per evitare il disastro.

C’è poi un fatto banale che gli slogan fingono di ignorare: il popolo non ha tempo di governare. Le persone lavorano, fanno la spesa, crescono figli, sopravvivono. Non possono passare le giornate a studiarsi bilanci, trattati, codici e piani regolatori. Per forza di cose delegano. Votano qualcuno, gli affidano un mandato, lo controllano e, se va male, lo mandano a casa. La delega non è un tradimento del popolo, è la condizione minima per tenere in piedi un sistema complesso.

Il lato più sporco arriva quando qualcuno si appropria del marchio “popolo” per blindarsi. Appena uno si presenta come “voce del popolo”, ogni critica diventa automaticamente tradimento. Se lo contesti, sei “nemico del popolo”. Se vuoi limitarne i poteri, “tradisci la volontà popolare”. Il passaggio è sempre lo stesso: prima ti chiede “potere al popolo”, poi una volta eletto si autoproclama incarnazione del popolo, e da lì in poi ogni suo atto diventa intoccabile per definizione. È la mossa più vecchia del manuale.

Alla fine la bestemmia logica sta qui: “potere al popolo” finge che:

– esista un popolo unico, coerente, con una sola volontà
– il conflitto sociale possa sparire con una formula magica
– il popolo possa governare direttamente tutto, ogni giorno, su ogni materia
– chi si autoproclama “voce del popolo” sia automaticamente legittimo e intoccabile

La frase sensata, asciutta e adulta è un’altra: il potere deve essere limitato, trasparente, controllato e revocabile, e il popolo deve avere gli strumenti per scegliere, correggere e mandare a casa chi sbaglia. Tutto il resto è coreografia da comizio, utile a chi il potere vuole prenderlo e non mollarlo più.

Piero Terracina

Pubblicato in : Apertura

Info Piero Terracina

Mi chiamo Piero Terracina, ho 70 anni, lavoro nel campo delle chitarre dal 1979 e sono un punto di riferimento per molti musicisti.

Ma questa è solo una parte di ciò che sono.

Sono ebreo, panteista, visionario. Non appartengo a nessuna corrente politica, assolutamente apartitico.

Da cinquant’anni studio storia, politica ed economia. Non per mestiere, ma per necessità. Perché capire il mondo non è un passatempo: è un dovere. Scrivo per onestà intellettuale, per rimettere ordine dove il pensiero si è fatto confuso, omologato, pigro.

Non ho mai accettato verità impacchettate né morali a comando.
Credo nella responsabilità personale, nel dubbio, nella tradizione, nella libertà del pensiero critico.
Non appartengo a nessuno. E non scrivo per piacere: scrivo perché tacere, a volte, è peggio che sbagliare.

Da me troverai solo lavori fatti con le mani e idee scolpite con la testa.

Senza slogan. Senza bandiere. Solo ciò che penso. Solo ciò che faccio.

A settembre 2026 ho fondato il sito Volo Radente (www.voloradente.eu) dove pubblico i miei articoli riprodotti anche su Pensalibero.it

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti