La richiesta di condanna per Berlusconi al processo Ruby obbliga il Pdl a blindare il Governo e a prescindere, per il futuro, dalla tutela del cavaliere.

Proviamo a disegnare un possibile scenario diverso. Cosa succederebbe infatti se Berlusconi, una volta condannato, decidesse di fare pressioni sul partito per far cadere il governo? La mossa sarebbe chiaramente finalizzata ad andare ad elezioni anticipate tentando di sfruttare la ripresa di consenso che i sondaggi dimostrano. Ma non è assolutamente detto che le elezioni sarebbero indette. Anzi, è quasi certo il contrario. A quel punto Napolitano, essendo venute meno le condizioni poste al momento della sua rielezione, si dimetterebbe. Il Parlamento sarebbe chiamato ad eleggere un nuovo Presidente che questa volta sarebbe il frutto di una intesa fra PD e Grillini. Andrebbe al Quirinale un uomo marcatamente di sinistra che darebbe vita ad un Esecutivo fondato sulla stessa maggioranza che lo ha eletto. E i giochi sarebbe fatti. Berlusconi e le sue aziende ne avrebbero un danno ancora maggiore, il PDL sarebbe spazzato via e l’Italia farebbe la fine della Grecia. Ne consegue che il futuro del governo deve essere scisso da quello politico di Berlusconi, ma se è così, e proprio per difendere meglio le ragioni del Cav., il PDL non dovrà più essere una mera creatura del Cavaliere ma un vero soggetto politico di centrodestra che dovrà, fra le altre riforme di tipo liberale che devono essere fatte, portare avanti anche quella riforma della giustizia che i problemi giudiziari di Berlusconi hanno impedito fino ad oggi di concretizzare.

Proviamo a pensare che se Silvio viene interdetto, c’è pronta Marina che si è già mossa con tempestività. Il Governo sta in piedi comunque. Poi ci sono 2° e 3° grado. E alle prossime elezioni, non immediate, se ci dovesse essere rialtamento di sentenze, potremmo vederne delle belle. Sul Berlusca possiamo dire tutto, ma non che sia fesso.