Il fervore polemico dell’amico Luca Bagatin non poteva risparmiare neppure il P.S.D.I., da lui accusato, come da copione ormai collaudato, di connivenza interessata con opportunisti vari e con… i famigerati “comunisti”!!!
A simili “polemiche da salotto” si può replicare come segue:
1) E’ strano che proprio lui, che sventola a pié sospinto la bandiera del liberalismo, neghi ad altri un diritto fondamentale, quello di libera associazione. Non mi risulta che il Partito d’Azione Liberalsocialista possieda il copyright del liberalsocialismo italiano. In caso contrario Luca avrebbe dovuto lanciare i suoi strali anche contro il compagno Claudio Nicolini, ora in forza alla Rosa nel Pugno.
2) E’ paradossale che in nome della libertà si criminalizzi chi, avendone il sacrosanto diritto, compia scelte diverse dalle proprie. Se ciò deriva, come sembra, da una supposta superiorità morale non è forse lecito ricordare che era proprio questo l’atteggiamento mentale dei comunisti più ortodossi? Della serie: Il bue da del cornuto all’asino…
3) Nel logo del partito di Luca si leggono, tra i tanti, anche i nomi illustri di Piero Calamandrei, Tristano Codignola e Aldo Garosci. Vorrei ricordare a Luca che tutti e tre hanno militato nel P.S.D.I., e Garosci fu pure direttore del nostro organo di partito, l’Umanità. Anche loro erano opportunisti da strapazzo o compirono quella scelta per difendere la libertà e per perorare la causa del socialismo democratico? Se noi del P.S.D.I. eravamo nel giusto allora, non potremmo esserlo anche oggi, in ben altro contesto? O solo l’amico Luca Bagatin possiede il dono della verità assoluta?
4) E’ bizzarro che da sinistra si demonizzi un partito di tradizione socialista che collabori autonomamente con la maggiore formazione della sinistra italiana, anch’essa facente parte dell’Internazionale Socialista. Cosa nasconde questo continuo, martellante, ormai stomachevole, riferimento al comunismo/post-comunismo/cripto-comunismo? Passatismo o supina acquiescienza alla dottrina Bush? E’ ormai risaputo che per i neoconservatori americani chiunque si richiami alla socialdemocrazia è un comunista tout court.
5) Non abbiamo forse noi socialisti democratici il dovere, oltre che il diritto, di partecipare al governo della nazione per evitare che l’Italia sprofondi sempre più nella corruzione morale e materiale? Non è questo che ci chiedono i nostri militanti ed elettori? O dobbiamo fare i puristi e limitarci ad un’opera di testimonianza, proprio quando l’Italia ha estremo bisogno di socialdemocrazia?
6) Non so quanto queste polemiche da salotto interessino gli italiani, che hanno problemi ben più seri. Se i politici nostrani passassero meno tempo a discutere tra loro sul sesso degli angeli e dei diavoli (comunisti) e più tempo a discutere con la gente faremmo un grande passo avanti…
Alessandro D’Ovidio
Candidato lombardo al Senato per il P.S.D.I.

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