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Politiche droghe illegali e sequestri. Super Livorno: bene, e poi?

di Vincenzo Donvito | 4 Febbraio 2019

Plausi ovunque per l’operazione di Finanze e Dogane nel porto di Livorno, dove sono stati sequestrati 650 Kg di cocaina provenienti dall’America centrale, via Spagna e, presumibilmente, destinata al mercato italiano ed europeo. Apprendiamo che si tratta di uno dei più importanti sequestri degli ultimi dieci anni. Bene. Altrettanto bene per tutti i sequestri di cui quotidianamente leggiamo e che – piccoli, medi, grandi, record, non record – avvengono in tutto il mondo, soprattutto per partite di merce diretta nei mercati più lucrativi per i trafficanti: Europa, America del Nord, Australia.
La sensazione che abbiamo ogni qualvolta leggiamo della soddisfazione diffusa è di sgomento. Accecati dal nostro non essere favorevoli ai regimi proibizionisti in materia di droghe, obnubilati da decenni di presunto consumo clandestino di canne, arriviamo ad essere complici dei narcotrafficanti? Qualcuno ce lo dice e ce lo ripete, promuovendo anche campagne che sembrano manuali vintage dell’inutile (1)… ma non ci scoraggiamo. Non perché siamo ideologicamente convinti (al contrario di come i fautori del proibizionismo ci fanno lezione ideologica della loro convinzione), ma semplicemente perché siamo osservatori politici, economici, sociali e umani di quanto il proibizionismo ha provocato e continua a provocare nel mondo.
Il sequestro di Livorno ne é testimone. Quanto è costato arrivare a questo sequestro? Indagini, appostamenti, agenti sotto copertura, mobilitazione nazionale e transnazionale…. numeri a tanti zeri. Ne è valsa la pena? Certamente, nell’attuale contesto, visti i risultati. Ma quali sono le ricadute di questi risultati su tutti noi e le nostre istituzioni? Passate le manifestazioni di giubilo per le forze dell’ordine, dimenticate le dichiarazioni di grande forza fisica e morale per combattere il fenomeno dallo spaccio alla simpatia verso le droghe dei nostri figlioli… non ci resta che attendere il prossimo sequestro per osservare altrettante manifestazioni. E intanto le droghe continuano ad arrivare cospicuamente senza essere scoperte, ad essere vendute nei modi e nei luoghi più diffusi ed incredibili, alla portata di ogni mano e di ogni tasca, droghe che sono potenzialmente veleni dal punto di vista sanitario e mine senza sicura per sicurezza e istituzioni.
Sembra che i nostri sistemi e regimi democratici si nutrano di queste manifestazioni di giubilo, che le consumino in modo fine a se stesso. Ma come evitare che non si debba continuare solo a guardarsi allo specchio per complimentarsi con se stessi di essere stati in grado di mettere il cerotto su questa o quell’altra ferita, ma senza mai dare indicazioni perché i feriti non siano più tali? Mistero, o roba da presunti nemici della bellezza della gioventù e amici del turpe desiderio dell’inferno come stile di vita.
La riposta è nota quanto bistrattata: legalizzare! In pochi nel mondo, per ora, sembra che lo abbiano capito e quindi hanno applicato, o stanno per farlo, politiche di riduzione del danno e di legalizzazione. Nel nostro Paese, invece, sembra che questo non accadrà. Nonostante una recente proposta di legge di un partito di governo (M5S) che, subito dopo averla presentata, ha evidenziato che si trattava di esercizio culturale: nessuna iniziativa, infatti, sembra che verrà fatta visto che comprometterebbe il loro patto di governo con chi sostiene e mette in pratica l’esatto contrario.
O forse ci siamo persi qualche segnale in merito, per esempio, dal Sindaco M5S di Livorno che ha tanto plaudito all’operazione nel porto della sua città, e che magari ha deciso di implementare, nell’ambito dei propri poteri, le politiche di attenzione e riduzione del danno sul suo territorio, magari anche solo per far capire ai convinti del contrario di come si stanno sbagliando? Purtroppo, al momento, sembra proprio che non ci siamo persi nulla. E questo vale oggi per il Sindaco di Livorno, ma ieri e domani per tutte le autorità di questo nostro Paese che sembrano estranee, o dogmaticamente distratte, da come si potrebbe farsi del bene cambiando politiche in materia di droghe.

1 – qui una recente iniziativa di questo tipo: https://www.aduc.it/comunicato/legalizzazione+cannabis+legge+che+governi+fenomeni_29114.php

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, anni, europa, finanze, governo, livorno, mercati, mercato, mercato italiano, merito, mondo, proposta di legge, punto di vista, spagna, stile di vita

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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