Non era stato possibile concretizzare lo slogan RICOMINCIAMO A SOGNARE con il quale, lo scorso anno, la Fondazione Teatro di Pisa aveva provato a presentare la stagione teatrale: il Covid aveva imposto restrizioni severe e dopo alcuni tentativi, le porte del teatro Verdi si erano dovute richiudere.
Adesso, quasi come una dichiarazione di guerra contro questo virus che ha saputo spargere morte e paura in tutto il mondo, grazie alla nuova situazione venutasi a creare dopo la positiva campagna di vaccinazione, lo slogan con il quale è stata ufficialmente presentata la stagione 2021/22, RICOMINCIAMO, ci è sembrato un impegno forte e al contempo un invito a coloro che amano il teatro, a guardare con ritrovato ottimismo il futuro.
«Avevamo promesso al nostro affezionato pubblico una ripresa “alla grande” – ha esordito la Presidente del teatro di Pisa Patrizia Paoletti Tangheroni – e speriamo che sia proprio così. Lirica, Danza e Prosa, oltre alla consueta stagione di Concerti, costituiranno un’offerta varia e di qualità. Non mancheranno le sorprese tutte giocate sul sapiente equilibrio tra innovazione tecnologica e rispetto della tradizione».
«Ritorniamo all’Opera – ha detto il nuovo direttore artistico per la lirica Enrico Stinchelli – e lo facciamo sul serio, raddoppiando i titoli, ingaggiando 40 magnifiche voci, per lo più giovani talenti rivelati dalle audizioni di febbraio e soprattutto coinvolgendo la città di Pisa in un progetto originale che la vedrà protagonista assoluta delle tre opere di Verdi TRAVIATA, RIGOLETTO e TROVATORE. La drammaturgia verrà commentata dalle riprese in esterna di luoghi significativi ed evocativi della città: vedremo così le demi-mondaines parigine scendere dalla scalinata della Normale, Alfredo e Violetta passeggiare nell’oasi di San Rossore, gli armigeri del Trovatore sulle mura del Giardino Scotto, la Tempesta del Rigoletto sulle rive non più del Mincio ma dell’Arno. Un film-opera o un’opera film, se si vuole, dove Verdi e Pisa si ritrovano in un ideale, artistico connubio».
Ma la lirica pisana non si fermerà qui.
«A novembre – ha aggiunto Stinchelli – seguirà l’adattamento della Carmen di Bizet realizzato da Marius Constant, Jean-Claude Carrière e Peter Brook, LA TRAGÉDIE DE CARMEN, e in dicembre l’omaggio ad Astor Piazzolla nel 100° dalla nascita con MARÍA DE BUENOS AIRES. Nel 2022 altri tre titoli del grande repertorio: giunge nella nostra città la coproduzione del WERTHER di Jules Massenet per la regia di Stefano Vizioli, seguita da NAPOLI MILIONARIA, titolo del Progetto LTL Opera Studio che sarebbe dovuto andare in scena nel marzo 2020, e il GIULIO CESARE sulla musica di Georg Friedrich Händel nella nuova produzione del Teatro di Pisa».
Ce n’è davvero per tutti i gusti ma principalmente c’è la voglia di “restituire” con gioia ciò che la pandemia ha tolto nei lunghi mesi del lockdown. Valuteremo la qualità di ognuna delle proposte ma fin da ora non possiamo che rivolgere un sincero plauso a chi, coraggiosamente, ha scelto di non arrendersi e ha lavorato per costruire un programma ricco, articolato, stimolante.
«Se abbiamo atteso con speranza e molta pazienza la ripresa dell’attività teatrale nel mese di maggio, quando l’andamento della pandemia lo ha consentito, è con ancor maggiore trepidazione – sottolinea Silvano Patacca, direttore artistico per la prosa e la danza – che ci accingiamo oggi a presentare l’insieme delle attività della Fondazione Teatro di Pisa a partire dal mese di settembre quando ancora molte incertezze gravano sul futuro prossimo. Le Stagioni di Prosa e Danza 2021/22 hanno privilegiato, in primo luogo, la ripresa di quei titoli che non erano andati in scena a causa del Covid e quelli della mancata programmazione in conseguenza della falsa partenza dell’ottobre scorso. Non mancheranno, tuttavia, alcune interessanti novità, sempre in quell’equilibrio che ha caratterizzato le ultime stagioni».
Per la prosa, un cartellone di sette titoli, incentrato sulla contemporaneità ma che non disdegna i grandi classici. Un’articolazione che si rivolge a diversi pubblici, con l’intento sì di divertire, ma anche di far pensare, magari con leggerezza.
Aprirà la Stagione, la ripresa di PARENTI SERPENTI con Lello Arena e COSI’ PARLO’ BELLAVISTA con Geppy Gleijeses, Marisa Laurito, Benedetta Casillo, programmati nel marzo 2020 e annullati causa pandemia, per proseguire con altri due spettacoli calendarizzati nell’autunno 2020, senza essere potuti andare in scena: Eros Pagni in LA NOTTE DELL’INNOMINATO e DITEGLI SEMPRE DI SI’ con Gianfelice Imparato e Carolina Rosi. Tutti contemporanei gli altri titoli, a partire dal brillantissimo one man show di Paolo Conticini in LA PRIMA VOLTA, la potente testimonianza dei sopravvissuti ai campi di stermino, SE QUESTO E’ UN UOMO, di Primo Levi, interpretato da Valter Malosti, per concludere con la prima tappa di un Progetto triennale sulla teatralizzazione del poema dantesco, con testo di Mario Luzi, IL PURGATORIO, firmato da Federico Tiezzi.
Per la danza, anche quest’anno l’inaugurazione è fissata in dicembre e sarà affidata al Balletto di Toscana con una BAYADERE contemporanea a firma di Michele Di Stefano. A seguire nel 2022 il fiammante DON JUAN del coreografo svedese Johan Inger per la compagnia Aterballetto, seguito dalla nuova creazione di uno dei principali esponenti della danza contemporanea italiana, Virgilio Sieni, PARADISO. In aprile GRACES, divertente e gioiosa performance incentrata sull’espressione del corpo tipica di Silvia Gribaudi, qui insieme a tre danzatori, eBLU INFINITO, con l’eVolution Dance Theater, uno spettacolo multidisciplinare, per adulti e bambini, dall’indimenticabile impatto visivo. A conclusione un tributo di amore per Lindsay Kemp, KEMP DANCES ANCORA, con Daniela Maccari, David Haughton, Ivan Ristallo e James Vanzo.
“Tornano finalmente in presenza (sia pure con i posti contingentati) i Concerti della Normale. – commenta con soddisfazione il direttore artistico Carlo Boccadoro – Possiamo così riassaporare il piacere di ritrovarsi assieme in Teatro, di gustare il silenzio che avvolge la sala prima che la Musica abbia inizio, di poter commentare le esibizioni e le scelte di programma, di essere insomma partecipi di un’esperienza musicale comune. Come nostra consuetudine alterneremo la presenza di solisti celebrati a livello internazionale con artisti più giovani che si affacciano nel nostro cartellone per la prima volta, dando loro la possibilità di farsi ascoltare sul prestigioso palco del Teatro Verdi e nella Sala Azzurra della Scuola Normale».
Originalità, coraggio, determinazione sembrano essere stata le parole d’ordine che hanno guidato i referenti artistici e i responsabili del teatro verso questa presentazione di una stagione sulla carta ambiziosa ed allettante. Ancora pochi giorni e, se il diavolo non ci mette la coda, avremo la possibilità di immergerci nuovamente nella magica atmosfera del teatro, sederci su quelle poltroncine e regalarci il piacere di vivere “dal vivo” lo spettacolo gustandone i dettagli e ammirando la capacità dei protagonisti che, ogni volta, mettono in gioco la propria credibilità “senza rete”. Impagabile privilegio che abbiamo ancor più apprezzato nel momento che, causa virus, ci è stato così a lungo negato.
Cover of the vocal score of opera La Traviata by Giuseppe Verdi, 1853. Found in the collection of Museo Teatrale alla Scala. (Photo by Fine Art Images/Heritage Images/Getty Images)










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