Abbiamo appena superato a fatica l’enorme ricatto morale rappresentato dal Natale, con la coda altrettanto urticante della Befana, che dobbiamo affrontare un’altra forma di ricatto, per certi versi persino più subdolo, perché del tutto discriminante e, diciamolo, politically uncorrect. Cosa può esserci, infatti, di più vessatorio, mortificante e del tutto ingiustificato della divisione dell’universo mondo in innamorati e non, un giorno all’anno?! Cosa ha spinto menti perverse, e certamente vittime di traumi infantili ormai incurabili, ad inventarsi una terrificante operazione di marketing al solo fine di vendere gli oggetti più ridicoli mai realizzati da creativi al limite del subnormale, e farne una ricorrenza che appesta le nostre vite e ci costringe pure – estremo confine della umana follia – a dare delle spiegazioni?! Perché alzi la mano chi, in un qualunque 14 febbraio della propria vita, non si è sentito chiedere da amici, colleghi e affini: “Cosa hai ricevuto per San Valentino?”, come se la vostra appartenenza alla razza umana dipendesse da questo imprescindibile particolare che a voi, poveri sciocchi sprovveduti, pareva invece del tutto irrilevante. Ora, si può tentare di cavarsela con una battuta spiritosa del genere “ho appena ricevuto la bolletta del telefono”, ma di fatto non si può sfuggire a questa sorta di morbosità collettiva che colpisce persino persone insospettabili in tale occasione. Abbiamo visto serissimi manager mettersi cravatte rosse con cupidi che scagliano frecce, ed acquistare terrificanti gadget, tipo supporti per il mouse a forma di cuore o magliette con la scritta “Siamo angeli con una sola ala: per volare dobbiamo essere in due” – ora, ma come si fa a scrivere simili menate?! E se lo chiede una che a scrivere bischerate, come ben sapete, è avvezza. Perché, dove, quando, sono stati creati angeli con una sola ala?! E’ stata una mutazione dell’aviaria a conciarli così?! E perché mai dovrebbero accoppiarsi al solo scopo di acquisire un’altra ala: forse che l’amore è un commercio di organi?! Ma tentare di razionalizzare simili manifestazioni di ridicolaggine allo stato puro è operazione impossibile, perché il mercato è più forte e si impone su menti pronte ad accettare di tutto, fino a convincersi, in un fenomeno di identificazione collettiva che andrebbe scientificamente studiato, che se non sei soggetto attivo nel giorno di San Valentino, non sei. E basta. Non si spiegano altrimenti sintomi allarmanti che cominciano a manifestarsi già ai primi di febbraio, e che colpiscono di solito donne che in altri momenti della loro vita sono perfettamente in grado di badare a se stesse e di gestirsi con sostanziale razionalità. Si comincia con le lacrime indotte dalla sola musica dello spot dei Baci Perugina, si prosegue con i singhiozzi soffocati di fronte a vetrine tremendamente kitsch tempestate di cuoricini rossi, per finire con autentici ululati alla vista di orripilanti slip rossi con la parola amore(?!) ricamata con gli strass in posizione strategica. Di seguito, le migliori risorse che la natura ci ha fornito sotto forma di intelligenza, vengono impiegate per costruirsi alibi degni di miglior causa da propagandare sapientemente nei giorni immediatamente precedenti al fatidico 14: influenze virulente che costringono all’isolamento in qualche reparto di malattie infettive; riunioni di lavoro convocate nei luoghi più impensati della terra, genere le Molucche col mare in tempesta; amori inventati su due piedi ma terribilmente lontani, collocati in un altro fuso orario che rende impossibile rispettare la scadenza amorosa nelle 24 ore fatidiche del 14. Insomma, un intero repertorio di scemenze che, in occasioni diverse, ci vergogneremmo di propinare persino ai bambini dell’asilo nido. E tutto questo per cosa? Per la smania di ricevere almeno un cartoccio di cioccolatini che, in qualunque altro giorno dell’anno, rifuggiremmo come un vile attentato alla nostra linea faticosamente conquistata. Perché ormai, l’amore ha ragione di esistere solo come operazione commerciale – un diamante è per sempre, il resto non si sa.
La versione maschile
San Valentino…?! Ah, sì, tutti quei morti in un garage…per carità.
Pole la donna essere uguale all’omo?!
Chi.Bo.

Fa compagnia ai miei giorni una mini-cagnetta di razza Jack Russel Terrier. Nel giardino accanto zampetta un simil lupacchiotto di pura razza bastarda. Essi sono molto amici. Si fanno visita nei rispettivi giardini e si rotolano e si mordicchiano e si danno le zampate e giocano molto. Ora le cose sono cambiate. E’ cominciata la breve stagione degli amori. Esso ulula appoggiato alla rete di recinzione, essa mugula guardando il portone d’ingresso inesorabilmente chiuso.
Il S. Valentino dei cagnetti…..
Mi fanno una gran tenerezza.
Tutto il resto è mercato. Non c’è tenerezza in tutto ciò che inventano per far comprare e comprare e comprare, i persuasori occulti fanno leva sui sentimenti per far soldi e vendere e vendere e vendere.
Ma dov’è l’amore? Che fine ha fatto?
E’ intrappolato in una data obbligata? Oppure nel non commerciabile pianto del cagnetto del giardino accanto?