Esattamente un anno fa un gruppo numeroso di laici, liberali e socialisti(molti dei quali sono oggi qui presenti) si ritrovarono in Romagna a Bertinoro per cercare di dare una nuova prospettiva al mondo laico, liberale e socialista che stava vivendo un momento di profonda crisi diviso e schiacciato da un bipolarismo che aveva colpito duramente soprattutto il nostro mondo.
In questo anno quel bipolarismo che noi tutti avevamo subito e criticato finalmente è esploso, vittima di tutte quelle contraddizioni da noi da anni evidenziate nel silenzio generale: la nascita del Partito Democratico infatti ha chiuso l’esperienza dell’Unione e allo stesso tempo per effetto domino anche quella della Casa delle Libertà.
Ma la fine della seconda repubblica apre davvero lo spazio ad una Terza Repubblica in cui possa ritornare la politica con la P maiuscola e in cui i cittadini possano tornare a contare davvero?
Lo spettacolo di questi ultimi mesi non induce però all’ottimismo: Berlusconi e Veltroni stanno cercando infatti in tutti i modi di far passare il messaggio che i problemi e il malgoverno di questi 14 anni non siano stati colpa della peggiore classe politica della storia repubblicana, figlia di tutti gli sconfitti della storia e di un nuovismo che fa rimpiangere anche i peggiori politici della Prima Repubblica, ma bensi’ del ricatto dei piccoli partiti.
Oggi si perpetua a danno degli italiani lo stesso inganno del 1993, allora era il maggioritario la panacea di tutti i mali della politica ed oggi è il bipartitismo.
E questo bipartitismo, che mette insieme se ci pensate bene quasi tutti i poteri politici, economici e mediatici che contribuirono in maniera determinante a distruggere i partiti democratici della Prima Repubblica, si sta facendo notare per una arroganza davvero intollerabile.
E questa arroganza ha bersagli ben precisi: i socialisti, i democristiani e i laici. Per compiersi infatti il progetto bipartitico ha bisogno di eliminare dalla scena politica quelle culture di governo che in una fase di grandi cambiamenti come questa, potrebbero tornare ad avere un ruolo determinante nella vita politica italiana come lo ebbero in passato.
Proprio in questi giorni mi è capitato di rileggere l’ultimo discorso di Giovanni Spadolini al Senato prima di morire.
Si tratta del voto di fiducia al Primo Governo Berlusconi nel 1994, qualche mese prima che il Presidente Spadolini morisse: vi invito a leggerlo perché è profetico su tutto lo svilupparsi della seconda repubblica.
Quel giorno Spadolini disse: “in democrazia si va al governo, non si va al potere; la parola “potere” è stata introdotta nel mondo moderno dalle ideologie dittatoriali o dalle giunte militari; non si va al potere, si va al governo e sempre con le valigie pronte”.
Ecco in questi 14 anni si è sempre andati al potere e mai al governo: e questa è la radice del male della nostra classe politica!
Per rispondere al progetto del PD e del PDL che vuole l’estinzione di tutte le culture politiche, non solo le nostre laiche, liberali, repubblicane e socialiste ma anche quelle cattoliche liberali, quelle della sinistra massimalista e quelle della destra sociale, oggi il mondo politico che non ha voluto aderire a questo progetto si sta riorganizzando.
La sinistra massimalista l’ha fatto, l’ha fatto la destra sociale e lo sta facendo il mondo democristiano e cattolico: all’appello carissimi amici manchiamo solo noi, solo noi laici, liberali, repubblicani e socialisti.
E manchiamo prima di tutto per colpa nostra: per i nostri vizi che ci spingono tutti al settarismo irrazionale e anche perché questi 14 anni hanno lasciato ferite, rancori e soprattutto una poca abitudine a guardare al futuro e a pensare in grande.
Quest’ultima cosa è quella più grave: perché noi laici, liberali e socialisti senza questa spinta verso il futuro, senza questa visione verso il domani non solo della nostra Italia ma del mondo perdiamo noi stessi, perdiamo la nostra identità e cosi’ la gente che ha creduto in noi in passato ci abbandona.
Oggi per il bene della democrazia italiana, non solo per la nostra sopravvivenza politica, è arrivato il momento di osare: è arrivato il momento di lasciare da parte i piccoli calcoli di bottega e i rancori personali e di provare tutti insieme a costruire qualcosa di diverso.
L’Italia ha bisogno ancora dei liberali, dei repubblicani e dei socialisti: siamo stati noi il sale della democrazia italiana, siamo stati noi che abbiamo spinto il nostro paese verso quella libertà e benessere di cui noi tutti oggi godiamo.
Da repubblicano mi permetto di darvi un suggerimento che viene dal passato e che forse se attuato varrebbe ben più dei dodici punti di Veltroni o del contratto con gli italiani di Berlusconi.
Scrisse infatti un antico repubblicano Giovanni Bovio a fine Ottocento: “Il diritto senza dovere fa il padrone, il dovere senza diritto fa il servo; diritto e dovere equilibrati nella persona fanno l’uomo, non padrone o servo, non signore o suddito, ma l’uomo veramente, l’uomo libero”. E da uomini liberi oggi ci dobbiamo comportare: grazie.
PER USCIRE DALLA CRISI DI DEMOCRAZIA
Sintesi dell’intervento di Federico Baldini. Per rispondere al progetto del PD e del PDL che vuole l’estinzione di tutte le culture politiche, le varie aree si stanno riorganizzando: manchiamo solo noi.

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