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Politici dimagritevi sarete più digeribili

di Fabrizio Binacchi | 3 Novembre 2013

Sono passati  quasi sei anni dall’esplosione della crisi economica finanziaria, e molti sistemi politici si sono adattati, adeguati, modificati per reggere urto e contro urto. Noi no. Noi annunciamo e non facciamo. 

politicibrindisiLa domanda viene quasi a una sola voce: politici dimagritevi una volta tanto, perché avanti di questo passo non siete più digeribili. Certo, la politica che riforma la politica è una bella impresa, ma non se ne può fare a meno. Ovviamente gli scandali delle spese pazze con i soldi pubblici sono finiti nel dimenticatoio ma questo non è un buon motivo per pensare che il problema sia superato. Sarebbero, uno più uno meno, cinque milioni gli italiani che vivono di politica o hanno parti di reddito dalla politica. Si potrebbe persino arrivare a dire che potremmo, per assurdo, ma molto assurdo accettarlo, a patto che il loro vivere di politica sia un vivere standard come quello dei cittadini medi da loro amministrati e che il loro lavoro di politici porti a prodotti veri e utili per la collettività: strade, riforme, lampioni, servizi, asili, case di riposo, pulizia delle strade, giardini. E’ così? Purtroppo non è così. La politica italiana è ancora grassa, molto grassa, e non si rende conto che il tempo del far finta di niente e di rinviare a calende, nemmeno più greche, non porta a nulla e peggiora il sentire politico. E che tutto prima o poi chiederà il conto. Sono passati  quasi sei anni dall’esplosione della crisi economica finanziaria, che ha cambiato e sta cambiando la geografia economica e produttiva del mondo, e molti sistemi politici si sono adattati, adeguati, modificati per reggere urto e contro urto. Noi no. Noi annunciamo e non facciamo. Dichiariamo e ci dimentichiamo. Prospettiamo e speriamo che faccia qualcun altro. I costi improduttivi della politica sono ancora troppo alti. Se ancora in giro per il Paese i finanzieri vanno a spulciare nelle carte della politica e trovano spese documentate che con la politica non c’entrano nulla, vuol dire che siamo ancora all’anno zero, che non abbiamo capito nulla, che è venuto il tempo di dimagrire davvero e non per annunci per slogan. E va detto non solo a Roma,  ma anche nelle cosiddette capitali regionali che spesso, come la cronaca ha registrato, sono diventate occasioni di spese improduttive o altamente imbarazzanti tali e quali le combattute e vituperate e famigerate spese romane. Si fa presto a dire che è al lavoro il gruppo della spending review , cioè della revisione della spesa pubblica, ma se dopo due anni dai primi annunci vediamo che non sì è fatto nulla e che non si è “revisionato” nulla, che cosa deve pensare la gente? Che era uno spot, una commedia, una presa in giro. Mentre ci palleggiavamo tra riforme alla tedesca e sistemi alla spagnola, il mondo economico ci ha fatto lui la sua drastica riforma senza chiederci permesso e ci ha messo davanti a scelte irrimandabili: scegliere per il bene comune e non per gli interessi di pochi. Risolto per davvero il caso Province (risparmio 1 miliardo?) sarebbe ora di vedere nero su bianco che al posto di 2 Camere -che fanno lo stesso lavoro parlamentare- ne basta una, che al posto di mille tra senatori e deputati ne bastano 550, vabbè dai anche seicento, che al posto di 50 consiglieri regionali ne bastano anche 30, che al posto di 10 milioni di euro per le spese di questo o quel gruppo politico magari ne bastano 100 mila di euro, che non sono già bazzecole. Magari rivedere pure le funzioni e l’utilità di tutte quelle società che ruotano nel mondo del pubblico e che fanno tanta tara e a volte tanta burocrazia. Per cominciare non c’è che l’imbarazzo delle scelta, basta prendere appunti dagli studi di Giavazzi e Alesina o da Rizzo e Stella. Ma bisogna cominciare davvero. Dimagritevi politici o non sarete più digeribili. Tutti.

Pubblicato in : CornerBlog

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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