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Perché essere grati a Dolce e Gabbana

di Oscar Giannino | 29 Luglio 2013

La lotta contro un fisco che attribuisce a sé poteri illegali in ogni altro ordinamento liberale ha bisogno di proteste esplicite. E di eroi, tanto meglio se noti e conosciuti come Dolce e Gabbana.

dolcegabbanaSi deve gratitudine, a Domenico Dolce e Stefano Gabbana. Non solo per quello che fanno genialmente da tanti anni, nella moda. Si deve loro gratitudine proprio per l’eclatante durezza con cui hanno protestato, quando l’assessore milanese D’Alfonso ha affermato che Milano non doveva dar loro spazio, perché evasori. Le due pagine che Dolce e Gabbana hanno pagato sui giornali per esporre le loro ragioni rappresentato non solo la loro personale protesta, ma un atto d’accusa pubblico contro errori, orrori e scempio che purtroppo caratterizzano sempre più ordinamento e contenzioso tributario italiani. Sono tanti, i paradossi del caso Dolce e Gabbana. Continua a valere per loro la maxi multa di 400 milioni stabilita a marzo dalla Commissione tributaria di primo grado. Eppure a giugno, in Tribunale ( da noi vige il doppio rito, penale e tributario, viva il giustizialismo ) il giudice ha dovuto riconoscere che l’accusa di dichiarazione infedele nei loro personali confronti era infondata, li ha assolti perché il fatto non sussiste. Il Tribunale ha inoltre dovuto riconoscere che era infondato che lo Stato chiedesse come imposta il doppio dei redditi conseguiti e dichiarati per la cessione dei marchi,eppure lo Stato lo aveva chiesto. Mentre il Tribunale nulla può sul fatto che le leggi applicate siano retroattive rispetto agli anni d’imposta contestati, perché la retroattività è prassi ordinaria fiscale italiana anche se proibita dal calpestatissimo Statuto del contribuente.Ecco, tutto questo naturalmente lo hanno ignorato, i giustizialisti che hanno solidarizzato con D’Alfonso. Compreso il sindaco Pisapia, che ci ha messo giorni prima di capire la malaparata e tendere una mano. La lotta contro un fisco che attribuisce a sé poteri illegali in ogni altro ordinamento liberale ha bisogno di proteste esplicite. E di eroi, tanto meglio se noti e conosciuti come Dolce e Gabbana. Non hanno fatto come tanti altri vip, che pagano e tacciono. Hanno dato voce alla libertà. Per questo chi è libero sta con loro, non con l’oppressore.

Pubblicato in : Primo piano

Info Oscar Giannino

Giornalista. Fondatore di FARE per Fermare il declino

Interazioni del lettore

Commenti

  1. franco d'alfonso

    19 Agosto 2013 alle 23:35

    Sarebbe interessante che qualcuno riportasse la traduzione di quel che pensano, proprio in coda alla vicenda citata , alcuni noti fogli giustizialisti come Forbes o il NYTimes, ma leggere questo strano “caso” come una battaglia di libertà dal fisco rapace mi pare veramente troppo : ma non discuto con il praticamente dottor Giannino di questo, non ho alcun titolo particolare o master specifico da esibire in materia . ll mio punto di vista, generale e non specifico, é semplice: non pagare le tasse o eluderle bordeggiando tra le pieghe della legge è un comportamento moralmente riprovevole, prima ancora che legalmente, soprattutto in un momento nel quale la crisi costringe a ulteriori sacrifici tutti i cittadini. Ho svolto questo ragionamento, informale e fuori da sedi ufficiali, dopo aver illustrato in commissione consiliare i risultati di verifiche sulla imposta comunale che hanno portato a recuperi per circa 10 milioni di euro, segnando così un cambio di passo verso quella equità e giustizia che dovrebbe essere la norma del nostro vivere civile. Tra i motivi di opportunità da valutarsi c’é, credo, anche l’avere contenziosi con la Pubblica Amministrazione, a maggior ragione se di carattere fiscale.Mi spiace che il nome di D&G sia diventato, non per mia volontà, l’unico elemento pubblico di una conversazione informale, che ha assunto tutt’altro tono e significato fino a diventare addirittura l’item di una operazione di marketing per conquistare le prime pagine dei giornali, per il quale del resto gli stessi D&G sono autentici e giustamente celebrati maestri.

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