• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

IL POPULISMO RETTAMENTE INTESO

Il populismo nostrano è forse il sintomo della profonda frattura degl’Italiani che non si sentono più accomunati da interessi nazionali convergenti o largamente condivisi.

di Pietro Di Muccio de Quattro | 15 Aprile 2017

La buona politica non deve mai tentare di farsi popolare. Il popolo invece deve tentare di diventare politico. In mezzo a questi due imperativi la democrazia catalizza il populismo, sebbene non sempre e non necessariamente. Il populismo, come nome e come fenomeno implica, perciò, un significato negativo. Infatti consiste nell’allontanamento dalla politica rettamente intesa e nell’avvicinamento all’antipolitica, coscientemente oppure no. La giusta politica, a differenza dell’antipolitica, che ne costituisce una deviazione fino a configurarne il contrario, ha per oggetto gl’interessi duraturi del popolo, che spesso sono i meno apparenti e percepiti. Quando la democrazia non funziona o mal funziona, il popolo stesso, maggioritariamente, diventa populista, per così dire. Si acceca con le sue stesse mani, mentre crede di spalancare gli occhi. Il caso più clamoroso della storia resta la Germania, il cui popolo colto e civile fu portato a credere e credette di salvarsi affidandosi a un criminale demagogo. Allo stesso livello, benché diversi, sono i casi della Russia, della Cina e delle altre nazioni trascinate o spinte a forza nel comunismo da benintenzionati e malintenzionati delinquenti. Fin dal V Secolo, da Erodoto, che teorizzò le tre classiche forme di governo, sappiamo che la democrazia tende a degenerare e a diventare demagogia, anche sfrenata. Perciò le Costituzioni liberali, generalmente parlando, mentre istituiscono il sistema democratico, tentano d’imbrigliarlo mediante la divisione e limitazione dei poteri, in modo che le tendenze populiste, insite nella democrazia, non trasmodino in pura demagogia. Il dramma che recitano questi tre attori: la democrazia, il populismo, la demagogia, ha la trama imprescindibile del consenso e dei voti. Il governo del popolo è necessariamente basato sugli elettori, cioè sugli adulti maggiorenni che la legge presume consapevoli, sebbene sempre più disinteressati al loro diritto di scegliersi il parlamento e il governo. Gl’interessi duraturi del popolo vanno quasi sempre, salvo eccezioni straordinarie, oltre l’orizzonte temporale di una o due tornate elettorali, con l’ulteriore difficoltà che nel frattempo si affaccia al voto una generazione di elettori con nuovi, differenti ed anche opposti, interessi contingenti mentre gl’interessi dei minori e dei nascituri non ricevono affatto l’attenzione che meriterebbero. Il “Dizionario di politica” di Norberto Bobbio e Nicola Matteucci registra la voce “populismo” di Ludovico Incisa, che lo definisce così: “Possono essere definite populiste quelle formule politiche per le quali fonte precipua d’ispirazione e termine costante di riferimento è il popolo considerato come aggregato sociale omogeneo e come depositario esclusivo di valori positivi, specifici e permanenti” e aggiunge: “Si è detto che il populismo non è una dottrina precisa, ma una ‘sindrome’”. Però i valori positivi, specifici e permanenti del popolo, non sono affatto tali per il populismo, tant’è che i movimenti prima o poi battezzati populisti sorgono sempre in contrapposizione ai partiti e all’establishment accusati proprio dai populisti, sedicenti oppure no, di trascurare e anzi di contrastare quei medesimi valori. Quindi sembra appropriata la definizione del populismo come sindrome anziché dottrina. Ma sindrome di che cosa? In medicina la sindrome è costituita da un complesso di sintomi provocati anche da cause diverse. Per Cicerone non basta un agglomerato d’individui a fare un popolo, ma è decisivo il consenso sullo stesso diritto e la comunanza d’interesse. Dunque il populismo nostrano (che, attenzione, risulta ben distribuito tra quasi tutti i partiti e loro elettori!) è forse il sintomo della profonda frattura degl’Italiani che non si sentono più accomunati da interessi nazionali convergenti o largamente condivisi; è forse la sindrome della cecità politica e dell’indifferenza morale degl’Italiani di fronte agli interessi spirituali e materiali che solo la libertà assicura, essendo l’unico vero bene comune; è forse la prova che le pulsioni a legiferare e governare con provvedimenti socialmente pericolosi o addirittura distruttivi prorompono dalla società e vanno consolidandosi come apodittiche verità politiche.

Pietro Di Muccio de Quattro  (www.societalibera.org)

Pubblicato in : Primo pianoTag: cicerone, cina, comunismo, consenso, demagogia, democrazia, germania, governo, la germania, Liberali, parlamento, populista, provvedimenti

Info Pietro Di Muccio de Quattro

Giornalista, già consigliere nazionale del PLI e deputato al parlamento,
è stato Consigliere politico del Ministro della Difesa Antonio Martino. E’ membro del Comitato Scientifico Società Libera

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Tullio Pascoli

    20 Aprile 2017 alle 11:30

    Sono totalmente d’accordo con queste conclusioni; sì è una pericolosa sindrome che si diffonde e conquista le menti insoddisfatte, accecandole nell’illusione che un salvatore dalla parola facile possa alleviare le loro frustrazioni.

    Il male estremo del Populismo lo hanno vissuto i Tedeschi nel Nazismo, come pure noi nel Fascismo, ma anche altrove nel Comunismo come nel Peronismo dal quali gli Argentini, ora tentano di liberarsi.

    Si manifesta attualmente di nuovo in Italia caratterizzato dal successo del Movimento 5 Stelle ed in maniera drammatica all’estero soprattutto in Venezuela e nei rispettivi regimi cosiddetti del “Socialismo de XXI Secolo” (bolivariano)…

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti