La farsa della manifestazione di Piazza Navona contro i provvedimenti del governo Berlusconi in materia di sicurezza e giustizia si sviluppa secondo il canovaccio tipico della commedia all’italiana, della quale contiene gli ingredienti ed i protagonisti tipici.
Ci sono la furbizia ribalda e vile di personaggi alla Umberto Eco, Furio Colombo, Lidia Ravera che dopo aver blandito la folla, solleticandone i peggiori istinti, fingono sorpresa per il tono delle invettive della piazza, non appena avvertono il vento contrario levatosi ad opera della stampa solitamente amica e dei principali esponenti del maggior partito di opposizione.
C’è il capopolo alla Di Pietro, opportunista spregiudicato e spaccone, che guida per ora il suo improbabile esercito, ma del quale si comincia ad avvertire la china discendente verso la fine ingloriosa: si può indovinare che sarà trafitto proprio da chi lo ha maggiormente assecondato o servito. Significativo, al riguardo l’atteggiamento di Walter Veltroni: il segretario del PD fa lo scandalizzato dopo averlo corteggiato per assicurarsi proprio quell’ elettorato nel nome del quale l’ex Commissario ed ex PM aveva indetto la manifestazione di Piazza Navona.
Non mancano gli aspetti pruriginosi propri di tantissime pellicole che sbancavano i botteghini negli anni sessanta, settanta e ottanta. E su questo aspetto merita di spendere qualche parola. Sabina Guzzanti ha dato di fuori con le sue scollacciate allusioni su Mara Carfagna per almeno due motivi.
Il primo è che semplicemente nessuno ha il diritto di infangare chicchessia. Punto.
Il secondo, politicamente più forte, è collegato anch’esso all’italico vizio della furbizia, della viltà e delle colpevole omissioni. Può essere che Mara Carfagna sia diventata ministro perché stimata o nelle grazie di Silvio Berlusconi. Dov’è la notizia?
Davvero la Guzzanti e le altre migliaia di convenuti in Piazza Navona non si erano mai accorti che tutto ciò, in Italia, avviene per legge? Che non esiste più il voto di preferenza, per cui non soltanto i ministri ma anche tutti i 930 parlamentari della repubblica sono nominati, a destra, sinistra e centro, da una ristrettissima oligarchia?
L’interesse a questo scippo abusivo di sovranità popolare è bipartisan. Giornali, radio e televisione si sono dimenticati di informare il popolo italiano che la legge elettorale ammazza-preferenze, approvata dal centro-destra nel 2005 è stata copiata con la carta carbone da quella approvata un anno prima dal consiglio regionale della Toscana. E che in Toscana la maggioranza di centro-sinistra ottenne il voto favorevole di Forza Italia e AN concedendo loro l’aumento del numero dei consiglieri da 50 a 65. Per l’abolizione di quella legge si batte da allora Pensalibero che ha il merito, quanto meno di aver diffuso la “notizia” a livello nazionale; mentre il Gruppo dei Centouno ha promosso un referendum abrogativo che si scontra contro ostacoli, silenzi e colpi bassi di ogni genere.
Ecco: chi si scandalizza perché ci sono non solo donne ma soprattutto uomini che “fanno carriera” non per merito ma per essersi guadagnata la benevolenza del capo, è semplicemente un ipocrita se non ha mosso un dito contro le “leggi vergogna” in materia elettorale.
Nicola Cariglia

Aggiungiamo pure al gruppo tutti quei giudici che sentono odore di costituzione dappertutto (agitando la lancia della procedura d’ufficio),ma non quando si tratti di leggi elettorali liberticide e di caratterizzazione oligarchica. Non è strano simile comportamento ?