Nel fulgore della Pasqua, l’Oratorio BWV 249 di Johann Sebastian Bach risuona come un’alba musicale, illuminando non solo il mistero della Resurrezione, ma anche il ruolo sorprendente e potente delle donne in quel primo, sconcertante mattino. Maria Maddalena e Maria Jacobi, figure apparentemente fragili, si ergono a pilastri di una fede nascente, mettendo in ombra la titubanza maschile e aprendo la strada a una nuova comprensione del divino.

La partitura si dipana in un susseguirsi di emozioni palpabili, ma è la voce appassionata di Maria Maddalena a squarciare il silenzio del sepolcro vuoto: “Oh cuore freddo e insensibile degli uomini! Dov’è l’amore Che dovete al Redentore?“. Un grido che trafigge l’indifferenza, un lamento che accusa la miopia spirituale di coloro che avrebbero dovuto vegliare sul Figlio di Dio. In queste parole brucia un dolore che va oltre la semplice perdita, un’amara constatazione della fragilità umana di fronte al mistero.
E a far eco a questa vibrante denuncia è Maria Jacobi, la cui affermazione tagliente come una lama ribalta le convenzioni: “Da una fragile donna vi fate umiliare!“. Un’eco che risuona con la forza di una verità storica spesso sottaciuta: furono le donne, con la loro fede viscerale e la loro dedizione tenace, a costituire il fertile terreno su cui attecchì il seme del cristianesimo, soprattutto nella Roma imperiale, tra le matrone e gli schiavi, tessendo una rete di credenti che sfidò la potenza di un impero. La loro “fragilità” si tramuta in una forza spirituale inattesa, capace di illuminare le tenebre del dubbio maschile.
Ma la figura di Maria Maddalena porta con sé un’eco di controversia che affonda le radici nei secoli. La pittura del Quattrocento, del Cinquecento come del Seicento coevo di Bach, spesso la ritrae con una sensualità ambigua, una bellezza terrena che stride con la sua santità. Dalle pennellate di Tiziano a quelle del Correggio, Maddalena oscilla tra la peccatrice redenta e l’icona di una bellezza profana. Questa dualità, lungi dall’essere un mero capriccio artistico, riflette forse la complessità di una figura che incarna la possibilità della redenzione, la trasformazione dalla carne allo spirito, un percorso accidentato e affascinante.

In questo scenario emotivamente intenso, Bach introduce la voce “umile” del flauto traverso (il “piffero” secondo un grande della direzione d’orchestra di oggi, in vena di facezie che dovrebbero far notizia). Nel duetto “Seele, deine Spezereien” [clicca sotto su min. 13:27], affidato a Maria Jacobi, questo strumento dalla sonorità dolce e agreste si eleva a protagonista. Non un semplice contributo sonoro all’orchestra, ma un vero e proprio alter ego musicale della voce umana. Il flauto canta la transizione dal lutto alla speranza, dalla rigidità dell’inverno spirituale al dischiudersi della primavera della Resurrezione. Le sue melodie sinuose e ariose danzano come i primi refoli di vento tiepido, portando con sé la promessa di una nuova vita, in un clima musicale che ricorda a tratti i più celebri Concerti Brandeburghesi.
Così, le donne dell’Oratorio di Pasqua divengono le artefici di questo passaggio stagionale dell’anima. Come la natura si risveglia dal gelo invernale per abbracciare la fioritura primaverile, così la loro fede tenace e il loro amore incondizionato per il Cristo risorto aprono i cuori alla speranza. Maddalena, con il suo passato controverso e la sua passione ardente, incarna la forza di una redenzione che trasforma le tenebre in luce. Maria Jacobi, con la sua saggezza umile e determinata, accoglie la brezza della Resurrezione, intonando un canto di rinnovamento accompagnato dal flauto, simbolo di una semplicità che dischiude la vera grandezza.
L’Oratorio di Pasqua di Bach, pur nella sua essenzialità musicale luterana, si rivela allora un’opera che va oltre la semplice narrazione biblica. È un inno alla forza inattesa delle donne, alla potenza trasformatrice della fede —che fuoriesce dalla “razionalità”, avviluppata nel dubbio— e alla bellezza che può emergere anche dagli strumenti più semplici.
In questa alba pasquale sonora, le “fragili” donne e l’ “umile” flauto ci guidano fuori dall’ombra della morte verso la luminosa promessa di una nuova vita, ricordandoci che nell’universo bachiano la vera primavera fiorisce nel cuore di chi crede.
Luciano Priori Friggi
VIDEO
Bach – Easter Oratorio: Kommt, eilet und laufet BWV 249
Van Veldhoven | Netherlands Bach Society
Link: https://www.youtube.com/watch?v=62fawgUUpg8&t=2193s
In questo Video Youtube l’esecuzione è impeccabile [anche se la Maddalena è interpretata da una voce maschile, simile a quella di un castrato. Attivare i sottotitoli in italiano -per chi ne ha bisogno- per una migliore comprensione]
0:07 Sinfonia;
4:08 Adagio;
7:31 Kommt, eilet und laufet;
12:26 O kalter Männer Sinn (Rezitativ);
13:27 Seele, deine Spezereien (Arie);
22:58 Hier ist die Gruft (Rezitativ);
23:43 Sanfte soll mein Todeskummer (Arie);
31:43 Indessen seufzen wir (Rezitativ);
32:28 Saget, saget mir gesschwinde (Arie);
38:25 Wir sind erfreut (Rezitativ);
39:03 Preis und Dank (Chor)
Alto Maddalena
Soprano Maria Jacobi
Tenore Pietro
Basso Giovanni
- Sinfonia
- Adagio
- Coro
Avanti, correte in fretta, o piedi veloci,
Raggiungete la grotta che nascondeva Gesù!
Risate e scherzi
Accompagnino i cuori,
Perché la nostra Salvezza è risorta. - Recitativo
[Maria Maddalena]
Oh, mente fredda dell’uomo!
Dov’è finito l’amore,
che devi al Salvatore?
[Maria Jacobi]
Una donna debole deve farti vergognare!
[Pietro]
Ah, che triste dolore
[Giovanni]
E un cuore afflitto per il dolore
[Pietro, Giovanni]
Con lacrime salate
E un desiderio malinconico
Ha voluto ungerlo,
[Maria Jacobi, Maddalena]
Cosa che anche tu, come noi, hai fatto invano. - Aria
[Maria Jacobi]
Anima, le tue spezie
Non ci sarà più mirra.
Perché solo
Con la corona d’alloro,
Saranno soddisfatti i tuoi desideri ansiosi. - Recitativo
{Pietro}
Ecco la cripta
{Giovanni}
Ed ecco la pietra,
che l’ha coperto.
Ma dove sarà il mio Salvatore?
[Maddalena]
È risuscitato dai morti!
Abbiamo incontrato un angelo,
Ce lo ha rivelato.
[Pietro]
Qui vedo con piacere
Il panno steso, srotolato. - Aria
[Pietro]
Dolce sarà il mio dolore mortale,
Solo un sonno,
Gesù, attraverso il tuo lenzuolo.
Sì, questo mi conforterà
E le lacrime del mio dolore
Asciugate sulle mie guance. - Recitativo
[Maria Jacobi, Maddalena]
Nel frattempo sospiriamo
Con ardente desiderio:
Oh, se solo potesse accadere presto,
vedere il Salvatore in persona! - Aria
[Maddalena]
Dimmi, dimmi in fretta,
Dimmi dove posso trovare Gesù,
Colui che la mia anima ama!
Vieni, vieni, abbracciami;
Perché il mio cuore è senza di te
Completamente orfano e triste. - Recitativo
[Giovanni]
Siamo lieti
Che il nostro Gesù vive di nuovo,
E il nostro cuore,
Che prima si dissolse nella tristezza e fluttuò
Dimentica il dolore
E pensa a canti di gioia;
Perché il nostro Salvatore vive di nuovo. - Coro
Lode e ringraziamento
Sia per sempre, o Signore, il tuo canto di lode.
L’inferno e il diavolo sono vinti,
I suoi cancelli sono distrutti.
Rallegratevi, lingue redente,
Che possa essere udito in cielo.
Aprite, o cieli, i magnifici archi,
Il Leone di Giuda esce vittorioso!
(Traduzione di Luciano Priori Friggi)

Lascia un commento