In condizioni normali, un vero Stato di diritto sì finanzia tassando i
soggetti che ha giá reso produttivi: lavoratori, imprenditori, professionisti e
proprietari. Come una buona automobile, custodisce il mondo della finanza da
carburante di riserva o ruota di scorta.
E in casi eccezionali, come una guerra o una pandemia, quando non ha da imporre
tributi ai contribuenti che invece deve soccorrere, la “pompa
tributaria” dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) succhiare ricchezza di
riserva dalle banche per garantire ai cittadini continuità di servizio e di
servizi.
Ma se lo Stato, avendo ceduto la sovranità monetaria, non ha più la riserva di
carburante finanziario, né il potere autonomo di prelevare e spendere quel
denaro pubblico, oggi stampato da banche private con piena discrezionalità di
prestarlo o negarlo, non c’è governo democratico, che al guinzaglio dei
“filantropi” del mondo finanziario, alla lunga non si riduca ad una
tragica ingovernabile caricatura.
Franco Luceri

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