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Il paradosso: governo forte sostenuto da partiti inesistenti

Il tempo stringe, perché Draghi rappresenta certamente una felice parentesi. Ma è pur sempre una anomalia. Nel migliore dei casi nemmeno tra due anni si andrà a votare e non si vede all’orizzonte come gli stessi partiti che sono in crisi possano portarcene fuori.

di Nicola Cariglia | 7 Settembre 2021

Ilvo Diamanti, su Repubblica, mentre infuriano le polemiche sull’obbligo delle vaccinazioni e sulla estensione del green pass, ci ha informato di come stanno le cose. Secondo quanto accertato da un sondaggio di Demos, otto  italiani su dieci sono favorevoli all’obbligo del vaccino e altrettanti al green pass. La rilevazione è importante perché ci offre due conferme. La prima è che non bisogna sopravvalutare e lasciarsi influenzare dalle manifestazioni contrarie ai vaccini ed al green pass inscenate da minoranze tanto chiassose quanto impotenti. La seconda è che viviamo un momento nel quale i partiti sono completamente isolati dagli elettori, dei quali non sanno cogliere i veri sentimenti. E se non lo fossero significherebbe che sono pavidi, che è anche peggio. Perché l’80% di favorevoli a vaccini e green pass, significa che lo sono in grandissima parte, anche gli elettori di partiti come la Lega, Cinque Stelle, Fratelli d’Italia, PD nei quali molti dirigenti di rilievo si ingegnano a seminare ostacoli lungo la strada dei vaccini e dei green pass.

Tutto ciò mette ancora più in risalto il paradosso della nostra democrazia: abbiamo un governo forte, ma partiti debolissimi. Tanto che proprio lo stato dei nostri partiti è la causa principale della crisi della nostra democrazia. Anche a non essere inclini al complottismo, viene davvero da pensare che essi siano stati scientificamente distrutti con l’operazione “mani pulite” che decapitò soltanto le forze che avevano governato per quasi mezzo secolo e che, dunque, annoveravano tra le loro file gran parte della classe dirigente del Paese. Rivangare sul passato sarà compito degli storici. Ma è compito della politica porre riparo al più presto a questa anomalia. Il punto di partenza irrinunciabile è noto: ovvero ripristinare la democrazia interna attraverso regole chiare e trasparenti che consentano il formarsi di classi dirigenti e la circolazione delle idee e delle proposte alle quali attingere se chiamati al governo o per farne utile termine di confronto se chiamati all’opposizione.

Il tempo stringe, perché Draghi rappresenta certamente una felice parentesi. Ma è pur sempre una anomalia. Nel migliore dei casi nemmeno tra due anni si andrà a votare e non si vede all’orizzonte come gli stessi partiti che sono in crisi possano portarcene fuori. O, quanto meno, ripristinare una corretta democrazia parlamentare, senza quegli strappi alla Costituzione che negli ultimi trenta anni sono stati compiuti e accettati in nome dello stato di necessità. La prospettiva, purtroppo, è che si ripeta ancora una volta il vecchio canovaccio: gigantismo del ruolo del presidente della repubblica e del governo e irrilevanza del parlamento. Aggiungiamoci che la riduzione del numero di deputati e senatori li porterà a serrare i ranghi per autoconservarsi e dunque non potremo contare nemmeno su un minimo di ricambio. E che ci sarà da realizzare gran parte degli investimenti previsti dal PNRR. In politica i miracoli possono avvenire. A volte.

Nicola Cariglia

Pubblicato in : Editoriale, Il punto del DirettoreTag: anni, classe dirigente, costituzione, crisi, democrazia, draghi, governo, lega, parlamento, pd, presidente della repubblica, repubblica

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. marzio siracusa

    9 Settembre 2021 alle 11:39

    Si è tremebondi a parlare delle responsabilità di Mattarella che tre anni fa indicendo le elezioni avrebbe liberato il Parlamento dai parvenu, mandando anche un bel monito all’Europa per abbandonare l’illusione di creare gli Stati Uniti Europei che non esisteranno mai perché concepiti sotto minaccia. Ma già, Mattarella instancabile saltella da una commemorazione all’altra, e questo ci ingessa bene.

    Rispondi

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