
A risvegliare nuovamente l’interesse per la vicenda questa volta è Pietro Trapassi, siciliano d’origine, autore di romanzi e poeta, il quale con la notazione “Romanzo di Cappa e Spada” sotto il titolo principale del corposo libro ci avverte subito del genere letterario a cui attinge e con il quale si esprime. Quindi non c’è d’aspettarsi un andamento rapido degli avvenimenti, come nei romanzetti giovanili che si pubblicano in continuazione perché di moda. L’andamento è piano, misurato, per far immedesimare il lettore nel tempo storico in cui si svolge, alla fine del Risorgimento siciliano, nel quale il trascorrere degli avvenimenti si misuravano con l’andatura dei cavalli e delle carrozze, con il passaggio lieve delle stagioni. Nel romanzo, inoltre, la natura accompagna le vicende degli uomini per tutto il tragitto della loro vita, come un tempo accadeva. Nonostante la vicenda sia conosciuta nella sua tragica conclusione l’Autore ci tiene in apprensione con la sapiente successione di eventi per tutte le pagine infino all’ultima romantica e atrocemente sanguinaria. Altro pregio di non poco conto è la descrizione degli ambienti nobiliari e di come viene rappresentata la vita del tempo con la forte divisione di caste, con lo splendore da una parte della vita dei blasonati, sempre più tesi alla glorificazione e ingrandimento del proprio casato, come la vicenda di Laura fa testo, data in sposa giovanissima, sembra quattordicenne, ad un vecchio non amato e la povera gente al servizio dei signori lasciata morire di fame.
Ma il romanzo ha un altro merito non certo secondario, quello di riportarci all’attualità del femminicidio (pessimo neologismo) e delle spose bambine contro la loro volontà. Pietro Trapassi ha dunque unito alla piacevole narrazione anche un elemento sociale che deve farci riflettere.
Guglielmo Adilardi
Biografia di Pietro Trapassi , nasce a Palermo , nel febbraio 1939. Si trasferisce in provincia di Firenze ed è qui che riesce a coronare il suo sogno di scrittore, sin dagli studi classici. Esordisce nel 2003 con Il gelso, cui seguirà nel 2008 , I ragazzi del rione Zaccaneddri . Nel 2013 pubblica Caino vive a Palermo, il commovente romanzo nel quale racconta del fratello Mario ucciso dalla mafia con il giudice Chinnici che ottiene una menzione d’onore al premio Firenze – Europa “Mario Conti”. Con Laura Lanza. La Baronessa di Carini riporta alla luce una tragedia antica, ma sempre attuale nella nostra società: il femminicidio e “le spose bambine”.

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