• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Piovono soldi

Scattano con il primo giugno gli aiuti europei. Invece di continuare a discutere a vuoto il Governo deve mettere a punto i piani per il loro utilizzo. È l’ultima occasione per riportare il Paese sulla giusta strada ma non sarà facile vista la qualità della nostra classe politica.

di Giancarlo Magni | 4 Giugno 2020

Qualche settimana fa nessuno ci avrebbe scommesso un euro. Invece la tanto criticata, soprattutto dai nostri sovranisti in cerca d’autore, Comunità Europea ha messo complessivamente a punto un piano di interventi, per la ripresa post-pandemia, da lasciare di stucco. L’elenco delle misure adottate o annunciate è imponente:

  • Sospensione del Patto di Stabilità;
  • Sospensione della disciplina sugli aiuti di Stato;
  • Possibilità di usare i fondi strutturali non spesi (per l’Italia 20 miliardi);
  • MES per la sanità (per noi 36 miliardi);
  • SURE per combattere la disoccupazione (per noi 20 miliardi);
  • BEI per aiuti alle PMI (per noi 20 miliardi);
  • BCE per acquisto titoli di stato (per noi 220 miliardi)
  • Next Generation EU (il nome del Recovery Fund) per noi 172 miliardi di cui 82 a fondo perduto e 90 come prestiti da erogarsi nell’arco di quattro anni..

Una potenza di fuoco mai vista che rappresenta una svolta molto importante. Primo perché i prestiti e gli aiuti hanno praticamente la sola condizionalità della destinazione, il MES per la sanità, il SURE per la disoccupazione e così via, e poi perché la misura più importante, il Next Generation EU, ha, al di là delle somme che mette a disposizione dei vari Paesi, un forte significato politico per quanto attiene al futuro dell’Unione. È infatti la prima volta che l’Europa emette debito comune praticamente raddoppiando il suo bilancio. La cosa davvero importante poi è che l’aumento del bilancio non avviene attraverso un aumento dei contributi dei singoli paesi membri ma attraverso l’introduzione e il rafforzamento di alcune tasse a livello europeo. Stiamo assistendo insomma al primo passo verso l’unione fiscale, il che rappresenta una significativa cessione di sovranità alla Comunità da parte di ogni paese membro.

Una cosa che non può non riempire di gioia tutti i sinceri europeisti.

Naturalmente, come in tutti gli accadimenti umani ma in modo particolare per quelli di natura economica, vale il principio che “nessun pasto è gratis”. E il prezzo che si deve pagare, dal nostro punto di vista però non è un prezzo ma un’opportunità, è che i fondi messi a disposizione sono vincolati nel loro utilizzo. Possono cioè essere usati solo per gli scopi per cui sono dati e sono anche legati a precisi piani di riforme che la Comunità deve approvare pena il taglio delle successive rate di aiuti. La cosa, c’è da scommetterci, farà scattare sulla sedia, quando la capiranno, tanta parte della nostra classe politica. I grillini infatti, ma non solo loro a dire il vero, hanno già cominciato a dire che il governo userà i soldi per tagliare le tasse. La cosa è una pura e semplice bestialità. Non perché non ci sia bisogno di un taglio fiscale ma perché i soldi europei non possono essere usati per quel fine. Che poi anche se si potessero usare, usarli per tagliare le tasse sarebbe ugualmente sbagliato perché tagli strutturali non possono essere fatti con misure di finanziamento temporanee per la ragione molto semplice che quando finiscono i finanziamenti quel taglio fiscale andrebbe finanziato a debito.

Comunque, se il Next Generation EU non verrà stravolto sarà per l’Italia una grande carta da giocare, forse l’ultima, per rimettere il nostro paese sulla giusta strada. A due condizioni, che i soldi vengano spesi bene, non per la spesa corrente ma per gli investimenti, e che si faccia subito un piano di stabilizzazione della finanza pubblica per evitare che l’aumento dello spread vanifichi i fondi ricevuti. Meglio addirittura sarebbe, per l’Italia, se l’Europa, una volta decisi gli aiuti, facesse rientrare in vigore il Patto di Stabilità.  Per la nostra classe politica avere un vincolo esterno alla spesa sarebbe forse l’unico modo per evitare la tentazione, largamente applicata ad esempio nel decreto Rilancio, di finanziare tutto e il contrario di tutto rinunciando ad investire sulle priorità, infrastrutture, scuola, sanità e ricerca, che sono indispensabili per la ripresa economica del Paese.

Giancarlo Magni   (soloriformisti.it)

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, bce, classe politica, comunità europea, disposizione, euro, futuro, governo, misure, natura, punto di vista, riforme, sanità, scuola, soldi, tagli, tasse

Info Giancarlo Magni

Giancarlo Magni, giornalista professionista, ha seguito per anni, a Roma, la vita politico-parlamentare. Ha lavorato nella carta stampata, nelle radio e nelle TV. Ha collaborato con la Nuova Eri e con il RadioCorriere. In Rai, e’ stato prima alla redazione del TGR della Liguria e poi al TGR della Toscana, dove ha ricoperto la carica di Vice Capo Redattore. Attualmente è VicePresidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Regione Toscana. Fa parte del Comitato Direttivo della Fondazione “F. Turati”, una Onlus che opera in Toscana, Lazio e Puglia e che gestisce Centri di Riabilitazione, Rsa, Centri per disabili e strutture per persone in stato vegetativo permanente e per malati di Alzheimer.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Gian Franco Orsini

    4 Giugno 2020 alle 22:08

    Nella attuale Ue i paesi sovranisti sono la Germania e la Francia che con il trattato di Aquisgrana si sono allontanati dalla costruzione di una federazione europea. Se questi due paesi volessero veramente costruire una federazione o confederazione dovrebbero proporre la messa in comune dei debiti dei singoli stati nazionali, come hanno fatto gli USA quando hanno fondato gli Stati Uniti del Nord America. L’attuale Ue è solo un caocervo di stati che solo una parte di essi ha una moneta comune e tutti gli altri ha dei trattati che regolano gli accordi commerciali e la libera circolazione della mamo d’opera. L’Ue manca di una costituzione e di una vera banca centrale come hanno ad es. gli USA. E’ molto dubbio che nella prossima riunione dei copi di stato e di governo della Ue il RicoverY Fund venga approvato nella forma auspicata dal nostro governo. Sarebbe necessario domandare al popolo greco che cosa ne pensa del MES, perchè questo popolo l’ha sperimentato sulla propria pelle. L’economia non è una scienza esatta e non è sufficiente descrivere con accattivanti parole una situazione perchè il “bene descritto” si realizzi. L’Euro, moneta a cambio fisso, come è attualmente, è una moneta troppo forte per l’Italia e troppo debole per la Germania. Così è dal 1992, data del trattato di Maastricht, che la Germania si arricchisce e l’Italia si impoverisce. Una qualche ragione ci deve essere.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti