Ci sono momenti della vita nei quali viene voglia di congratularsi calorosamente con se stesse di essere momentaneamente single – ad esempio, quando dal fondo di un armadio salta fuori il reperto di un vecchio maglione con Topolino regalato da uno spasimante scemo del liceo; oppure quando al supermercato orde di bambini urlanti assediano mamme isteriche, rivalutando immediatamente quel gran pedagogo di Erode; per non parlare dell’amica che ti scrive la seguente e-mail: “ieri sera ho preso un aperitivo con il mio quasi ex-marito, stamani ho ricevuto dal suo avvocato la richiesta di divorzio” e ti suscita l’angoscioso interrogativo: gli sarà rimasta l’oliva del Martini in gola?!
In realtà, qualunque essere umano mediamente dotato di buon senso – di solito, le donne – dopo il sedicesimo compleanno, rovinato da un cretino che si crede fighetto e si presenta alla tua festa con un’altra, tanto per farti capire quanto ti considera, smette di credere all’amore, quantomeno nella forma deviante, tossica e perlopiù assolutamente improbabile che ci è stata propinata da secoli di arte, letteratura e musica – soprattutto musica, la vera propagatrice di bufale del nostro tempo. Perché quelle della mia generazione, se riescono a mettere le mani addosso – e non in senso erotico – a Venditti, glielo spiegano loro dove sono questi eroi che si strappano i capelli cantando “Non c’è sesso senza amore”- ma quando, ma dove, ma in quale universo parallelo vive questa gente?! Di fatto, di amore se ne parla moltissimo, perché non c’è – è oramai una sorta di leggenda metropolitana, buona solo a fare pubblicità ai profumi ed a far guadagnare soldi a palate a psicologi, maghi ed esorcisti. Ora, è vero che abbiamo archiviato il Principe Azzurro, dopo aver incontrato il lupo di Cappuccetto Rosso, ed abbiamo sviluppato anticorpi grandi come dischi volanti verso la SBI, Sindrome del Bugiardo Immaturo, che fa più vittime della peste ma nessuno ne parla e, soprattutto, attiva difese preventive e campagne di informazione tipo “Occhio al bastardo, tu non lo vedi ma lui c’è” – ma coltiviamo ancora una vaga, e certamente bislacca, illusione di un rapporto tra pari, qualcosa tipo: diciamo quello che pensiamo, non consideriamoci avversari in gara, ma complici che vanno nella stessa direzione. Facile quanto riuscire a comunicare per e-mail con i marziani. Dunque, che fare, a parte un pellegrinaggio in tutti i principali santuari mariani con l’aggiunta – non si sa mai – di una tappa beneaugurante al Taj Mahal, altrimenti detto il Palazzo dell’Amore?! Francamente, non abbiamo risposte da dare, possiamo solo affidarci alla sorte e sperare che la smetta quantomeno di tirarci addosso tutte le più grosse mine vaganti disponibili sul mercato dei rapporti umani – non è un metodo scientifico, lo sappiamo, ma l’amore nel Terzo Millennio somiglia sempre più ad una lotteria. Avete presente I pacchi?! Si becca sempre quello che contiene il cucù…
La versione maschile
Amore è l’arma finale da utilizzare solo se lei è una che non te la dà neanche a morire
Le donne sono tutte uguali, tutte stronze come la ex che mi ha lasciato, e poi perché pensano che si debba sempre parlare di qualcosa?!
Ma un uomo lavora, ed ha il diritto di rilassarsi, cavolo!
Non ci sono più le donne di una volta, queste pensano di avere gli stessi diritti, ma va…
Aveva ragione la mamma: bambino mio, ricordati che nessuna ti amerà mai come me…
Pole la donna essere uguale all’omo?!
Chi.Bo.

Care amiche,
mi piace la comicità non l’ironia. Quindi se dico che siete delle care donne dovete credermi. Antonio Dani
Caro Antonio, dal tuo racconto è emersa una vita di coppia ben solida ed affiatata, molto più di quanto non avvenga tra persone che dal notaio non sono mai andate e continuano con disinvoltura a chiamarsi marito e moglie o meglio “amore ” e “tesoro”,pur facendosi le corna reciprocamente.
Ma perchè andare, poi, dal notaio?Sarà perchè ho fatto a lungo l’avvocato matrimonialista,ma proprio non riesco a capirlo.Eppure sto pensando e sto pure respirando forte, ma mi è oscuro questo insano desiderio di legittimazione cartacea ( peraltro inidonea e superflua) a farsi gli affari propri.
Non si sarà trattato , per caso, di una banale separazione dei beni mal digerita da una delle parti? Altro non posso ipotizzare,se non essere pienamente d’accordo con Chiara sul fatto che ti stai.. divertendo un mondo. E noi pure.
Caro Antonio, la verità è che questa rubrica ti diverte…confessa!! Ed ora che hai fatto outing, ci rendiamo conto che i filmacci newyorkesi li guardi tu…alla prossima puntata e, mi raccomando, non perdonarci nulla!!
