Ancora una volta il nostro si dimostra un Paese nel quale una ondata emotiva riesce a far saltare tutti gli schemi, mutare posizioni politiche, accelerare quello che normalmente resta impantanato in discussioni senza fine.
Ma la reazione alla brutale uccisione, a Roma, della signora Giovanna Reggiani ci fa capire anche tutta la debolezza della nostra politica.
Infatti:
1 Il delitto di Roma, efferatissimo, non è il primo compiuto da un immigrato (se l’ipotesi accusatoria sarà confermata) e nemmeno il solo che si caratterizza per ferocia e violenza. Eppure, questa volta, in nemmeno 24 ore il governo ha varato un decreto su una norma già presente nel pacchetto sicurezza che il Consiglio dei ministri aveva varato appena il giorno prima con l’astensione dei ministri Mussi, Pecoraro Scanio e Ferrero.
2 Nemmeno questi ministri hanno avuto da obbiettare: hanno accettato che fosse decreto quello che non avevano approvato come semplice proposta. E così è stato per i cosiddetti riformisti, liberali, garantisti della maggioranza e dell’opposizione. Eppure il tema della sicurezza e della violenza nelle città non nasce oggi; ma solo oggi hanno rinunciato a ricordarsi e ricordare che non si deve legificare sull’ondata delle emozioni e per decreto in materia di giustizia e di sicurezza.
3 Ai prefetti ed alla polizia vengono, per decreto, conferiti poteri ampiamente discrezionali. Quasi mai ciò resta privo di conseguenze negative che si avvertiranno una volta passata l’emozione.
4 Il neosegretario del PD e sindaco di Roma, Walter Veltroni ha mostrato i muscoli, dice la stampa. La stessa stampa nasconde la parte più importante della verità: da tempo i quartieri degradati della capitale sono caratterizzati da episodi di violenza che stanno minando l’immagine di bravo sindaco del leader del PD. E lui, da esperto di media, ne ha fatto un caso nazionale sottraendosi agli strali polemici che gli stavano arrivando.
5 Anche noi vogliamo un’azione decisa a difesa della sicurezza nelle città. Ma non siamo sicuri che questo sia il modo migliore e ci preoccupa l’incredibile zelo del ministro dell’interno Giuliano Amato, tutto teso ad assecondare gli umori viscerali di una parte della gente. La politica non si fa con i colpi di teatro, nemmeno quando il copione lo scrive un esperto di spettacolo come Veltroni.
P.

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