
“Eppure hanno l’aria d’essersi proprio irrigiditi, primo ministro Benjamin Netanyahu. Sono tornati a un vocabolario duro, hanno fatto accuse pesanti, quasi insultanti per lei…”
La Cina ha espresso ferma condanna contro Israele dopo che soldati israeliani hanno sparato quelli che hanno definito “colpi d’avvertimento” durante una visita di diplomatici stranieri nella Cisgiordania occupata. L’episodio, avvenuto ieri, ha suscitato preoccupazione a livello internazionale per la sicurezza del personale diplomatico nella regione. “Ci opponiamo con fermezza a qualsiasi atto che metta in pericolo la sicurezza dei diplomatici”, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning, durante una conferenza stampa a Pechino. “Chiediamo l’apertura di un’indagine completa affinché simili incidenti non si ripetano”, ha aggiunto, sollecitando Israele a fare chiarezza su quanto accaduto. “Stiamo lavorando per incontrarlo presto”. Lo dice a proposito di papa Leone XIV Hussein al-Sheikh (Abu Jahed), numero due dell’Autorità Nazionale Palestinese, in un’intervista ad Avvenire, commentando gli appelli del Pontefice su Gaza. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso vicinanza a Israele per l’attacco omicida subito dai due giovani membri dello staff dell’ambasciata israeliana a Washington. “Sono vicino allo Stato d’Israele per il tragico assassinio di due giovani dipendenti dell’ambasciata israeliana a Washington. “Esortiamo le autorità israeliane a condurre un’indagine approfondita, a riferirci i loro risultati e a prendere tutte le misure necessarie per evitare che un incidente del genere si ripeta”. E’ quanto ha chiesto il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, secondo quanto riferisce il suo portavoce, dopo quanto accaduto ieri nel corso della visita della delegazione diplomatica vicino al campo di Jenin, in Cisgiordania. “Nella Commissione” europea le decisioni “non sono per unanimità, devono essere accettate dai due terzi dei Paesi. Se Europa volesse, avrebbe molta capacità di influire su Israele. La metà delle bombe sganciate su Gaza sono bombe fabbricate in Europa”. È quanto ha affermato l’ex alto rappresentante per la politica estera della Ue, Josep Borrell, attuale presidente del Barcelona Centre for International Affairs (CIDOB) in un’intervista alla radio spagnola Cadena Ser in cui ha denunciato la debolezza dell’Ue nell’imporre sanzioni a Israele e ha definito il governo di Benjamin Netanyahu come un esecutivo “con intenzioni genocide”. Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha riferito di avere dato istruzioni alle missioni diplomatiche israeliane in tutto il mondo di rafforzare la sicurezza dopo quanto avvenuto a Washington. “Ho ordinato un rafforzamento delle misure di sicurezza nelle missioni diplomatiche israeliane in tutto il mondo e intorno ai rappresentanti dello Stato”, ha dichiarato Netanyahu. Cento camion carichi di aiuti umanitari sono entrati nella Striscia di Gaza ieri. Lo ha sostenuto il Coordinatore per le attività governative nei territori (COGAT) del Ministero della Difesa israeliano. L’esercito israeliano comunica che è stato intercettato un missile lanciato dallo Yemen. Magen David Adom (letteralmente tradotto come “Scudo di David Rosso”, è il servizio medico d’emergenza, protezione civile, ambulanze e banca del sangue dello Stato di Israele e la società nazionale di Croce Rossa) non ha segnalato vittime, a eccezione di un uomo che è rimasto ferito mentre si dirigeva verso un’area protetta. I sistemi di difesa aerea sono stati attivati per intercettare la minaccia, spiega Tel Aviv. In seguito all’allarme, sono risuonate nel centro di Israele le sirene dell’allerta rossa. “I dettagli sono in fase di verifica”, ha dichiarato l’esercito israeliano.
Il primo ministro canadese Mark Carney ha definito “totalmente inaccettabili” gli spari delle forze israeliane durante una visita di diplomatici, tra cui quattro canadesi, nella Cisgiordania occupata.
L’esercito israeliano ha dichiarato stanotte di aver individuato il lancio di un missile dallo Yemen e di essere al lavoro per intercettarlo. Nonostante i distruttivi attacchi israeliani contro lo Yemen, gli Houthi hanno continuato a lanciare missili contro Israele in quello che definiscono un atto di solidarietà con i palestinesi di Gaza. L’Onu ha recuperato e iniziato a distribuire nella striscia di Gaza l’equivalente di 90 camion di aiuti umanitari, per la prima volta da quando due mesi e mezzo fa è iniziato il blocco totale del territorio palestinese. Lo ha annunciato Stéphane Dujarric, portavoce del segretario generale dell’Onu. Tre giorni dopo l’annuncio della ripresa limitata degli aiuti da parte di Israele, “mercoledì 21 maggio, le Nazioni Unite hanno raccolto circa 90 carichi di camion al valico di Kerem Shalom e li hanno spediti a Gaza”, ha detto. Ma quando riprenderanno i negoziati? È questo il punto.
Giuseppe Basilico

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