Cara Milena,
visto che mi hai scoperto non mi resta che accontentarti. Una volta avevo una moglie, poi di comune accordo davanti al notaio con scrittura privata decidemmo che l’uno per l’altro saremmo stati solo dei partners. E così ci chiamiamo, anche l’altro giorno al ristorante dissi al cameriere “Cannelloni ai sugo per la mi partner!”. La mia partner pensa di me che sono un uomo buttato via e che si butta via, e come vedi ha ragione. Con lei facevo all’amore, poi a partire dagli anni ottanta ci vergognammo e diciamo a tutti che facciamo sesso, il martedì alle 23,15 e il venerdì sempre alla stessa ora. A volte le fo la sorpresa la domenica mattina, e siccome lo sa per dispetto il sabato sera si imbottisce di “Activiaaaaaa….”. Il fatto è che soffro di eiaculatio precocissima, figurati, e lo dico solo a te, ho sempre i pantaloni in lavanderia. Non vedo l’ora d’avere ottant’anni, così col Viagra pigio un bottone e su, ne pigio un altro e giù, la felicità finalmente per voi donne e senza problemi. Come vedi son sincero per farti capire perché mia moglie frequenta i famosi psicanalisti della scuola italiana e credo che se li ripasserebbe tutti se io non la aspettassi giù in auto, orologio alla mano perché gli psicanalisti non hanno problemi di precocità. Sui films di Woody Allen divergiamo, lei li adora io invece ne farei un falò perchè non è giusto sentirsi scoperti e se il regista ci cascasse dentro non chiamerei né pompieri né ambulanze, invece mi procurerei un bell’attizzatoio. Come vedi son peggio di Maramaldo. La mia partner lavora e come me fa anche la casalinga, litighiamo per chi deve fare i piatti – si dice così mi pare nelle traduzioni dei filmacci newyorkesi! – e spesso ce li spacchiamo in testa, ma non il martedì e il venerdì perché dopo aver fatto i piatti facciamo sesso, anche se non fo mai in tempo a togliermi i pantaloni. Mia moglie dopo aver sognato di farsi lo psicanalista corre a fare “shopping”, solo per cose inutili perché la trasgressione come tu mi insegni è liberatoria. Mi prende anche molto in giro, aiutandomi a stare coi piedi per terra e a superare fasi di cupo avvilimento come questa, quando per educazione mi sono convinto a confessarti la mia disperata condizione. Come vedi siamo immersi nel fare, fare i piatti, fare sesso, farsi lo piscanalista, fare shopping, fare pena. Davvero non è mai esistita un’epoca concreta come questa e fortuna nostra il viverci. Spero milenuccia d’averti accontento e poiché immagino che secondo lo schema il tuo giudizio negativo su due partners squallidi come noi sia rispettato, se credi potrei anche darti l’indirizzo di mia moglie per tentare di liberarla della mia presenza. In fondo le voglio bene e se fosse libera di me, mi farebbe tanto piacere. Capisco che sarebbe stato difficile non fare pena a te e alle tue amiche, tutte donne solari, piene di vita, di interessi e amicizie, simpatiche, estrose, ribelli, ma anche problematiche e istintive. Proprio le donnine che rimedieranno al disarmo della virilità planetaria. E allora forza, buttate a fiume omuncoli come me! Ma se invece lo schema nelle ultime puntate fosse cambiato mi raccomando, fammelo sapere, perché non essere aggiornati è gravissimo. Antonio Dani
P.S.
Quando pensi respira fitto sennò ti fa male.
Oh, Dio! La primula Chiara mi perdoni! E’vero: “cazzeggio”; ho troppi pensieri molesti per non “cazzeggiare”.
Non è mia intenzione, pertanto, protrarre polemiche ovvero tascinarle oltre la simpatia di un discorrere alterno. Ma. Ma come si fa ad avallare il “Noi donne siamo più oneste, tanto da cadere ingenuamente nelle trappole dell’uomo affascinante ed intelligente”, profferta riflessiva della gentilissima interventrice Milena.
Contesto. Vibratamente contesto. E mi astengo da ogni considerazione e commento su siffatta assunzione di deresponsabilità.
La storia e la vita mi confortano (anche se, confesso timoroso, qualche volta o molte volte ho confidato nel ruolo “dell’uomo affascinante ed intelligente”. -Mi rifiuto di fornirne i risultati.-).
A tutte le Signore, Signorine, Fanciulle, Adolescenti, a tutte le Donne, il pensiero di un fiore, in omaggio.
Con la speranza di non essere ghigliottinato!
franchini
ps. ma si vuol discutere se l’uomo può essere uguale alle donne? o è un sacro inviolabile mistero del rito di Iside?
Caro Antonio,per me hai pienamente ragione.Noi donne siamo più oneste, tanto da cadere ingenuamente nelle trappole dell’uomo affascinante ed intelligente.Salvo,poi,subito ricredersi non appena l’Affascinante diventa Narciso e l’Intelligente Petulante ( Vedi i “Sòla” della 1° lezione).Ma il gusto della vita sta proprio in questo:cercare fino allo sfinimento Colui che non ci deluderà mai.Da qui,evidentemente,l’abbondante fioritura delle vocazioni religiose femminili rispetto al continuo calo di quelle maschili.Non hai,però,risposto ad una mia personalissima curiosità:cosa dice di te, se esiste,la tua patner? Lei non fa sesso?Non fa shopping?Non va mai a vedere i films di Woody Allen?Non è mai stata da uno psicanalista?Non ti prende mai in giro? E’,forse,anche lei una “disperata casalinga”?Scusami se ho osato troppo.
Cara Chiara,
ora dopo tanti psichismi che facendo a fette la persona vi hanno permesso di scoprire ironicamente i bacilli della SBI, ora dico ti appelli alla persona, magari al suo cattolico concetto. L’insalata è servita, e credimi, pure da parte mia senza rancore, anzi con simpatia. Antonio Dani
Caro Antonio, se le persone diventano secondarie rispetto ad un dato statistico…bè, credo tu viva in un mondo diverso dal mio. Per fortuna. E preferisco vedere la realtà per quello che è, nel bene e nel male, con la capacità di riderne su, piuttosto che chiudermi in una torre d’avorio e considerare i miei simili voci di una statistica. Sia detto senza rancore.
P.S.
Illuminazione tardiva:
ma se state frequentando uomini così affascinanti e intelligenti qual è la causa del vostro scontento? Antonio Dani
,ra Chiara,
mi costringi alla scortesia. C’è bisogno di conoscerli per giudicare gli uomini che frequentate? Esiste il calcolo delle probabilità per cui a certe caratteristiche non possono che corrispondere altre caratteristiche ben note. Quanto a Franchini, avrebbe la colpa di aver ricordato la madre con parole vere? Franchini, un represso e complessato, proprio come nell’ultimo libraccio di psicologia. E Franchini voglia scusarmi, se lo coinvolgo in questa stupida diatriba. Ma ora chiudo poiché mi accorgo in ritardo di essere cascato in una delle telenovele della fascia oraria per la terza età, quelle da me preferite che mi sorbisco ciucciando caramelle e ricordando i bei tempi, quando avevo novant’anni e la mamma mi coccolava. Buon proseguimento donne immaginarie. Antonio Dani.
Mi scuso. Debbo importunare, di nuovo.
Tristemente, questa volta. Per affermare alla virtuale Chi. Bo. (malefica multimedialità del sito), o alla primula Chiara, che i motivi della mia “gentile” signora si racchiudono nel suo essere donna. E, piaccia o non piaccia, sono solo un obsoleto riproduttore. Degrado di una intelligenza che mi sono illuso mi appartenesse (me lo ha inculcato mammà!).
Contuso e impaurito rovescio il quesito: può essere un uomo (anche genio) uguale a una donna (anche scemolina) ?
Ai posteri.
Con irruente polemica.
franchini
Cari ragazzi…che foga!! Antonio, io mi chiedo se tu ci leggi o ci usi come pretesto. I deliri narcisistici li conosciamo così bene – oh se li conosciamo – da scriverne e riderci su, come stiamo facendo in questa rubrica. Quanto ai nostri amici, se non li conosci come li puoi giudicare? Tu insisti a vedere in noi una proiezione delle tue fantasie, ma non lo siamo.
Franchini, che fai, cazzeggi? Se tua moglie ti tira i piatti, avrà pure i suoi buoni motivi. Comunque, Chi.Bo non esiste, è solo l’astuta invenzione del Direttore di questo sito per stuzzicare i lettori…è ovvio, no?! E guarda un pò come ci siete cascati…
Piatto ricco mi ci ficco. Per il solo piacere del sorridere.
Così che manifesto la mia invidia per “Brava, intelligente, acutissima e tanto, tanto simpatica” espressa dalla gentile Patrizia (donna) a Chi. Bo. (donna). Qualificazioni di cui non mi gratifica mai la mia “gentile” signora che, dall’alba alle ore notturne, al meno mi inonda, benefica, di lanci di stoviglie e epiteti vari.
In sintesi estrema –parafrasando la pedagogia erodiana- e andando alle origini: non sarebbe meglio eliminare le madri -che sono pur esse femmine-? Quanti complessi verrebbero eliminati?
Penso: alla serenità di un mondo solo maschile –e lo affermo da vecchio libertino (non da don giovanni!)-.
La scienza è pronta a renderlo possibile. E sono curioso, poi, di leggere Chi. Bo (ma ci sarà una Chi. Bo.?).
Con simpatia (e preghiera di perdono da parte delle lettrici).
franchini
Care Chiara, Milena, Patrizia, Elisabetta e compagne,
è stato un bello scambio, perché ho conferma che comunque voi donne siete più oneste. Lo avverto in quell’ingenua convinzione di Elisabetta di uscire con uomini affascinanti e intelligenti. Li conosco gli uomini affascinanti e intelligenti, professionisti, docenti, pubblicisti, viaggiatori della pace universale, insomma i soliti zoccoletti dell’attualità di fronte ai quali non sta donna che non resti estasiata. Se un ometto nelle massa corporea di una lei, per dirla con Patrizia, quasi mai cerca altro, una donna dietro la massa corporea di un lui scala montagne pur di inventarsi un mezzo eroe. E qua si rivela la vostra superiore onestà, che per ora vi tiene ancora in stato di inferiorità. Dico per ora perché voglio sperare che le donne delle future generazioni, senza cadere nell’antimaschilismo da bettola, sapranno riconoscere il bagaglio di falsità che noi uomini abbiamo dentro, il delirio narcisistico al rallentatore che guida la quotidianità della maggioranza degli uomini, il calcolo degli idealisti. Per concludere, il succo dei miei interventi non era ficcare il naso nei vostri sfoghi, ma solo denunciare la vostra contraddizione, curare con l’attualità i mali dell’attualità, e questo è l’humus dei “filmacci newyorkesi”, il compiacimento verso ciò che si critica pur di sentirsi attuali. Ed è il segreto del mercato, dopo il letto lo psicanalista, e dopo lo psicanalista lo “shopping”, tre fasi dello stesso processo, dai genitali al consumo. O credevate che Freud e Ford abbiano parlato lingue diverse?Questa trappola coinvolge tutti senza distinzione di sesso e di età, ed è ciò che mi ha spinto a entrare nei vostri sfoghi. Spero allora che non me ne vogliate e vi auguro sinceramente di stare bene. Antonio Dani
Scusate il mio intervento, ma mi sento chiamata in causa. Sono l’amica di Chiara Boriosi che ha ispirato l’articolo. Quella che la domenica prende l’aperitivo con il quasi ex marito facendo finta di essere amici e che il giorno dopo si ritrova senza alcun preavviso, sia chiaro, la lettera di divorzio da parte del suo avvocato. Vorrei spezzare una lancia a favore delle “sedicenti amiche di Chiara”, visto che io le conosco e voi no.
Io le sindromi le ho passate tutte: Sindrome da Bugiardo immaturo e Sindrome da Bugiardo in Fuga. Non mi sono fatta mancare niente ( non mi riferisco soltanto all’ex marito…) perché – come dico sempre – se si nasce per soffrire, a me riesce particolarmente bene. Ma non sono qui per lamentarmi. Non è nel mio carattere.
Noi “amiche di Chiara” – detto così suona come un fan club, ma vi assicuro che non lo è – siamo tutte abbastanza intelligenti e lontanissime da scenari newyorkesi alla “Sex and the city”. Anzi, a dire la verità credo che sia da prima dell’estate che non ci troviamo in una di quelle seratine tra donne sinceramente più simili ai “pigiama party” adolescenziali che a cose più torbide. E comunque il sabato sera abbiamo di meglio che “ghettizzarci” da sole. Questo perché pensiamo sia più piacevole uscire con “amici” senza distinzione di sesso. E’ vero che frequentiamo spesso uomini intelligenti, affascinanti e interessanti – grazie al cielo – che spesso ci considerano solamente “amiche” oppure sono semplicemente già impegnati. La speranza è che, prima o poi, si incontri uno che sia la scarpa per il nostro piede e noi per il suo. Perché dovremmo sentirci “disperate”? Per essere incappate negli uomini sbagliati? Anche loro incontrandoci hanno trovato le donne sbagliate. Quindi siamo pari. O siamo disperati tutti oppure si va avanti sperando di incontrare la persona giusta e si prova a costruire qualcosa che – a scanso di equivoci – non deve essere forzatamente un fidanzamento/matrimonio/convivenza. Lo dico per timore che qualcuno di voi possa pensare ad una limitazione della propria libertà. Ma per farlo, ricordo, bisogna essere in due….
Cara Patriza, grazie per il tuo commento, non mi ero mai vista nel ruolo di taumaturga ma, se funziona, perchè no?! Ti aspetto alla prossima puntata, ma se ci legge il Dani co strozza a tutt’e due…!! Scherzo, scherzo…
Brava, intelligente, acutissima e tanto, tanto simpatica. Che secondo me è la qualità indispensabile alla comunicazione. E infatti riesci a comunicare molto bene e ti dico di più: sere fa avevo mal di testa ma leggendoti e ridendo delle tue analisi semplici e sincere , un bel calore mi ha occupato il cervello, sostituendosi all’emicrania. Non è poco. Una botta di simpatia , la mia, che spero ti arrivi tutta.
Aggiungerei alla SDBI, un’altra sindrome, diretta conseguenza della prima: la SDBIF, ovvero Sindrome Del Bastardo In Fuga. In fuga dalla donna intelligente che tanto fa paura ai tanti uomini d’oggi che sempre si aspettano che le femmine (non le donne ma ribadisco le ‘femmine’) siano felici di misurare la massa corporea al posto della massa cerebrale. Infatti molto spesso dietro la massa corporea non c’è altro o quantomeno molto poco. D’accordissimo con te sul fatto che le mamme fin da piccoli li allevano nel culto fallico quale unica espressione di virilità e di forza. Insomma, un uomo degno di questo nome è uno che a letto ci sa fare. E quelli che ‘non ci sanno fare’, più che giustamente, spesso diventano impotenti.E magari sono i migliori, occultati come tesori nascosti e inindividuabili. Noi donne, poi, abbiamo il nastro adesivo sulla bocca e le manette ai polsi: le vere impotenti siamo noi in questo tipo di cultura imperante in cui, anche quelle poverette che sono state stuprate, si vergognano a dirlo, schiacciate dalle infamie che si sentono a giro , del tipo ‘ eh…ma se l’è voluto…’, come se in qualche modo se lo fossero cercato, il danno.
La realtà che presenti è purtroppo drammaticamente vera e condivido appieno il tuo pensiero. Peccato che sia così. Peccato che una donna di questi tempi non possa presentare sè stessa per quella che è e debba ricorrere a travestimenti alla moda quali modello-velina o altro attinente il repertorio della femmina accattivante e provocatoria, per interessare o meglio, per irretire un uomo. Dico irretire perchè, come tu giustamente osservi, l’amore non c’entra proprio. E’ il grande assente. E’ solo la variopinta , spettacolare sagra dei modelli inventati, degli stereotipi che poi, inevitabilmente, portano alla fine del rapporto , all’amarezza, ai reciproci rinfacci per il reciproco inganno. Perchè il gioco, prima o poi, si scopre.
