Il nostro grande compagno, Marco Lang, da sempre sospettoso dei maneggi Mdp e qundi sostenitore più che tiepido di Lu, vede nel tardivo arrivo della Boldrini una conferma dei suoi sospetti; in sintesi del fatto che, almeno negli intenti di Bersani e dei suoi si miri alla costituzione di un nuovo Pd, destinato ad uscire definitivamente dall’attuale formato ridotto, dopo la sconfitta di quello di Renzi alle prossime elezioni.
Se fossi in lui mi preoccuperei di meno: e non solo perchè avere un nuovo Pd, questa volta condannato ad un ruolo di opposizione non sarà il massimo della vita, ma nemmeno un disastro; ma anche perchè la sullodata Boldrini, classica esponente del politicamente corretto sino al punto di sederci sopra, porterà sicuramente iella, ma non alla sinistra che ha sempre frequentato in modo distratto e padronale ma piuttosto a quelli dei diritti dei migranti.
Nel portare iella ha, del resto, illustri e forse più importanti precedenti.
Vedi Pietro Ingrao e poi Nilde Jotti, scelti come presidenti della Camera in nome del compromesso storico e dell’unità nazionale; per poi assistere al loro naufragio poco tempo dopo.
Vedi Gianfranco Fini assurto all’alta carica come rappresentante di una componente essenziale del Pdl; per ridursi, al termine di questo percorso, a tirapiedi marginalissimo di Mario Monti.
Vedi, infine, Fausto Bertinotti, figlio di Prodi e della sinistra plurale che nel suo di insediamento richiama la centralità della classe operaia; per vedere naufragate e l’una e l’altra appena due anni dopo.
Per nostra fortuna l’algida Laura e con lei l’ottima Kyenge furono scelti con un assunto più modesto ma, insieme, assai più cinico. C’era in Italia un problema migranti; che era di accoglienza ma ancor più di integrazione; problema che la sinistra, allora al governo, era del tutto impreparata non dico a risolvere ma nemmeno ad affrontare sino in fondo. E allora, ecco la genialata. al posto dell’arrosto il fumo; al posto dei diritti, chi avrebbe dovuto difenderli.
Ed è in questi passaggi successivi verso la realtà che l’atteggiamento della Boldrini è stato a dir poco vergognoso. Come diceva Catalano, essere presidente di qualcosa è sempre meglio che non esserlo: ma essere garante della dignità del Parlamento stesso e non fare niente per difenderla, e, ancor più, assistere senza reagire alla mancata riforma della Bossi-Fini, all’affossamento dello jus soli e, infine, ad una politica di controllo degli ingressi affidata ai tagliagole libici è francamente troppo.
Ma forse l’entrata last minute è la chiusura di un piccolo ciclo personale: Bersani se l’è inventata, Bersani se la riprende. Il resto è silenzio.
Alberto Benzoni

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