
Non leggerete facilmente, invece, che quella degli eurobond non è una proposta nuova, e soprattutto è una proposta dei progressisti, per esempio del PSE. E’ una proposta che deriva da valutazioni molto poco ideologiche, e molto ragionevoli e pragmatiche: se la fiducia verso la capacità dei singoli Stati di rifondere il debito può vacillare, l’unione fa la forza, e quindi collocare sul mercato dei titoli garantiti a livello europeo dovrebbe rassicurare le ansie dei risparmiatori, e rendere la vita più difficile agli speculatori.
Come altre proposte, quale il Fondo di solidarietà salva-Stati e la tassazione delle transazioni finanziarie (erroneamente detta Tobin Tax, perchè Tobin parlava, molti anni fa, di tassare i cambi di valuta), si tratta di soluzioni oggi all’ordine del giorno del dibattito tra tecnici e del confronto tra governi. Fino a qualche anno fa erano considerate utopie, o pericolosi interventi statalisti nella libertà di mercato. Ma è evidente che i mercati hanno bisogno di regole, istituzioni, govenance, e di politica che li governi.
Curiosamente, certi tecnici sembrano capirlo meglio di politici timidi, pavidi e semplicemente poco preparati.

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