Da ottimista qual sono, non posso non spezzare una lancia a favore della speranza che sempre ci vuole per andare avanti e non buttarsi troppo giù : qualunque donna che abbia conosciuto l’amore almeno una volta nella vita , sa riconoscere questi bastardi e…..se li conosci, li eviti !
Palla al centro e andiamo avanti.
Ancora complimenti e spero di leggerti presto nell’accogliente Casa del Pensalibero.
Ci voleva proprio un sito dove far bollire e ribollire un po’ di motivati malumori!
Patrizia
Cara Chiara,
se ironia e comicità si confondono e si coprono le spalle a vicenda si può ironizzare di tutto, della crocifissione, di Auschwitz ecc. E questo è qualunquismo, ossia l’estetica intelligente del nostro tempo confezionata per tutti, uomini, donne, destroni e sinistroni, fra cui naturalmente stanno uomini e donne veri, aperti e partecipi, appunto secondo l’estetica intelligente. I problemi di cui dici sono molto, molto seri e alleggerirli serve solo a trasformarli in gioco di società, per rimpinguare la Telecom o Wind, cioè ad approfondire il nostro avvilimento. Quanto ai filmacci newyorkesi, se deriderli ti disturba significa che sono un lontano modello. Ma non occorrerebbe ben altro sentire? Antonio Dani
Cara Chiara,
se ironia e comicità si confondono e si coprono le spalle a vicenda si può ironizzare di tutto, della crocifissione, di Auschwitz ecc. E questo è qualunquismo, ossia l’estetica intelligente del nostro tempo confezionata per tutti, uomini, donne, destroni e sinistroni, fra cui naturalmente stanno uomini e donne veri, aperti e partecipi, appunto secondo l’estetica intelligente. I problemi di cui dici sono molto, molto seri e alleggerirli serve solo a trasformarli in gioco di società, per rimpinguare la Telecom o Wind, cioè ad approfondire il nostro avvilimento. Quanto ai filmacci newyorkesi, se deriderli ti disturba significa che sono un lontano modello. Ma non occorrerebbe ben altro sentire? Antonio Dani
Caro Antonio, l’ironia NON è sinonimo di qualunquismo, è una chiave di lettura della realtà – ma se proprio la pensi così, che ci fai in questa rubrica? Ci sono altre parti di questo sito che soddisferanno meglio il tuo desiderio di serietà. Poichè non mi conosci, se non attraverso ciò che scrivo che, come ti ho spiegato in un precedente intervento, si nutre per forza anche di paradosso, non penso tu possa affermare che non sono in grado di riconoscere i veri uomini. In realtà, non solo li conosco, ma li frequento pure, alcuni sono tra i miei migliori amici e mi sento fortunata per questo. Proprio perchè li conosco, posso affermare serenamente che sono pochi – quelli che accettano di stare alla pari, che credono nello scambio, nel dialogo, nel rispetto delle reciproche diversità. Sono pochi, credimi, e forse per questo valgono il doppio. Ma potrebbero essere di più, se uscissero dalla logica della Gnocca senza testa ed accettassero di guardarci per ciò che siamo. Senti, ma che ti hanno fatto i filmacci newyorkesi?! Ti assicuro, comunque, che non sono la mia fonte di ispirazione – basta osservare la realtà, ascoltare le persone, ed anche se stessi, per poter raccontare piccoli frammenti di vita quotidiana. Anche con il desiderio di sdrammatizzare e di riderci su – questa rubrica è nata così.
Care Milena e Chiara,
se per non ammettere che non sapete riconoscere un uomo siete costrette a dire che gli uomini non esistono e sono naturalmente tutti della stessa razza, il problema è vostro non mio. L’ho detto: meno compiacimenti metropolitani e meno libracci di psicologia. Ma tralascio l’ironia che non sopporto perché è sintomo di qualunquismo. Che le donne oggi, anche fuori dai rispettivi ruoli sociali, siano delle disperate “tout court” è sotto gli occhi, disperate fino a diventare quelle caricature di cui siete per prime consapevoli. Ma è un circolo vizioso, perché per strapparvi di dosso la maschera caricaturale inseguite uomini-roventino, assia la maggioranza degli uomini. Così le coppie di roventini e roventine si moltiplicano come metastasi, per la gioia di chi fa i filmacci newyorkesi e di chi ne scrive le storielle cretine. In realtà nell’arco della vita è difficilissimo incontrare un vero uomo e una vera donna, e non voglio caricare quel “vero” di carismi. Si incontrano tanti poveri diavoli e povere diavolesse che arrancano nei loro atteggiamenti, che se la danno a bere e si ingannano, finché dura. Tutti e tutte sognano il grande incontro e il grande amore. Ma sappiamo a quale usara delle nostre persone porta il grande amore, a quale esaltazione ci spinge? Certo un grande amore vale la vita, ma è pure una privazione eroica, che io per primo non saprei di poter sostenere. Il vero erotismo si accompagna sempre all’eroismo, anzi sono la stessa cosa. Ma care Diotime scontente, questo non è più il tempo, o potrebbe esserlo solo mettendo a rischio le nostre persone fisiche, i nostri averi, chi abbiamo a cuore. Siamo disposti a questo? Certo un’umanità che riconvergesse ancora sull’eros – non sulla pornografia! – sarebbe benedetta, ma è questo il tempo? E voi accettereste un rischio non calcolato nel lessico dei filmacci newyorkesi? Antonio Dani.
Certamente NO. Ed è proprio per attivare una difesa preventiva che voglio proporre alle lettrici di Pensa Libero questa 1° lezione (a me inviata da un amico psicologo) del “Corso di sopravvivenza e recupero di donne assòlate” (dicesi “assòlata” di persona che ha incontrato un “ Sòla” con l’accento sulla o – termine dei sobborghi di Roma per significare persona che “passa le sòle”- per “Sòla” s’intende: ingiustizia, delusione, sinonimo di fregatura).
Lezione I° – Il “Sòla tardivo”
Diciamo subito che il “Sòla tardivo” è il più pericoloso tra i “Sòla” conosciuti.
Si differenzia dal più diffuso,ma assai meno dannoso “Sòla vulgaris”, (comunemente detto “Na botta e via” per la sua abitudine di dileguarsi abilmente e rapidamente subito dopo l’eiaculazione – si adatta a tutti i tipi di climi ed ambienti-solo raramente risulta pericoloso e solo per soggetti predisposti e sensibili – presso alcune popolazioni femminili è, addirittura ricercato, in letterarura si citano casi in cui gli esemplari migliori di “Sòla vulgaris” vengono addomesticati ed addestrati da piccole comunità di signore che se lo scambiano e lo utilizzano come piacevole passatempo.
Il “Sòla tardivo” di cui sto per parlarvi si distingue anche dall’innocuo e simpatico “Sòla adattivo”, che vive e si riproduce numeroso nei paesi mediterranei dove è apprezzato ed allevato in ambienti tipici detti “Bar dello Sport” (Il Sòla adattivo si riconosce dal verso tipico che emette che suona come un:”basta che respira” – è caratterizzato da una scarsa capacità di scelta,sostituita da una marcata capacità di adattamento e da insaziabili appetiti sessuali-assolutamente innocuo,purchè esente da HIV-è molto apprezzato ,soprattutto nella sottospecie “cazzuto”-viene spesso usato da giovani bruttine come coadiuvante nella terapia di foruncoli e pedicelli- a volte si rivela utile anche nella terapia di caldane e vampate tipiche della menopausa -purtroppo non viene erogato dal servizio sanitario nazionale).
Il “Sòla tardivo” di cui trattiamo oggi è, invece, la specie più pericolosa e, purtroppo, in costante aumento.
Alcune ricerche attribuiscono il suo recente diffondersi agli effetti del Viagra che dilaterebbe la sua autostima riducendo il numero delle “cilecche” e spingendolo ad esplorare ambiti nuovi.
Il “Sòla tardivo” deve il suo nome alla capacità di restare in latenza anche per lunghi anni senza dare che saltuari e rapidi segnali di pericolosità.In tali, brevi attacchi, si comporta scompostamente da stronzo, improvvisamente dimentico delle norme sociali e familiari che egli stesso ha posto, sembra in preda ad attacchi di priapismo, (nel linguaggio parlato si dice che fa “cazzate” ad indicare che si lascia guidare da una specifica parte del corpo), a volte perde il concetto del tempo, più spesso anche quello del denaro.
Normalmente questa sintomatologia è di breve durata ed il “Sòla” riacquista spontaneamente l’autocontrollo, a volte accompagna il ritorno alla normalità con pianti,pentimenti e regali al patner. Nei casi peggiori basta una buona strigliata o una minaccia di abbandono per farlo tornare nei ranghi. Purtroppo questi sintomi sono spesso sottovalutati proprio per la loro saltuarietà e breve durata.
Per il resto del tempo essi vivono una sana e normale vita da patner: lavorano, fanno carriera, si comportano in modo irreprensibile facendosi stimare ed apprezzare dalla comunità in cui operano.
In casa non sono di nessun aiuto concreto, ma sono prodighi di consigli non richiesti, non sporcano troppo,spesso leggono il giornale a tavola, gestiscono il telecomando giusto il tempo di addormentarsi russando gentilmente.
Le loro abitudini sessuali sono appunto abitudini.
La sindrome esplode improvvisa, senza aree di premonizione.Nel linguaggio comune si dice che si “inficaniscono” ed il termine indica chiaramente quali siano gli elementi scatenanti.
Ricerche recenti hanno dimostrato che l’innesco della reazione che da l’avvio alla patologia trova costantemente il suo elemento scatenante in un particolare tipo di femmina,endemico in molte comunità ed in preoccupante aumento:La “mignatta” o “mignotta”, così detta per la sua straordinaria capacità di attaccarsi e succhiare le essenze vitali alla vittima.In particolare sono ghiotte di denaro.
Per questo,care discenti, vi metto fin d’ora in guardia e vi elargisco un primo consiglio:non fidatevi della onestà del vostro “Sòla”. Se anche si è dimostrato fin qui serio, onesto e corretto, se non avrebbe mai osato appropriarsi di risorse economiche che vi spettano, ora che è stato colpito dalla sindrome è diventato inaffidabile per definizione, pronto al tradimento anche sul campo economico.Si chiama “Sòla” o no?
