Aveva destato tante speranze, aveva vinto contro le burocrazie dei partiti implosi in se stessi, parlava un linguaggio diverso, entusiasmava i giovani. Anche lui sta per finire il suo volo, abbattuto dalla ferrea ostinazione della FIOM, il movimento bertinottiano del no sempre, a prescindere, che dopo ogni sconfitta fa una fuga in avanti per cercare di coinvolgere sempre più gente nei suoi disastri. Sarà battuta al referendum, dopo farà uno sciopero generale di categoria per protestare contro quelli che non hanno votato come voleva FIOM, poi farà il suo sindacato confederale, per staccarsi dalla CGIL che ha rifiutato di seguirla in uno sciopero generale suicida, e gli ha fatto l’estrema offesa di nominare segretario generale la Camusso , che fu estromessa dalla FIOM di Sabatini perche non era abbastanza massimalista, non senza vari tentativi di processi popolari.
Infine, attuando la cinghia di trasmissione al contrario, si metterà in politica, alla guida della sinistra del no, tante parole, tante lagne, nessun progetto, ma no a tutto. No a vedere cosa succede nel mondo nel settore auto, no alla TAV, no agli inceneritori e alle discariche: tra 10 anni Torino come Napoli, no alle tangenziali e alle metropolitane. no anche alla produzione di auto in FIAT, perché inquinano, e come si permette Marchionne di fare produrre dei SUV proprio a Torino, dove ci siamo noi, così ecologisti. Manterremo l’occupazione a Mirafiori facendo coltivare cardi gobbi, così daremo uno sbocco equosolidale ai pescatori peruviani che svendono le loro acciughe. A Mirafiori si faranno vasetti di bagna cauda, da vendere in val di Susa, ovviamente a prezzo politico.
Peccato anche per Passoni, ci sarà anche il no alle primarie, inquinate dall’inaccettabile presenza di un Fassino che si permette di criticare la sacra FIOM e va scomunicato. Alle comunali si presenterà la lista del no a Fassino, con l’obiettivo di cedere il comune a Lega e PDL.
Grazie, compagni, siete sempre quelli che han fatto cadere l’unico governo decente della seconda repubblica per una impuntatura di cui nessuno ricorda più le ragioni. Siete sempre quelli che han fatto fare 35 giorni di sciopero senza un’ombra di cassa di resistenza e senza verificare cosa ne pensavano in fabbrica, per una difesa di principio di 61 contigui al terrorismo. No anche a fare inchieste in fabbrica, il nostro tempo lo dobbiamo occupare al gioco di chi è più di sinistra di chi.
Claudio Bellavita

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