Forse le imminenti elezioni politiche segneranno la fine della ingloriosa seconda repubblica. La prima crollò sotto i colpi di tangentopoli, di cui la colpa fu data ai socialisti non perchè fossero i più ladri, ma perchè da loro la gente non se lo aspettava.
La seconda repubblica crolla:
-per la sfiducia generalizzata nei politici e nelle istituzioni, amplificata dal disgustoso sistema di comunicazione dei Tg che ogni giorno ci trasmettono le baggianate di un gruppo di screditati e balbettanti cialtroni, che cambiano casacca due volte all’anno. Il simbolo della credibilità della II repubblica è la foto di Merkel e Sarkozy che sorridono di compatimento davanti a Berlusconi, il nostro primo ministro, che racconta le sue spropositate bugie pensando di essere creduto.
– c’è anche la vicenda ingloriosa del finanziamento pubblico ai partiti, introdotto per evitare le tangenti e affondato dal saccheggio dei tesorieri impazziti di Bossi e Rutelli. Ma anche l’autodichia delle Camere, che non indagano sugli affari immobiliari fatti da ciascuna di loro con i vari Scarpellini del sottobosco romano.
-per contro, anche se i nostri giornali non ne parlano, tutti hanno capito che c’è stata una privatizzazione selvaggia di tutti i beni pubblici, oggetto di un vero e proprio saccheggio da parte di chi aveva soldi da investire o riusciva a farseli prestare. L’ esempio più clamoroso: i Benetton han comprato per 500 miliardi di vecchie lire autostrade che ne valgono più di 5000, perchè ci mettono le tariffe che vogliono loro, e la gente se ne accorge quando paga il biglietto, certo non quando legge i nostri quotidiani che giustamente perdono lettori e non si sa perchè aumentano le pagine
– soprattutto c’è la sparizione della democrazia all’interno dei partiti. Anche in questo caso, la colpa viene data al PD, non perchè abbia fatto peggio degli altri, anzi, le loro primarie sono un grande momento di partecipazione, ma perchè, anche in questo caso, da loro la gente non se lo aspettava. Non si aspettava che gli iscritti al PD non potessero votare neanche per il direttivo di sezione, figuriamoci per i delegati al congresso provinciale, tutti nominati dall’alto, e che a loro volta non possono votare per gli organismi locali di partito e neanche per i delegati ai congressi superiori, sempre nominati dall’alto, non si sa bene da chi e come. A questo punto, anche se sfacciato, meglio il sistema di Berlusconi, che non ha mai fatto un congresso, essendo lui lo zar indiscutibile…E chi aveva avuto speranza nei 5 stelle non ha ancora capito come funzionano le loro votazioni in rete, che ci mettono 2 giorni per scrutinare 37.000 voti, chi le gestisce e chi le controlla.
-poi c’è la pretesa di partiti di cui sono ignote le logiche interne, di abolire il voto di preferenza “per evitare le infiltrazioni mafiose”. Che, insieme a quelle del malaffare , sono invece sempre più presenti in quasi tutti i partiti, grazie alle designazioni dei loro capi.
Tra tanti dotti sociologi che si occupano dei casi nostri, non so se qualcuno si è mai occupato della rotazione degli iscritti all’interno dei partiti: quanti sono, quanto tempo restano iscritti, quanti degli eletti provengono dagli iscritti e quanti si iscrivono dopo essere stati nominati.
In conclusione, la seconda repubblica ha allontanato i cittadini non solo dalla pratica politica, vista come una inutile perdita di tempo per farsi prendere in giro, ma addirittura dalla partecipazione al voto: la maggioranza degli aventi diritto non è andata a votare tre anni fa alle regionali di Emila-Romagna e Calabria e adesso in Sicilia. Continuando così dovremo fare un’altra riforma costituzionale: estrarre a sorte tra i non votanti quelli che li rappresenteranno in parlamento, nelle regioni e nei comuni. A mio sommesso parere, grazie a questo metodo di selezione, le cose potrebbero anche migliorare….E mal che vada ci si potrebbe fare una delle tante italiche lotterie (privatizzate a basso costo e con tante mance anche quelle) . Il gioco del lotto nasce nella nella repubblica di Genova, collegato alla periodica estrazione a sorte, tra i senatori, del collegio dei massimi governanti…
Claudio Bellavita

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