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PERCHÉ LA EX BERTONE È DIVERSA DA MIRAFIORI?

Alla ex Bertone, la Fiom ha la maggioranza assoluta fra gli iscritti al sindacato. Un suo no all’accordo avrebbe voluto dire addio al progetto di rilancio dello stabilimento. di Fabiano Schivardi

di Redazione Pensalibero.it | 9 Maggio 2011

Perché i delegati Fiom hanno invitato i lavoratori a votare sì al referendum alla ex Bertone sull’accordo proposto dalla Fiat, dopo aver alzato barricate in situazioni simili a Pomigliano e Mirafiori? La ragione è semplice. Alla ex Bertone, la Fiom ha la maggioranza assoluta fra gli iscritti al sindacato. Un suo no all’accordo avrebbe voluto dire addio al progetto di rilancio dello stabilimento. In quel sito produttivo era impossibile scindere le questioni di principio dal destino dei lavoratori. In queste condizioni, è emersa una forte maggioranza di sì all’accordo. A Pomigliano e Mirafiori la Fiom poteva permettersi di ergersi a paladina dei diritti negati senza doversi assumere le conseguenze di questa scelta. L’accordo poteva essere fatto anche senza il suo consenso, come è regolarmente avvenuto. È una strategia che politicamente paga, come ha dimostrato l’analisi del voto del referendum a Mirafiori che abbiamo pubblicato su questo sito. Ma che si regge unicamente su un sistema di rappresentanza che incentiva la differenziazione fra le sigle sindacali e la politicizzazione del dibattito. Messi di fronte alla piena responsabilità delle proprie scelte, in quanto sindacato di maggioranza, anche la sigla più intransigente ha scelto di firmare. L’esperienza di Germania e degli Stati Uniti, paesi per altri aspetti diversissimi fra loro, insegna la stessa cosa: la presenza di interlocutore unico (in quei paesi c’è un solo sindacato in fabbrica) ha contribuito a gestire in modo efficiente i processi di ristrutturazione.
Questo episodio testimonia una volta di più la necessità di riformare il sistema di rappresentanza. Chiaramente, non è possibile istituire un sindacato unico per legge. Ma è possibile adottare regole che disincentivino la frammentazione e favoriscano la contrattazione decentrata. Si aumenterebbe la forza contrattuale dei rappresentanti dei lavoratori e si renderebbero più lineari i processi di negoziazione con l’azienda. È tempo di mettere mano alle varie proposte che giacciono in Parlamento.

Fabiano Schivardi (La voceinfo)

Pubblicato in : Primo piano

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