• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Pence da “eroe” americano a rivale di Trump

Per cinque ore Pence rimase nascosto ma durante questo tempo egli fece molte telefonate, agendo da vicepresidente vero, chiamando le forze armate, richiedendo che inviassero la guardia nazionale per cacciare i rivoltosi e ristabilire l’ordine. Di Domenico Maceri

di Domenico Maceri | 26 Giugno 2022

“Mike Pence non ha avuto il coraggio di essere un grande. Aveva avuto l’opportunità di entrare nella storia ma non ha avuto il coraggio di agire”. Così Donald Trump in un discorso davanti al Faith and Freedom Coalition, un gruppo di evangelici con tendenze conservatrici. Trump si riferiva al fatto che nelle recenti audizioni della Commissione di inchiesta sugli assalti al Campidoglio il suo ex vicepresidente è stato esaltato per non avere cooperato a ribaltare l’esito elettorale il 6 gennaio del 2021.

Pence è stato lodato da Bennie Thompson, parlamentare democratico del Mississippi, e Liz Cheney, parlamentare repubblicana del Wyoming, rispettivamente presidente e vicepresidente della commissione sugli eventi del 6 gennaio 2021. Infatti, per la sua condotta durante il periodo prima della certificazione di Joe Biden a presidente, Pence si è comportato in maniera eroica anche se ben lungi da essere eroe. L’ex vicepresidente ha agito in modo tradizionale svolgendo il ruolo cerimoniale della sua carica, esibendo anche un certo coraggio nonostante le insistenti minacce del suo capo. Trump voleva che Pence non accettasse la validità dei grandi elettori di 7 Stati che secondo lui erano risultati di frode elettorale. Si tratta, come ci hanno reiterato le recenti audizioni alla Camera, di falsità inventate dall’ex presidente. Lo hanno confermato persino il suo ex ministro di Giustizia Bill Barr e tanti altri ex membri dell’amministrazione del 45esimo presidente. Anche la figlia Ivanka aveva indicato approvazione dell’analisi di Barr sull’assenza di frode elettorale, beccandosi il rimprovero del padre, secondo cui, lei non era al corrente dei dettagli.

Le pressioni di Trump sul suo vicepresidente furono insistenti prima del 6 gennaio ma specialmente nel fatidico lungo giorno della conferma di Biden a presidente. Il 45esimo presidente la mattina del 6 gennaio telefonò a Pence e in una conversazione molto accesa lo minacciò con insulti dicendogli che era un “cagasotto”. Più tardi nel comizio ai suoi sostenitori, poche ora prima dell’assalto al Campidoglio, Trump disse che sperava ancora nella cooperazione di Pence. Poi nel pomeriggio quando divenne chiaro che Pence stava facendo il suo dovere Trump inviò un tweet in cui diceva che il suo vice non aveva fatto il suo dovere. Subito l’informazione divenne nota ai riottosi i quali poco tempo dopo presero l’assalto al Campidoglio, causando l’interruzione della certificazione di Biden a presidente. Pence e tanti altri senatori e parlamentari riuscirono a malapena a sfuggire agli assalitori. Dalle testimonianze nelle audizioni alla Camera si è saputo che le grida di “Impicchiamo Pence” furono ripetute in maniera costante. Pence riuscì con grandi difficoltà a essere messo in salvo anche se gli assalitori erano arrivati a 12 metri dal vicepresidente che si trovava in un luogo nascosto. Sembra che Trump abbia detto che forse Pence meritava il suo destino di cadere nelle mani degli assalitori.

In effetti, Trump con il tweet in cui annunciava il “tradimento” di Pence, apriva la porta agli assalitori di farsi giustizia come credevano. Trump non diede l’ordine di mettere in pericolo l’incolumità del suo vice ma sapeva benissimo che i suoi incitamenti causano minacce e violenza ai suoi avversari. Per i suoi incitamenti alla violenza le piattaforme dei social lo hanno bandito avendo capito che gli offrivano il microfono per mettere in pericolo la vita dei suoi “nemici”. La violenza per Trump incitata con le parole non è altro che un’arma politica che la stragrande maggioranza dei repubblicani non ha condannato.

