Non basta sostituire l’esattore…
Il problema di Equitalia tocca tutte le classi sociali del nostro Paese, perché i soprusi non risparmiano nessuno. Ma com’è nata e per mano di chi, questa fabbrica d’interessi passivi su interessi passivi, di sopratasse, di ammende? L’esistenza di Equitalia la si deve ai governi di destra e di sinistra che hanno amministrato l’Italia nel recente passato, con Visco, Tremonti, Prodi e Berlusconi come protagonisti. Il problema non è l’aver costituito Equitalia, ma le regole draconiane che la sorreggono. Fra coloro che vorrebbero abolire Equitalia c’è in prima fila il Movimento 5 stelle. Il leader Beppe Grillo afferma di aver già abolito Equitalia a Citavecchia. è un ottimo programma, che auspichiamo sia portato avanti, ma… Noi sappiamo per esperienza che Equitalia non si può abolire; può essere sostituita da altro soggetto esattore, che si può chiamare in un altro modo, ma il cosiddetto “gabelliere” è sempre esistito.
Il vero problema è cambiare, azzerare le regole che consentono a Equitalia di pretendere, in forza di una miriade di voci e sottovoci, l’importo doppio o triplo di una multa o un’imposta non pagata. Questo è il vero problema! Al governo sanno come stanno le cose e come bisognerebbe fare per abolire quello che definire uno scandalo è un eufemismo. E’ una rapina che lo Stato ha legalizzato, attraverso il varo di leggi e leggine. Ovviamente si parla di Equitalia perchè è la società -emanazione dello Stato attraverso l’Agenzia delle Entrate- che opera nel campo, ma nel Nord c’è anche la San Marco ed in giro per l’Italia ci sono tanti enti esattoriali che applicano le stesse esose norme, forti di leggi che andrebbero abolite. Bisognerebbe cancellare tutti i vari balzelli e far pagare solo un interesse legale; lo stesso che viene riconosciuto giornalmente nei tribunali ai contribuenti che regolarizzano la propria posizione. Ma si sa, l’interesse legale è il più basso che ci sia e favorirebbe i furbi che potrebbero approfittarne per pagare il più tardi possibile. Per questa ragione, a partire dal secondo anno si potrebbe far pagare l’interesse bancario che viene applicato giornalmente dagli istituti di credito ai propri clienti. Noi pensiamo che la rigidità, applicata nella riscossione delle imposte e delle tasse, sia alla base delle scomparsa di centinaia di migliaia di micro imprese e spieghiamo il perché. Ad un operaio di Segrate, colpevole di non aver pagato una multa inflitta dai famigerati T-Red, relativa al passaggio con il rosso, è stata pignorata la liquidazione. La multa è lievitata nell’importo, fino a superare i 1000 euro. Ma ci sono i casi in cui è stato pignorato il conto corrente di artigiani, ai quali non è stata lasciata altra scelta che chiudere l’attività. Direte…ma come? Per così poco?… L’arrivo di un pignoramento di Equitalia in banca azzera di fatto il credito che il piccolo imprenditore ha nei confronti dell’istituto. Innesca un meccanismo perverso; conto bloccato vuol dire non poter pagare più fornitori e personale. Il fatto che l’Italia non cresce come gli altri Paesi europei è in gran parte dovuto alla politica perversa operata nei confronti delle piccole imprese, tartassate da imposte, tasse e multe, tagliate fuori dalla possibilità di accesso al credito, dalla rigidità delle regole europee chiamate Basilea.

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