Le conclusioni del congresso SDI sono da salutare con favore se rappresentano un punto di partenza e non di arrivo del processo costituente della nuova forza liberalsocialista.
Non è un semplice problema di nomi ma di sostanza politica.
Dare vita al PSI – come ipotizzato da Boselli- sarà un passo in avanti se consentirà di riaggregare partiti, circoli, associazioni e personalità del mondo socialista.
Ma è importante che nessuno coltivi l’illusione di considerare concluso il processo una volta raggiunto questo pur importante obbiettivo.
Il soggetto al quale noi pensiamo e che vogliamo contribuire a costruire partecipando alla Costituente Laica e Liberal/Socialista è non solo più ampio, ma anche diverso.
Non basta riunire la diaspora socialista ripescando le schegge provocate dalla disgregazione del vecchio PSI. Occorre innescare un processo che porti ad un soggetto che sia e che venga percepito come nuovo.
Un soggetto che si caratterizzi per capacità di governo e di analisi critica: entrambe ampiamente presenti nella tradizione della cultura laica e liberalsocialista.
Ma anche una forza che sia in grado di tradurre in pratica queste sue caratteristiche: quindi consapevole dell’inutilità di partecipare a governi senza avere i numeri che la rendano determinante e indispensabile alla loro sopravvivenza.
Ecco perché, secondo noi, la “contaminazione” tra socialisti, laici, liberali, repubblicani, radicali è essenziale al successo del progetto.
Essa, infatti, non è solo la condizione per avere da subito i numeri sufficienti per non essere irrilevanti. Costituisce, soprattutto il requisito di novità che è nelle attese di un elettorato sempre più deluso dai comportamenti dei partiti che sono il perno dell’attuale sistema.
Nicola Cariglia

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