I suoi 150 anni non sembrano pesare al teatro Verdi di Pisa che nel corso di una conferenza stampa, ha presentato i programmi delle sue stagioni, lirica, prosa e danza.
Alla presenza del Presidente, Giuseppe Toscano, dell’Assessore alla Cultura del Comune di Pisa Andrea Ferrante, del direttore di Fondazione Toscana Spettacoli, Patrizia Coletta e dei direttori artistici delle tre sezioni è stato fatto il punto sulla stagione appena trascorsa sottolineando come, ancora una volta, il trend di presenze e gli introiti derivanti dalla biglietteria sono cresciuti a conferma del gradimenti del pubblico sulle proposte fatte. A riprova di ciò, il fatto che se al termine della scorsa stagione chiudeva con un passivo di €63.000, adesso chiude con un attivo di €18.000 grazie a una buona governance del teatro.
Un trend che è estremamente significativo e che nasce, come ha sottolineato il Presidente Toscano, da un’ottima capacità di lavoro di squadra da parte del personale del teatro e da una grande intesa sulle linee programmatiche legate alle singole stagioni che rispondono non solo a quegli che sono gli interessi del pubblico, ma che propongono novità e suggerimenti che vengono accolti con fiducia ed entusiasmo.
La nuova stagione, che coincide con il 150° della nascita del teatro, è in linea con quanto è stato fatto pur vedendo un cambio di vertice per la lirica: infatti Stefano Vizioli ha sostituito Marcello Lippi nella direzione artistica indicando in modo evidente la volontà di muoversi nel solco del passato in modo originale e autonomo per dare una propria chiave di lettura a questo sconfinato universo musicale nel quale è spesso difficile fare scelte capaci di lasciare il segno.
La stagione lirica 2017/18 si aprirà quindi il 24 settembre con un Concerto di Gala nel quale molti degli interpreti sono nati o cresciuti dentro questo teatro prima di spiccare in volo sui palcoscenici di tutto il mondo. A dirigere una pisanissima Orchestra Arché, protagonista di molte opere delle stagioni passate, Francesco Pasqualetti, pisano, un’enfant prodige della bacchetta, con un diploma in pianoforte e composizione preso nei conservatori di Lucca e Firenze, ed un perfezionamento in direzione d’orchestra alla Royal Academy of Music di Londra con Sir Colin Davis, all’Accademia Musicale Chigiana di Siena con Gianluigi Gelmetti e alla Accademia Musicale di Stresa con Gianandrea Noseda.
A ottobre un’opera ingiustamente poco rappresentata di Gaetano Doninzetti, Pia De’ Tolomei, per la prima volta a Pisa con Christopher Franklin a dirigere l’Orchestra della Toscana alla quale fa seguito, a novembre, un’opera molto più famosa di Giuseppe Verdi, Il Trovatore, nell’allestimento del teatro di Trieste.
A dicembre, un’altra “chicca”: Il Girello del compositore pistoiese Jacopo Melani su libretto di Filippo Acciaiuoli, uno dei titoli più rappresentati della seconda metà del ‘600. L’opera rivive grazie ad un’operazione storicamente informata in un nuovo allestimento firmato dalla Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli per la regia di Eugenio Monti Colla e dall’Orchestra Auser Musici, con la direzione di Carlo Ipata, ensemble che dal 1997 approfondisce e propone con entusiasmo il mosaico musicale che fu nell’Europa del XVI e XVII secolo.
Dal XVII al XIX secolo con L’Iris di Mascagni, in programma in gennaio, in un nuovo allestimento decisamente interessante proposto da Kansai Niki Kai Opera Osaka che produce quest’opera in collaborazione con Livorno, Pisa e Lucca. Spogliata in gran parte dagli orpelli del decadentismo, affida alla musica il compito di guidarci in questa storia “cupa e affascinante, soffocante e sensuale, piena di umori malati e immersa in un profumo di decadenza”.
A febbraio, una delle più difficili opere pucciniane, La Fanciulla del West: opera della svolta come è stata definita, è quella che più divide il pubblico dei melomani. Una coproduzione di moltissimi teatri ( Teatro del Giglio di Lucca, Teatro Lirico di Cagliari, Opera Carolina, New York City Opera, Teatro Alighieri di Ravenna, Teatro Pavarotti di Modena, Teatro Verdi di Pisa, Teatro Goldoni di Livorno), vedrà il Maestro James Meena dirigere l’Orchestra della Toscana, mentre regia, scene e costumi sono di Ivan Stefanutti.
La stagione lirica si concluderà a marzo (salvo sorprese ventilate di un’ulteriore opera che si potrebbe aggiungere) con un classico dell’opera buffa rossiniana, L’Italiana in Algeri, omaggio al Maestro pesarese scomparso 150 anni fa. Vero caposaldo della produzione rossiniana, questa coproduzione tra i teatri di Pisa e Trieste vedrà firmare le scene e i costumi da uno dei massimi artisti contemporanei, Ugo Nespolo; a dirigere l’Orchestra Arché il Maestro Francesco Pasqualetti, mentre la regia è di Stefano Vizioli.
Dalla lirica alla prosa: saldo al “posto di comando” in qualità di direttore artistico è Silvano Patacca, veterano della vita di questo teatro eppure capace di rinnovarsi ogni volta alla ricerca di un miglior rapporto con il pubblico che lo ripaga meritatamente con una crescita di biglietti ed abbonamenti anche per la prosa.
Una proposta come sempre articolata, mai banale che raccoglie gli echi dei disagi della società e li reinterpreta attraverso i classici e le nuove proposte. Prezioso il contributo di Fondazione Toscana Spettacolo capace di veicolare compagnie e spettacoli di qualità con oneri ridotti per i teatri a tutto vantaggio dei bilanci che, per verità, al Verdi di Pisa sono in attivo nonostante le incertezze ministeriali e i tagli governativi.
Nove spettacoli che partono con ottobre: inaugura Medea per la regia di Luca Ronconi nella ripresa di Daniele Salvo. Segue, a novembre, l’Avaro di Moliere, adattamento e regia di Ugo Chiti con Alessandro Benvenuti.
A dicembre una commedia amara e pungente, Nudi e crudi, una storia di Alan Bennett tradotta ed adattata da Edoardo Erba con Maria Amelia Monti e Palo Calabresi.
Gennaio porta una grande interpretazione di Alessandro Haber in una commedia che affronta una delle malattie più crudeli per l’uomo: l’Alzheimer. Il Padre, di Florian Zeller per la regia di Piero Maccarinelli, vede a fianco di Haber Lucrezia Lante Della Rovere.
Il giorno della memoria, 25 gennaio, sarà ricordato con una piece teatrale che ricorda uomini e fatti nella Toscana del ’43. Il Silenzio degli eroi semplici, testo musica e regia di Piero Nissim narra di Giorgio Nissim, padre di Pietro, Don Arturo Paolo e di Gino Bartali e del loro sforzo di salvare centinaia di perseguitati dal nazifascismo.
Altro appuntamento di rilievo, sempre a gennaio, con Pippo Delbono e con il suo Vangelo, musiche per orchestra e coro di Enzo Avitabile. Immagini di luoghi e persone che la Compagnia di Delbono e del teatro Nazionale Croato di Zagabria sanno tramutare in emozioni profonde e altrettanto profondi interrogativi.
Claudio Bisio sarà il mattatore di Father and Son di Michele Serra per la regia di Giorgio Gallione, in programma nel mese di febbraio. Radiografia senza pudori del rapporto padre/figlio con un linguaggio in continua oscillazione tra l’ironico e il doloroso, tra il comico e il tragico, questa commedia presenta un testo di grande forza motiva comica ed etica allo stesso tempo.
Non poteva mancare Eduardo De Filippo: dopo il successissimo di Non ti pago, la Compagnia di Luca De Filippo, orfana del suo fondatore, propone un altro grande classico di Eduardo, Questi fantasmi per la regia di Marco Tullio Giordana.
L’ultimo spettacolo in programma a marzo è dedicato a Rosalind Franklin e alla scoperta della struttura del DNA. Rosalind Franklin il segreto della vita di Anna Ziegler per la regia di Filippo Dini è un doveroso omaggio alla donna e alla scienziata i cui meriti furono ingiustamente misconosciuti. I suoi ultimi anni di vita della scienziata sono raccontati con garbo e sensibilità pur mantenendo un rigore accademico.
Come ha sottolineato Silvano Patacca, direttore artistico, anche per la danza la sinergia con Fondazione Toscana Spettacolo è stata strategica per creare i presupposti di una stagione di qualità con un contenimento significativo dei costi. È stata proprio la direttrice di FTS, Patrizia Coletta, ad illustrarla evidenziando come anche in questo caso si è scelto di creare un mix che non solo possa coinvolgere un maggior numero di appassionati della coreutica ma che mostri i possibili linguaggi attraverso i quali essa racconta le sue storie e le sue emozioni favorendo quella apertura verso strumenti meno conosciuti ma non per questo meno significativi.
Inaugurazione il 21 dicembre con un classico come Lo schiaccianoci in una versione ricca di trucchi scenografici, scene e trasformazioni dal respiro regale.
A gennaio concerto spettacolo multidisciplinare con Offline in tempo reale coreografie di Michele Merola, musiche e testi Africa Unite rielaborazione per quintetto d’archi Marco Robino.
A febbraio un titolo brevissimo ed enigmatico Von per un balletto che richiama ad un altrove non definito da un’idea di Daniele Albanese che è diventata, per sua mano, testo e realizzazione su musiche originali di Lorenzo Donadei e Luca Nasciuti.
Sempre a febbraio, un doveroso omaggio a Gioacchino Rossini in occasione del 150 dalla morte: Rossini Ouvertures con la coreografia e la regia di Mauro Astolfi.
Nella chiesa di Sant’Andrea, anziché al teatro, a marzo Serata Explo dedicata ai giovani coreografi: FTS insieme al network Anticorpi XL propone tre giovani artisti e i loro lavori.
Ancora a marzo, un classico con la coreografia di Virgilio Sieni: Petruska in una nuova creazione che si sviluppa intorno alla relazione tra marionetta e tragedia, gioco e archeologia.
Serata finale in aprile con ImPerfect Dancer Company, compagnia residente del teatro Verdi di Pisa: Walter Matteini e Ina Broeckx presentano Empty Floor nel quale, come indica il coreografo Matteini, «Il processo creativo non seguirà una storia, bensì sarà guidato dalla sensazione di vuoto e di caduta».
Da segnalare la significativa stagione dei Concerti della Normale, giunta alla sua 51° edizione con un cambio di direzione artistica che passa al M°Carlo Boccadoro, annoverato fra i più noti compositori italiani contemporanei. Autore di musica sinfonica e cameristica, scrive musica per il teatro e per la danza collaborando regolarmente con Moni Ovadia. Affianca all’attività di musicista anche quella di scrittore musicologo e sue opere sono state pubblicate da EDT, Garzanti, Marcos y Marcos e Longanesi.
Stefano Mecenate








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