«Penso sia coraggioso inaugurare l’80° Maggio Musicale con il Concerto per percussioni di Cerha e quello per violino di Schönberg, eseguiti da due splendidi giovani artisti, rispettivamente Simone Rubino e Michael Barenboim». Così ha dichiarato l’ottantunenne Zubin Mehta («ho un anno più del Festival!», ha aggiunto scherzando) in conferenza stampa, parlando dell’appuntamento inaugurale di questa edizione n. 80 del più antico festival italiano, che si terrà all’ODF lunedì 24 aprile (ore 18). Oltre all’interessante prima italiana di Friedrich Cerha e al Concerto per violino del compositore austriaco, il programma si completa con la suite n. 2 Daphins e Chloé di Ravel. «In Israele il giovane Barenboim» ha continuato il direttore indiano «ha avuto un tale successo che il pubblico ha applaudito alla fine del primo tempo, mentre per quanto riguarda Simone Rubino posso dire che si tratta di un eccezionale interprete, che dovrà correre da una parte all’altra della fossa orchestrale, piena di strumenti a percussione. Sarà molto spettacolare». Il grande Zubin Mehta, al suo ultimo “mandato” a Firenze dopo 32 anni di straordinaria collaborazione con l’Orchestra del Maggio, sarà tuttavia presente nei prossimi due anni con alcuni cicli dedicati a Brahms, Caikovskij e Stravinskij.
Il coordinatore artistico Pierangelo Conte ha sottolineato l’importanza del «dialogo fra classico e contemporaneo in questo Festival, presente non solo nella serata inaugurale, ma anche in un altro concerto diretto da Mehta (13 maggio), con la partecipazione dello strepitoso mandolinista Avi Avital, impegnato tra brani di Vivaldi e del contemporaneo Avner Dorman; ai due pezzi si affianca la Quarta di Bruckner. Oltre a questo possiamo ricordare il concerto diretto da Kristjan Järvi (25 maggio), dove Stefano Bollani eseguirà in prima assoluta il suo Concerto azzurro per pianoforte e orchestra e quello con David Robertson sul podio (28 maggio), alle prese con Syntax di Ivan Fedele e la Prima sinfonia di Mahler».
Da citare anche l’altro concerto con Mehta sul podio (10 maggio, musiche di Dvorak, Schönberg e Bruckner), a seguire quelli con Karl-Heinz Steffens (18 maggio), Thierry Fischer (21 maggio), l’Ensemble Intercontemporain (con un omaggio a Boulez, 26 maggio), Marco Angius (31 maggio) ed infine, nell’extra festival, Gustavo Dudamel con i Berliner Philharmoniker, nella loro unica esibizione in Italia nel 2017 (26 giugno).
Per quanto riguarda le opere, si parte con Idomeneo di Mozart (26 aprile alle 20,00, repliche 30 aprile, 3 e 6 maggio), che va in scena al teatro Manzoni di Pistoia, Capitale Italiana della Cultura 2017. A dirigere orchestra e coro del Maggio Gianluca Capuano, mentre la regia è affidata a Damiano Michieletto, colui che ha fatto discutere non poco il pubblico fiorentino con la sua recente messinscena del Flauto magico. L’altra opera in programma è Don Carlo di Verdi (5 maggio in diretta su Rai 5, repliche l’8, l’11 e il 14), proposta nella versione in quattro atti, in un allestimento già realizzato con successo a Bilbao e con la regia di Giancarlo Del Monaco. Sul podio ritroviamo l’infaticabile Mehta, mentre il ruolo del protagonista è interpretato da Roberto Aronica, che sostituisce l’indisposto Fabio Sartori. Il programma comprende, infine, l’opera da camera L’histoire du soldat di Stravinskij (24, 27, 28 e 29 maggio al Goldoni), che, come ha evidenziato Pierangelo Conte, «si presenta come un’ampia riflessione sullo scottante e purtroppo sempre attuale tema della guerra, che in questa messinscena si traduce in una forma particolare di spettacolo, nel quale si fondono musica, prosa e coreografia». La regia è di Alessandro Talevi e la direzione orchestrale di Alpesh Chauhan.
Si ricordano, infine, svariate iniziative che ruotano intorno al Maggio, dai Concerti nei Musei (il primo il 27 aprile al Museo degli Innocenti, ore 18, gli altri a Casa Martelli, allo Stibbert e al Museo del Novecento) alle Passeggiate musicali curate da Gabriele Giacomelli con i suoi “Itinerari organistici”, dal Convegno di studi su Don Carlo (5 e 6 maggio) a Maggio cinema, con il ciclo “Le fiamme del peccato”, curato da Gabriele Rizza per quattro incontri presso il Cinema La Compagnia.
Per ulteriori informazioni si veda www.operadifirenze.it

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