“Su San Lorenzo decideranno i cittadini, perché la città è dei fiorentini, non delle soprintendenze e basta”. L’idea che sta dietro a questa dichiarazione riguarda il completamento della Basilica seguendo i disegni di Michelangelo per la facciata, da realizzare in marmo bianco di Carrara così come il maestro voleva: “Rifare la facciata? Avrebbe un enorme valore di marketing”.
Questa è la roboante dichiarazione del Sindaco Renzi, pubblicata sul Corriere Fiorentino del 29 luglio u.s. (pag.3), in replica alle dichiarazioni della Soprintendente Alessandra Marino la quale afferma che Michelangelo “stava in cantiere, disegnava le modanature, sul momento” e che “non esiste il rewind, per la storia”, definendo scientificamente inaccettabile l’idea di Renzi.
Dopo un tale scambio di “pareri” mi sarei aspettato un confronto molto più ampio e anche polemico, in perfetto stile fiorentino. Invece, dallo scorso 29 luglio…..poco o niente! Che succede? Il tema non è sentito? Eppure dovrebbe esserlo, sia per la rilevanza dell’edificio che per il lustro di una Firenze troppo prigioniera del suo ineguagliabile passato.
Da cittadino, dunque, rispettando la volontà del primo cittadino, dico anche la mia cercando di contribuire a un auspicabile dibattito che, si spera, porti in definitiva a una conclusione.
La parte promozionale dell’idea del Sindaco (completare la facciata di San Lorenzo) mi trova d’accordo. Sarebbe opportuno terminare un’opera rimasta per troppi secoli così spoglia da intristire l’intero contesto urbano prospiciente, anche per il recupero ambientale del mercato.
Del resto mi sembra che le opposizioni della Soprintendenza siano pienamente giustificate. La Basilica di San Lorenzo non è proprietà esclusiva dei fiorentini (i quali, semmai, devono sopportare il maggior onere della salvaguardia di un bene che è del mondo intero). E la funzione della Soprintendenza, che ha molto più di una semplice voce in capitolo, è esattamente questo: tutelare un’opera del patrimonio italiano e universale (cosa che non ha sempre fatto). Che poi debbano essere tutti i cittadini a decidere la questione (come? Con un referendum?…) sa un po’ di facile populismo.
Dunque i problemi da conciliare sono due, non necessariamente inconciliabili fra loro.
Il primo è la necessità di dare maggiore lustro alla città, completando la facciata, visto anche l’alto numero di turisti che tutti gli anni affollano il centro di Firenze. Il secondo è quello riconducibile alla correttezza scientifica dell’operazione e del fatto che Michelangelo, purtroppo, è morto nel 1564 e, a parte uno “schizzo” e forse un modello in legno, la sua opinione non è più disponibile.
La soluzione potrebbe essere quella di scegliere fra i maggiori architetti e artisti contemporanei (con preferenza per quelli fiorentini o italiani per ovvia sintonìa culturale) quello ritenuto più rappresentativo del nostro tempo (attraverso un concorso, secondo la tradizione inaugurata nel 1401?), al quale affidare il completamento della facciata.
Del resto, come hanno agito i Medici del ‘500 e, soprattutto, il papa Leone X, anche lui un Medici (figlio di Lorenzo il Magnifico)? Dopo aver invitato vari artisti a presentare i loro progetti, stipularono il contratto per la realizzazione della facciata con Michelangelo che, fra il 1517 e il ’18, realizza un disegno conservato oggi alla Casa Buonarroti. In fondo, anche allora, come potevano risolvere il problema, visto che Brunelleschi era morto da cinque decenni?
Questa soluzione mi sembra, storicamente e artisticamente, la più praticabile e quella che potrebbe suscitare intorno a Firenze un interesse anche superiore a quello che normalmente la riguarda. Risveglierebbe, ovviamente, anche molte critiche e polemiche, ma si sa che la storia dell’arte è piena di precedenti in tal senso.
Nel centro di Firenze, inoltre, non esiste la contemporaneità e, questo, è un grave vulnus all’idea di una città viva e moderna che è rimasta ferma all’800, con qualche raro esempio di un nobilissimo Liberty (Michelazzi, ad esempio) e degli interventi postbellici presso il Ponte Vecchio.
L’errore maggiore che si potrebbe fare è quello di riesumare antichi stili (vedi lo pseudogotico di Santa Maria del Fiore e Santa Croce) per completare opere che, a quel punto, diventano dei falsi culturali, storici e artistici: ogni opera importante, soprattutto se artistica, ha l’onere e l’onore di rappresentare il suo tempo.
Andrea Viero

Si, è vero quello che ricorda Cellino. Le Poste di via Pietrapiana sono un altro elemento di architettura moderna del centro di Firenze, ma il dato complessivo (non esiste la contemporaneità) non cambia o cambia di poco.
Sul “purtroppo” evidentemente la pensiamo in modo diverso. Vorrei ricordare che gli esempi richiamati, sia da Cellino che dal sottoscritto, riguardano spazi del centro completamente distrutti dai bombardamenti e dalle mine tedesche. La ricostruzione fatta mi sembra sia stata rispettosa della storia pur nella necessità di un’aderenza ai tempimoderni delle suddette realizzazioni. Che possamo poi piacere oppure no, fa parte della sensibilità e conoscenza individuali. Però la strada che fu seguita anche allora è proprio quella che, modestamente, suggerivo per San Lorenzo.
Sono senz’altro d’accordo con Cellino che la facciata proposta da Michelangelo fosse “troppo romana”. E’ un suo limite (e chissà quanto questo fatto possa aver influito con il suo accantonamento cinquecentesco)……
Sicuramente la spoglia facciata di San Lorenzo riveste un suo fascino romantico, soprattutto per chi è “abituato a vederla così”, ma non si tratta di una nudità voluta e il suo aspetto denuncia questa evidenza. L’amore dei fiorentini per l’essenzialità non è mai giunta fino al rifiuto del “vestito”. Ogni edificio del centro classico è sobrio, essenziale e geometricamente composto in una ricerca di quell’armonia proporzionale che ci ha fatti grandi. Ma cosa sarebbe oggi Santa Maria Novella senza il geniale completamento della facciata di Leon Battista Alberti?
Considerazioni interessanti, anche se non tutte condivise. Ad esempio che non esista la contemporaneità nel centro di Firenze, che invece c’è – le poste di Michelucci – e ci aggiungo anche un purtroppo. Perciò lasciamo perdere per altri interventi. Personalmente la facciata di San Lorenzo mi piace così, anche perché da sempre sono abituato a vederla così e non trovo scandaloso che così rimanga, anche perché – altra opinione personale – quella di Michelangiolo mi pare un po’ troppo romana e finisca per stonare un po’ nell’austero contesto.