Per cinque ore Pence rimase nascosto ma durante questo tempo egli fece molte telefonate, agendo da vicepresidente vero, chiamando le forze armate, richiedendo che inviassero la guardia nazionale per cacciare i rivoltosi e ristabilire l’ordine. Trump durante questo tempo non faceva niente. Mentre il suo vice agiva da “de facto” presidente, l’allora inquilino della Casa Bianca non faceva il suo dovere di proteggere il Campidoglio e quelli in pericolo di vita, incluso il suo vicepresidente, che gli era stato fedelissimo per più di 4 anni. Alle 20 la procedura di certificazione ricominciò dopo che la sicurezza del Campidoglio fu ristabilita. Alle 3:42 di mattina, il 7 gennaio 2021, Biden fu proclamato nuovo presidente.

Il comportamento di Pence nel seguire la costituzione risparmiò al Paese seri disturbi sociali. Quindi tutti gli devono gratitudine per il suo atto di “tradire” il suo capo, disobbedendo le richieste illegali. Va ricordato che se il vicepresidente avesse il potere di ribaltare l’elezione senza seguire il volere del popolo lo avrebbe fatto già Al Gore nel 2001 quando, l’allora vicepresidente perse l’elezione presidenziale con un margine di 500 voti nello Stato di Florida. Gore, da vicepresidente in carica, ebbe il doloroso dovere di presidenziare nella certificazione di George W. Bush, il suo avversario. Anche nel 2017 Joe Biden, da vicepresidente in carica, ebbe il duro compito cerimoniale di certificare lo stesso Trump presidente, e poi sconfiggerlo nell’elezione del 2020. Ma se Gore e Biden, come tutti i vicepresidenti prima di loro, hanno fatto il loro dovere di presiedere al trasferimento del potere, Trump aveva altre idee, che fortunatamente Pence non ha seguito.

Pence non parlò con Trump cinque giorni dopo la certificazione di Biden ma alla fine i due fecero pace. Si tratta però di una tregua poiché Trump non dimentica. Adesso i due hanno preso strade diverse. Pence, dopo mesi di silenzio ha dichiarato in un discorso che Trump aveva torto. Secondo lui, “la presidenza degli Stati Uniti non appartiene a un singolo individuo” ma al popolo americano. Trump, da parte sua, continua nella sua “big lie”, la grande menzogna dell’elezione rubata. I due con ogni probabilità potrebbero essere rivali nelle elezioni del 2024. Pence ha ricominciato a fare discorsi e offrire il suo endorsement a repubblicani che rientrano nelle caratteristiche dell’establishment, opposto al 45esimo presidente. Pence però non ha attaccato l’ex presidente. Sa benissimo che per potere prevalere nelle primarie repubblicane avrà bisogno di questi elettori. Avrà anche bisogno di attaccare i democratici come ha già iniziato a fare. Non ha ancora dichiarato la candidatura a presidente ma i segnali sono evidenti. Ci saranno con ogni probabilità altri candidati oltre a Trump e Pence alle primarie. Pence, però potrebbe dichiararsi l’erede di Trump, citando giustamente la sua fedeltà di quattro anni, eccetto per il suo “atto coraggioso” di certificare Biden a presidente come richiede la legge.

Domenico Maceri

=============
Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

Pubblicato in : EditorialeTag: amministrazione, anni, bush, campidoglio, casa bianca, commissione, costituzione, dichiarato, discorso, elezioni, forze armate, informazione, primarie, stati uniti

Info Domenico Maceri

Domenico Maceri, PhD, University of California, scrive su politica americana. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della National Association of Hispanic Publications.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti