Sono arrivati in 500.000, a loro spese, e autorganizzati sullo scomodo per due o tre giorni. Nemmeno la CGIL riesce a portare così tanta gente da fuori a manifestare a Roma, pur pagando il viaggio.
D’altra parte, sono abituati a muoversi così, sono i primi quando c’è un terremoto o un’alluvione, si danno il cambio all’interno della stessa associazione locale, lavorano e non disturbano nessuno.
Un così enorme fenomeno di associazionismo e volontariato, la nostra politica politicante, fessa e provinciale, lo mette nella categoria folklore.
Con tanti soldi che si spendono in sondaggi inutili, sarebbe il caso di rilevare quali giornali hanno aumentato le vendite, e di quanto in questi 3 giorni a Torino.
Certo, gli alpini veneti e lombardi sono istintivamente leghisti (e non credo apprezzino molto Berlusconi e le escort). Io mi sono un po’ massacrato a reggere uno striscione per l’acqua pubblica, che destava interesse e domande molto civili, perché in materia non c’è stata alcuna informazione, se non tra dotti disquisitori.
Mi sembra di ricordare che la banda Bertolaso non li abbia voluti in Abruzzo, per avere le mani libere insieme alla cricca. Ma siccome Bertolaso ha avuto una carriera bipartisan, nessuno a sinistra si è sognato di esprimere solidarietà agli alpini: anche per il PD la società civile sono i Bertolaso e i ladri dell’acqua , non il volontariato spontaneo degli alpini, che a Torino arrivano a loro spese in un numero che la Cgil non è mai riuscita a portare a Roma pagando il viaggio.
Claudio Bellavita

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