• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Patto di Ferro: Il nuovo ordine Israele-USA

L’asse tra Washington e Tel Aviv ha raggiunto nel marzo 2026 una solidità strutturale senza precedenti, trasformando una storica alleanza strategica in un vero e proprio “Patto di Ferro” operativo. Questo nuovo ordine, consolidato dall’Operazione Roaring Lion – (Ruggito del Leone) (nota anche come Epic Fury – Furia Operazione Furia Epica), segna il passaggio da una fase di contenimento a una di azione diretta e congiunta nello scacchiere mediorientale. Il consolidamento dell’asse è frutto di una convergenza politica e militare maturata tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. La richiesta israeliana di un accordo di sicurezza ventennale con gli Stati Uniti ha gettato le basi per una cooperazione che supera i tradizionali protocolli di assistenza.

di Giuseppe Basilico | 3 Marzo 2026

L’asse tra Washington e Tel Aviv ha raggiunto nel marzo 2026 una solidità strutturale senza precedenti, trasformando una storica alleanza strategica in un vero e proprio “Patto di Ferro” operativo. Questo nuovo ordine, consolidato dall’Operazione Roaring Lion – (Ruggito del Leone) (nota anche come Epic Fury – Furia Operazione Furia Epica), segna il passaggio da una fase di contenimento a una di azione diretta e congiunta nello scacchiere mediorientale. Il consolidamento dell’asse è frutto di una convergenza politica e militare maturata tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. La richiesta israeliana di un accordo di sicurezza ventennale con gli Stati Uniti ha gettato le basi per una cooperazione che supera i tradizionali protocolli di assistenza. Questo legame si è manifestato con la massima intensità il 28 febbraio 2026, quando le forze congiunte hanno avviato un’offensiva massiccia contro la Repubblica Islamica dell’Iran. L’intervento militare, descritto come un attacco preventivo per rimuovere minacce esistenziali, ha colpito obiettivi strategici in tutto il territorio iraniano. Siti come Natanz e Isfahan sono stati tra i bersagli primari per smantellare le capacità atomiche di Teheran. L’operazione ha mirato alla “decapitazione” del regime, colpendo funzionari chiave, comandanti dei Pasdaran e la stessa Guida Suprema. L’uso massiccio di Intelligenza Artificiale, droni esplosivi e cyber-sabotaggio ha garantito un blackout informativo quasi totale in Iran durante le prime fasi dell’attacco. Il “Patto di Ferro” sta ridisegnando gli equilibri di potere, ma non senza gravi rischi sistemici. Mentre il Presidente Donald Trump ha rivendicato la necessità dell’azione, l’Unione Europea (rappresentata da Ursula von der Leyen e Antonio Costa) ha espresso profondo allarme per il rischio di un conflitto regionale totale. Il conflitto si è già esteso con operazioni dell’IDF in Libano, confermando che il nuovo ordine non riguarda solo l’Iran ma l’intero assetto dei proxy regionali. Questo nuovo assetto di potere tra USA e Israele non rappresenta più solo una difesa comune, ma un’iniziativa proattiva volta a eradicare definitivamente le minacce percepite, ponendo la comunità internazionale di fronte a un “punto di non ritorno” geopolitico. In sintesi, la strategia attuale di Benjamin Netanyahu mira al cambio di regime a Teheran attraverso un’azione militare diretta e il sostegno a un’insurrezione popolare. Netanyahu ha dichiarato che l’operazione congiunta con gli Stati Uniti è necessaria per smantellare definitivamente il programma nucleare iraniano e le capacità missilistiche che minacciano Israele e l’umanità. Il Primo Ministro si è rivolto direttamente ai cittadini iraniani (persiani, curdi, azeri, beluci e ahwazi), esortandoli a “prendere in mano il proprio destino” e a liberarsi dal “giogo della tirannia”. Mentre Netanyahu promuove attivamente la “liberazione” degli iraniani dalla teocrazia (vedendola come la chiave per la sicurezza israeliana), nega ai palestinesi l’autodeterminazione statuale, sostenendo che quest’ultima porterebbe alla creazione di un nuovo “Stato terrorista” ai confini di Israele. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha parlato lunedì delle crescenti preoccupazioni che gli attacchi statunitensi e israeliani in Iran possano degenerare in un conflitto regionale prolungato, dichiarando: “Questo non è l’Iraq. Non è infinito”, anche se ha avvertito che è probabile che ci siano altre vittime americane nelle prossime settimane. Mentre l’amministrazione Trump ha citato le ambizioni nucleari dell’Iran come la principale preoccupazione da affrontare, i funzionari sottolineano sempre più spesso la minaccia rappresentata dai missili balistici iraniani come motivo chiave per lanciare gli attacchi, nonché come un’opportunità per eliminare la leadership del governo e la sensazione che i negoziati sul programma nucleare siano in fase di stallo.

“Con il lancio dell’Iran Prosperity Project, Pahlavi ha delineato una roadmap dettagliata per i primi 180 giorni post-regime, puntando a garantire la continuità dei servizi e la sicurezza nazionale. Più che rivendicare un trono, il principe sembra voler consolidare il lascito paterno attraverso una transizione laica e democratica, offrendosi come figura di unità nazionale in grado di traghettare il Paese verso un referendum dove, per la prima volta in quasi cinquant’anni, sia il popolo a scegliere la propria forma di governo.”

Giuseppe Basilico

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Giuseppe Basilico

Giuseppe Basilico è un giornalista pubblicista collaboratore del giornale “Avanti Online”. ” Ho 49 anni vivo a Roccagorga in provincia di Latina. Ho la maturità Istituto d’Arte. Non sono un giornalista (posso definirmi un semplice pubblicista come tanti). La passione inizia attraverso i libri di Oriana Fallaci in tarda età a 45 anni. La mia formazione nasce sulla base di discussioni con la mia docente di giornalismo sulla politica Estera (proprio dalla Fallaci), se non avessi avuto i suoi libri come punto di riferimento non avrei concluso assolutamente nulla. Non avendo disponibilità economiche di frequentare corsi – uscivo da un lungo lutto di mia madre – chiesi a Bobo Craxi di domandare alla testata “Avanti! online” se ci fosse spazio per ospitarmi. Da lì iniziò questa bellissima avventura fatta di interviste e pezzi sul Medio Oriente – Ucraina e che continua con la testata PensaLibero.it. Nel 2016 incontro Cirino Pomicino a Roma in una intervista che verte sulla politica di ieri e di oggi. Credo che sia stato un segnale per annunciarmi alle testate attuali che mi ospitano”.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti