Evitiamoci lo spettacolo delle solite facce falsamente addolorate al funerale della democrazia.
Italia, Stato dell’Europa meridionale, è sempre più definita da politici, giornalisti, intellettuali e radical chic (chi vorrebbe mai indicare e cosa vorrebbe mai dire quest’ultima definizione, non è chiaro), “paese” e sempre meno “Stato”. Proviamo non tanto a chiederci ma a chiarirci il perché.
1) La bagarre di questi giorni al Senato è degna di quel “paese delle banane” di cui parlava l’avvocato Agnelli alcuni decenni fa. Il presidente del senato (una delle tre cariche principali ) ha dimostrato di non saper controllare e gestire una massa di non lavoratori paragonabili agli ultras in un campo sportivo. L’attuale governo è sempre più ostaggio di chi non ha a cuore la ripresa dello “Stato Italia” , ma pensa solo alla propria poltroncina. Renzi è un grande affabulatore ma parla troppo e agisce poco (osteggiato anche e soprattutto dagli “amici” di partito). Oggi non si parla più di “compagni” , fa troppa sinistra. Dovremmo convincerci che , volenti o nolenti, lui è effettivamente l’ultima spiaggia; purtroppo l’attività principale degli omuncoli che siedono sui banchi del senato e della camera (sia governo che opposizione ) è tutta tesa solo verso il “si salvi CHI può, specie se quel CHI sono IO”. Esempio sia che mentre chiude una testata storica quale “L’Unità”, i principali artefici del fallimento, invece di assumersene la colpa, si stracciano le vesti e gridano contro chi , sempre gli altri, ha decretato questo fallimento.
2) Il Pd dove aver cambiato nome con scadenza quasi annuale, una volta arrivato a cercare di formare il governo (Bersani) ha rincorso grilli e farfalle fino allo sfinimento, adesso che c’è Renzi è popolato da sconfitti che dovevano essere rottamati preda di rabbia e invidia e in cerca di vendetta. Risultato? Riforme (più o meno sbagliate) a rilento o bloccate da chili di emendamenti, pacchi di copia e incolla cambiando solo qualche termine in una contestazione sterile. Si dice no ma non si propone niente di serio, quindi si corre verso lo sfascio, allegramente, con buona pace di pensionati sempre più poveri, di esodati sempre più disperati, di disoccupati compresi in una forbice sempre più larga, (dai 20 ai quaranta anni in cerca di primo lavoro, dai 50 spesso in cerca di lavoro dopo la chiusura di fabbriche e uffici). Italia sempre meno paese per i vecchi, ma anche e soprattutto sempre meno paese per i giovani, insomma uno stato che ha sempre meno prospettive di ripresa.
3) La magistratura è da riformare. Se ne parla da anni, in genere in prossimità di elezioni, poi… e mentre se ne parla, data la lentezza dei processi e l’insipienza di troppi magistrati, escono, per decorrenza termini, boss mafiosi e l’Europa continua a multarci per le carceri disumane, per la lentezza da lumaca.
4) Il Papa scomunica i mafiosi e questi continuano imperterriti a fare “l’inchino” con le processioni per questo o quel santo, davanti alla case, al negozio, al magazzino del boss di paese. L’inchino (vedi Concordia) può essere pericoloso ma finché chi non dovrebbe tace, si continua a vivere e spesso a morire di mafia.
5) Lo Stato Italia non conta più niente a livello internazionale, prova ne sia che i nostri marò da più di due anni sono ostaggio delle legge(?) indiana nella più completa indifferenza, se non menefreghismo di chi ce li ha mandati.
6) Lo Stato Italia vende e svende a cinesi, emiri, russi. Da ieri la Fiat non è più in Italia , ha spostato la residenza legale in Olanda e quella fiscale in Gran Bretagna. Per ora pare assicurato il lavoro ai dipendenti italiani, ma fino a quando? Merito di chi? Dei sindacati in generale? Della Fiom in particolare? Della indifferente miopia dei vari governi? Di chi ha continuato a pagare anni di cassa integrazione senza che gli Agnelli muovessero foglia? Intanto cosa fanno i parlamentari? Fischiano, urlano, si spintonano, battono i piedi, non hanno più niente da dire e avrebbero tanto da dare, i milioni dei loro inutili stipendi pagati dai cittadini.
7) Ma non sarebbe il caso di andare a votare subito? Votiamo con la vecchia legge che c’era prima del Porcellum dichiarato illegale dalla Consulta (ma allora sono illegali anche gli eletti con quella legge???!!!). rendiamo ai cittadini il diritto di esprimersi e di scegliere, ma presto, prima che sia troppo tardi.
8) Evitiamoci lo spettacolo delle solite facce falsamente addolorate al funerale della democrazia, sì proprio le facce di quelli che hanno provveduto ad ucciderla.

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