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Perché serve una svolta immediata nella politica sanitaria

Si possono immaginare misure correttive, ad esempio rimodulare i ticket in base agli scaglioni di  reddito (ed introdurre alcuni aumenti per non penalizzare i medici che svolgono attività di libera professione nel sistema sanitario pubblici, ma andare avanti così non si può. 
A meno che più o meno consapevolmente si intenda smantellare il servizio sanitario nazionale

di Marco Mayer | 26 Maggio 2023

Dispiace sempre (e molto) criticare la propria “Casa Madre” . Ma la Regione Toscana – l’ istituzione  in cui nei mie anni giovanili mi sono formato sul piano amministrativo e politico  sia In Consiglio Regionale che in Giunta Regionale – questa volta se lo merita.

Ecco perché.Nel febbraio scorso ho prenotato una visita specialistica per il 29 maggio in preparazione di. Intervento chirurgico di routine 

Ieri – dovendo spostare la data – ho chiamato il CUP. Sono rimasto sbalordito quando ho scoperto che l’ appuntamento  era il 29/5/2024 e non nel 2023 come avevo erroneamente immaginato. 

L’ errore materiale è  stato mio, ma non avevo controllato l’anno  perché per me era inconcepibile l’idea che l’ attesa  fosse talmente lunga da arrivare al maggio 2024.

Quando l’ ho scoperto ho chiesto se c’ era un modo di accelerare. Non è stato difficile rimediare. Ho prenotato  telefonicamente per il prossimo 19 giugno  nello stesso  ambulatorio pubblico, con le stesse strumentazioni diagnostiche,  gli stessi medici e gli stessi servizi. 

L’ unica differenza è il prezzo. La stessa visita tramite il SSN costa 38 euro con una attesa di 15 mesi e con  la procedura accelerarata intra moenia 161 euro con una attesa di solo 3 settimane.

Questa differenza è Inaccettabile.  In un servizio sanitario nazionale pubblico che si  rispetti si può aspettare 2 o 3 mesi, ma non e’ ammissibile un anno o addirittura 15 mesi di attesa. 

Cosa è successo? Quella che sembrava una buona idea del Ministro della Sanità Rosy Bindi  (libera professione svolta in modalità intra moenia) si é trasformata in boomerang.

Nel corso degli anni in quasi tutte le Regioni italiane  con l’ aumento delle prestazioni professionali mediche all’ interno degli ospedali e degli ambulatori pubblici si sono notevolmente allungati i tempi delle liste di attesa. L’ intra moenia ha avuto un effetto collaterale imprevisto e molto negativo.Al comma 13 dell’articolo 3 della legge 124 del 1998 erano riportati i termini in tempi di massimi relativi alle visite con ticket. Nel caso in cui non vengano rispettati tali tempi, ll SSN  sanitario aveva  comunque il dovere di fornire intramoenia la stessa prestazione, ma al prezzo del ticket.
Non so come questo principio sia applicato nelle diverse Regioni  compresa la Toscana, ma è evidente che qualcosa non funziona. 
Non si tratta di penalizzare i medici  specialisti che svolgono la professione all’ interno del sistema  pubblico e si devono trovare forme di compensazione. 
Ma essenziale a partire dal livello nazionale  ridurre una distanza (da 38 euro a 161 euro) che sancisce una divisione profondamente ingiusta tra cittadini di serie A e cittadini di serie B, che solleva anche delicati risvolti costituzionali e che incrina le badi stesse del Servizio Sanitario Pubblico.
Si possono immaginare misure correttive, ad esempio rimodulare i ticket in base agli scaglioni di  reddito (ed introdurre alcuni aumenti per non penalizzare i medici che svolgono attività di libera professione nel sistema sanitario pubblici, ma andare avanti così non si può. 
A meno che più o meno consapevolmente si intenda smantellare il servizio sanitario nazionale che  in Toscana, Veneto e in altre Regioni  ha alle spalle un’ esperienza storica positiva che ricordo molto bene   La lunghezza drlle liste di attesa costituisce  un significativo campanello d’ allarme. Fermare il declino della sanita’ pubblica  e tutelare  il diritto alla salute come diritto universale e’ un preciso dovere di tutta la politica. Servirebbe una reazione immediata a livello nazionale e regionale  per  rischiare che la crisi arrivi ad un punto di non ritorno.

Marco Mayer

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, bindi, crisi, euro, medici, misure, regione toscana, rosy bindi, sanità, servizio sanitario, toscana

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Luciano

    26 Maggio 2023 alle 14:01

    Nessuno vuol pagare di più per i ticket. Risorse andrebbero trovate rimodulando il peso di pensioni assistenza sanità non aggiungendo altra spesa inevitabilmente a debito perché la logica prevalente a dx, centro e sx è ridurre le tasse e quindi le entrate pubbliche. Ma la sanità universale e gratuita sta tracolla di ovunque per invecchiamento crescente. Razionalizzare la spesa e creare un virtuoso rapporto pubblico privato

    Rispondi

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