
Non credo di essere l’unico della mia generazione che, in anni giovanili, non avrebbe mai lontanamente potuto concepire di ritrovarsi, in età matura, in un mondo furioso come questo.
Anzi, eravamo imbevuti di una fiducia abbastanza cieca in un ineluttabile processo di miglioramento.
Le cosiddette magnifiche sorti e progressive.
La caduta del muro di Berlino e la liberazione di Mandela ci parvero, del resto, confermare l’aspettativa.
È andata molto diversamente.
Tutti i peggiori fantasmi del 900 si sono rimanifestati e vanno lugubremente a braccetto con quelli (in parte nuovi, nella loro belluina ferocia primordiale) del nichilismo fondamentalista.
E, alle volte, mi pare di stare ripercorrendo la vita dei miei genitori, che furono bambini sotto i bombardamenti di “Pippo”. Ma all’incontrario.
Stefano Pillitteri

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