…Pietà vi stringa, o popoli, del duolo
Ond’è sacra l’Italia e de la speme
Che le disperse sue genti nutrica:
Non invidiate che su ’l patrio suolo,
Suolo che ancor del nostro sangue geme…Iuvenilia Giosue Carducci
Uno Stato nazionale è costituito da una comune e omogenea entità culturale o etnica: i suoi cittadini condividono, o almeno dovrebbero condividere, linguaggio, cultura e valori in un territorio. il patrio suolo, definito da confini naturali o formatisi storicamente. Il concetto di Stato nazionale si sviluppò soprattutto nell’Ottocento col diffondersi di alcuni movimenti culturali come il Romanticismo oppure con l’affermarsi di movimenti patriottici ed indipendentistici come è stato in Italia con il Risorgimento
La cittadinanza indica il rapporto tra un individuo e lo Stato, ed è in particolare uno status, denominato civitatis, al quale l’ordinamento giuridico ricollega la pienezza dei diritti civili e politici. In Italia il moderno concetto di cittadinanza è nata al momento della costituzione dello Stato unitario e si diventa attualmente cittadini italiani, iure sanguinis, se si nasce o si è adottati da cittadini italiani.
Questo sul piano burocratico formale, sul piano sostanziale di una reale integrazione del cittadino nella comunità nazionale, della sua appartenenza ad una specifica cultura, della sua consapevolezza dei diritti ma anche dei doveri rispetto alle istituzioni della nazione in cui vive, occorre invece un processo di formazione alla cittadinanza, affidata in primis alla scuola, ove nei primi anni di studio è prioritario conoscere bene la lingua e la storia del Paese di cui si è cittadino.
Questo stretto legame tra nascita e formazione culturale per una reale cittadinanza vien meno nella proposta di legge per i minori nati in Italia da genitori stranieri o arrivati in Italia da bambini, legge approvata a Giugno alla Camera e poi arenatisi al Senato negli ultimi mesi del 2017.
Infatti la legge in questione, il cosidetto Jus soli/ Jus culturae, prevede due diverse possibilità:
o può diventare cittadino italiano chi è nato in Italia da genitori stranieri, se almeno uno dei due genitori si trova legalmente in Italia da almeno 5 anni o potranno chiedere la cittadinanza italiana i minori stranieri nati in Italia o arrivati entro i 12 anni che abbiano frequentato le scuole italiane per almeno cinque anni e superato almeno un ciclo scolastico (scuole elementari o medie).
Su una questione di carattere giuridico-istituzionale invece in maniera pretestuosa negli ultimi tempi è nata una gazzarra politica, dove gli interessi di fazione e di bottega elettorale hanno prevalso sugli interessi nazionali; da una parte si teme che con lo Jus soli arrivino in Italia masse ingenti di clandestini con il rischio di cancellare l’identità nazionale, di alimentare il terrorismo islamista e di stravolgere il nostro patrimonio antropologico, dall’altra parte, invece, si dà del razzista a chi si oppone alla legge, a chi dà credito alle paure dei cittadini, soprattutto tra le zone più deboli e disagiate della società, a chi ritiene demagogico ed ideologico il diritto all’accoglienza di tutti gli stranieri senza se e senza ma.
Non si tratta di pesare o il cinismo della real-politik o le ragioni dell’umanitarismo, si tratta per uno Stato che ha a cuore l’identità nazionale, la sicurezza dei suoi cittadini e dei suoi confini, di non avere remore a formare nuovi cittadini di origini non italiane, individuando strumenti giuridici e culturali per una reale integrazione nella nostra comunità per tutti coloro che nascono e vivono in Italia al di là del colore della loro pelle.
Sarà per tutti, italiani e stranieri, una Patria comune a condizione del rispetto della legge e dei principi sanciti dalla nostra Costituzione Repubblicana, della conoscenza della nostra lingua e della partecipazione alla vita politica e culturale del nostro Paese.
Sergio Casprini

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