Ma non è solo per questo che vi invito a sottrargli quante più risorse economiche potete: fatelo per il suo bene – e non mancate di farglielo notare- fatelo per evitare che la mignatta lo sfibri,togliete alimento alla mignatta, liberatelo dalla parassita. So che non vi importa più nulla di lui, ma fatelo in memoria dei bei tempi andati, per avere un ricordino di lui! E’ un favore che gli dovete. E lasciate che abbia un buon ricordo di voi, che vi stimi per la vostra determinazione, per la capacità di farvi valere, per l’aiuto disinteressato che volete dargli per aiutarlo a guarire.
Finisce qui laprima lezione:studiatela bene, mi raccomando, ed esercitatevi molto; mettete in pratica i miei preziosi consigli.
Scusatemi tutti,nel rileggere la posta mi sono accorta che la1° lezione di psicologia per riconoscere i vari tipi di “Sòla” è venuta tra assurdi taglia e cuci ( sono una neofita del p.c.) del tutto incomprensibile e poco spiritosa per via di alcuni pezzi mancanti e/o spostati.Se volete,ma solo se volete,essendo lunga,cercherò di riproporvela nel suo testo originale che io ho trovato delizioso e vero ,anche perchè opera di un “uomo” che non fa parte di quella nutrita schiera di elementi affetti da SBI (l’eccezione conferma la regola )di cui parla Chiara.
Peraltro,se si volesse dar retta ad Antonio Dani infilandoci idealmente tutte in un burka senza neppure respirare un briciolo di ironia ,dovremmo ,per sopravvivere e per non farci andare di traverso il nostro “roventino” quotidiano,avere,sul serio, come unico protopostulato il fatto che il pianeta maschile sia abitato,per la quasi totalità,da malati di S.B.I.Ma non è così.Alcuni (pochi) ne sono esenti.
Antonio,sei uno di questi? Sei sicuro?Vorrei tanto sapere cosa pensa,a proposito, la tua patner.
Caro Antonio, ti sei mai accorto di quanto sia fiorente il mercato dei roventini?!
Cara Chiara,
se non sono i filmacci newyorkesi, saranno le fesserie di Almodavar o di altri, ma dietro avverto sempre qualcosa che non appartiene alla nostra storia laica, pubblica e privata. Che le vittime della SBI si ritrovino il sabato sera a fare le emancipate, senza peli sulla lingua non porterà loro alcun vantaggio se non il tepido calore dell’emulazionde e del gregariato, tutti atteggiamenti che poi convergono in una parola: cameratismo. Ma il cameratismo, finita la guerra, o lascia l’amaro in bocca o porta al reducismo. È questo che tu e le tue amiche volete? Permettimi di dire una cosa sola, meno TV, meno cinema, meno libri, meno informazione e attualità inventate, più fede invece nel sangue tuo e degli altri, ma che sia sangue e non un roventino. Perché questo è il punto: tu e le tue amiche della SBI credeste a un roventino non al sangue. Antonio Dani
Cari amici, siete impagabili!! Andiamo per ordine. Caro Antonio, i filmacci newyorkesi non hanno nulla a che vedere con me e le mie amiche che, peraltro, non ci crederai, sono donne simpatiche ed intelligenti, che hanno pagato tutte lo scotto della SBI. E, purtroppo, spesso anche i loro figli. E’evidente che, quando si scrive con ironia, si tende a forzare la situazione fino al paradossale, proprio per provocare risposte e riflessioni, che è poi il fine ultimo di questa rubrica. Nessuno è senza peccato, il punto è che c’è chi accetta di rendersene conto, e chi no.
Cara Milena, la tua lezione è preziosissima, provvederò a divulgarla…!!
Grazie a tutti per l’attenzione con cui mi leggete.
Cara Milena,
una cosa mi sfugge, come sia possibile per uomini e donne ricavare “weltanschauungen” reciproche e definitive basandosi sui personali fallimenti con l’altro sesso. Non sorge il dubbio di non aver mai saputo riconoscere l’altro o l’altra? Non sorge il dubbio che ritrovarsi in combriccole lamentose di falliti o fallite dell’eros, crei chiesole penose dove ci si dà sempre ragione e ci si appaga di spiritosaggini ciniche da filmacci “newyorkesi”? ? E non sorge il dubbio che l’incubo dei genitali come scorciatoia per arrivare alla verità dell’altro o dell’altra sia ormai aria fritta novecentesca? Credimi, fossi in te dai filmacci “newyorkesi” proverei ad uscirne, come pure da tutta la letteratura spazzatura sull’argomento di e per laureati dell’obbligo. Antonio Dani
Ma le donne sono esenti da critiche?Non mi pare proprio!Oggi come oggi forse sono più da criticare loro che noi maschietti.
Certamente NO. Ed è proprio per attivare una difesa preventiva che voglio proporre alle lettrici di Pensa Libero questa 1° lezione ( a me inviata da un amico psicologo) del “Corso di sopravvivenza e recupero di donne assòlate” ( dicesi “assòlata” di persona che ha incontrato un “ Sòla” con l’accento sulla o – termine dei sobborghi di Roma per significare persona che “passa le sòle”-per “Sòla” s’intende:ingiustizia,delusione,sinonimo di fregatura ).
Inviene erogato dal servizio sanitario nazionale)
Il “Sòla tardivo” di cui trattiamo oggi è,invece,la specie più pericolosa e ,purtroppo,in costante aumento.
Alcune ricerche attribuiscono il suo recente diffondersi agli effetti del Viagra che dilaterebbe la sua autostima riducendo il numero delle “cilecche” e spingendolo ad esplorare ambiti nuovi.
Il “Sòla tardivo” deve il suo nome alla capacità di restare in latenza anche per lunghi anni senza dare che saltuari e rapidi segnali di pericolosità.In tali,brevi attacchi, si comporta scompostamente da stronzo,improvvisamente dimentico delle norme sociali e familiari che egli stesso ha posto, sembra in preda ad attacchi di priapismo, (nel linguaggio parlato si dice che fa “cazzate” ad indicare che si lascia guidare da una specifica parte del corpo),a volte perde il concetto del tempo,più spesso anche quello del denaro.
Normalmente questa sintomatologia è di breve durata ed il “Sòla” riacquista spontaneamente l’autocontrollo,a volte accompagna il ritorno alla normalità con pianti,pentimenti e regali al patner.Nei casi peggiori basta una buona strigliata o una minaccia di abbandono per farlo tornare nei ranghi.Purtroppo questi sintomi sono spesso sottovalutati proprio per la loro saltuarietà e breve durata.
Per il resto del tempo essi vivono una sana e normale vita da patner:lavorano,fanno carriera, si comportano in modo irreprensibile facendosi stimare ed apprezzare dalla comunità in cui operano.
In casa non sono di nessun aiuto concreto, ma sono prodighi di consigli non richiesti,non sporcano troppo questa lezione,lo psicologo del cuore,il paladino delle donne assòlate vi parlerà del “Sòla tardivo”,specie pericolosa che è molto facile incontrare soprattutto ad una certa età e dopo 30 o più anni di matrimonio..
Lezione I° – Il “Sòla tardivo”
Diciamo subito che il “ Sòla tardivo” è il più pericoloso tra i “Sòla” conosciuti.
Si differenzia dal più diffuso,ma assai meno dannoso “Sòla vulgaris”,(comunemente detto “Na’ botta e via” per la sua abitudine a dileguarsi abilmente e rapidamente subito dopo l’eiaculazione-si adatta a tutti i climi ed ambienti-solo raramente risulta pericoloso e solo per soggetti predisposti e sensibili-presso alcune popolazioni femminili è addirittura ricercato, in letteratura si citano casi in cui gli esemplari migliori di “Sòla vulgaris” vengono addomesticati ed addestrati da piccole comunità di signore che se lo scambiano e lo utilizzano come piacevole passatempo.
Il “Sòla tardivo” di cui sto per parlarvi si distingue anche dall’innocuo e simpatico “Sòla adattivo”,che vive e si riproduce numeroso nei paesi mediterranei dove è apprezzato ed allevato in ambienti tipici detti “ Bar dello Sport “ ( il “Sòla adattivo” si riconosce dal verso tipico che emette che suona come un:”basta che respira” – è caratterizzato da una scarsa capacità di scelta, sostituita da una marcata capacità di adattamento e da insaziabili appetiti sessuali-assolutamente innocuo,purchè esente da HIV-è molto apprezzato,soprattutto nella sottospecie “cazzuto”-viene spesso usato da giovani bruttine come coadiuvante nella terapia dei foruncoli e pedicelli-a volte si rivela utile anche nella terapia delle caldane e vampate tipiche della menopausa-purtroppo non, spesso leggono il giornale a tavola, gestiscono il telecomando giusto il tempo di addormentarsi russando gentilmente.
Le loro abitudini sessuali sono, appunto, abitudini.
La sindrome esplode improvvisa, senza aree di premonizione.
Nel linguaggio comune si dice che si “inficaniscono” ed il termine indica chiaramente quali siano gli elementi scatenanti.
Ricerche recenti hanno dimostrato che l’innesco della reazione che da l’avvio alla patologia trova costantemente il suo elemento scatenante in un particolare tipo di femmina,endemico in molte comunità ed in preoccupante aumento:La “mignatta” o “mignotta”, così detta per la sua straordinaria capacità di attaccarsi e succhiare le essenze vitali alla vittima.In particolare sono ghiotte di denaro.
Per questo,care discenti,vi metto fin d’ora in guardia e vi elargisco un primo consiglio:non fidatevi della onestà del vostro “Sòla”.Se anche si è dimostrato fin qui serio,onesto e corretto, se non avrebbe mai osato appropriarsi di risorse economiche che vi spettano, ora che è stato colpito dalla sindrome è diventato inaffidabile per definizione,pronto al tradimento anche sul campo economico.Si chiama “Sòla” o no?
Ma non è solo per questo che vi invito a sottrargli quante più risorse economiche potete:fatelo per il suo bene – e non mancate di farglielo notare- fatelo per evitare che la mignatta lo sfibri,togliete alimento alla mignatta,liberatelo dalla parassita. So che non vi importa più nulla di lui, ma fatelo in memoria dei bei tempi andati,per avere un ricordino di lui! E’ un favore che gli dovete.E lasciate che abbia un buon ricordo di voi, che vi stimi per la vostra determinazione, per la capacità di farvi valere, per l’aiuto disinteressato che volete dargli per aiutarlo a guarire.
Finisce qui laprima lezione:studiatela bene, mi raccomando, ed esercitatevi molto; mettete in pratica i miei preziosi consigli.
Cara Chiara,
e se tu e le tue amiche usciste dai luoghi comuni dei filmacci ” newyorkesi ” in cui siamo carcerati? Provaci. Antonio Dani